LA CRISI D’IMPRESA

Il numero di piccole e medie imprese colpite in modo più o meno grave dall’attuale crisi è sconosciuto. Le statistiche che segnalano i sintomi più gravi della crisi (il numero di fallimenti, le richieste di concordato preventivo, la crescita delle sofferenze bancarie) fanno pensare che si sia in presenza di un fenomeno di vastissime proporzioni perché concordati, fallimenti e sofferenze segnalano solo imprese che NON hanno superato la crisi.

Il perimetro delle PMI che sta ancora lottando con la crisi economica e/o quella finanziaria è molto più ampio e sulla base della classificazione che deriva dai modelli di rating Basilea2 utilizzati dalle banche la nostra stima è che la crisi tocchi oggi circa il 40% delle nostre PMI.

Il costo della crisi d’impresa per la collettività è molto rilevante. Non si limita alla scomparsa di un’impresa o ai debiti impagati, ma trascina inevitabilmente il contagio ai fornitori più deboli, la perdita di posti di lavoro, la perdita di gettito fiscale per le amministrazioni locali, a cui vanno aggiunti gli inutili e gravosi costi di gestione del post-crisi quali ad esempio i costi delle procedure fallimentari (che in media durano 8 anni) e delle persone addette al recupero crediti per vie legali. Non trascurabile il danno per l’imprenditore le cui energie e competenze vengono bruciate nella crisi e non saranno facilmente recuperate in una nuova impresa, causa la macchia indelebile che gli viene attribuita.

Prevenire la crisi.
La dimensione del fenomeno, i danni provocati e i costi sopportati dalla collettività sono motivi sufficienti per dedicare energie a prevenire la crisi d’impresa, prima ancora di discutere come curarne i sintomi più gravi. Per sconfiggere la crisi occorre conoscerla e affrontarla con grande tempestività, come in medicina si sconfiggono gravi mali se affrontati per tempo.

Conoscere i sintomi latenti ed evidenti della crisi d’impresa è lo scopo di questa piazza virtuale che distribuisce e raccoglie opinioni.  Dalla crisi attuale dobbiamo sapere estrarre i vaccini per combattere la prossima crisi, traendo lezioni che possano essere utilizzate da imprenditori, banche e consulenti d’impresa di vario genere.  Perché gli effetti della crisi d’impresa danneggiano tutte le tre categorie.