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	<title>Commenti per Linker</title>
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	<description>Imprese+Finanza</description>
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		<title>Commenti su Rimetti a noi i nostri debiti di Alessandro Falco</title>
		<link>http://www.linkerblog.biz/2012/02/20/rimetti-a-noi-i-nostri-debiti/#comment-1641</link>
		<dc:creator>Alessandro Falco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 22:40:07 +0000</pubDate>
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		<description>Indubbiamente il momento dell&#039;incaglio e&#039; potenzialmente uno step in cui le aziende, anziché procedere stancamente verso la messa in sofferenza, possano invece sfruttarebper avviare un vero turnaround. Tutto ciò a condizione che:

 . Si individuino selettivamente i casi delle aziende meritevoli di intervento per prospettive di business e posizionamento di filiera. In questo caso sarebbero importanti dei tavoli di dialogo tra associazioni e banche per individuare i casi meritevoli, anche accompagnati da piani attestati da professionisti referenziati.
.  Si dia la possibilità di avere un periodo di sospensione di interessi e capitale, utile per implementare nuovo progetto di ristrutturazione
. Si favorisca dopo anche un cut nel debito per favorire deleveraging, magari prevedendo uno spread maggiore nella restituzione del residuo
. Un intervento simile dovrebbe essere contemplato in prossimo accordo ABI Confindustria, evitando moratoria fine a se stessa.
. In questo senso nelle banche la gestione del pre contenzioso, per i contenuti prima menzionati, dovrebbe essere affidato non ai legali ma ad aziendalisti in grado di leggere i piani di ristrutturazioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Indubbiamente il momento dell&#8217;incaglio e&#8217; potenzialmente uno step in cui le aziende, anziché procedere stancamente verso la messa in sofferenza, possano invece sfruttarebper avviare un vero turnaround. Tutto ciò a condizione che:</p>
<p> . Si individuino selettivamente i casi delle aziende meritevoli di intervento per prospettive di business e posizionamento di filiera. In questo caso sarebbero importanti dei tavoli di dialogo tra associazioni e banche per individuare i casi meritevoli, anche accompagnati da piani attestati da professionisti referenziati.<br />
.  Si dia la possibilità di avere un periodo di sospensione di interessi e capitale, utile per implementare nuovo progetto di ristrutturazione<br />
. Si favorisca dopo anche un cut nel debito per favorire deleveraging, magari prevedendo uno spread maggiore nella restituzione del residuo<br />
. Un intervento simile dovrebbe essere contemplato in prossimo accordo ABI Confindustria, evitando moratoria fine a se stessa.<br />
. In questo senso nelle banche la gestione del pre contenzioso, per i contenuti prima menzionati, dovrebbe essere affidato non ai legali ma ad aziendalisti in grado di leggere i piani di ristrutturazioni.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Nell&#8217;agenda di Confindustria di linker</title>
		<link>http://www.linkerblog.biz/2012/02/17/nellagenda-di-confindustria/#comment-1628</link>
		<dc:creator>linker</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 21:58:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkerblog.biz/?p=11744#comment-1628</guid>
		<description>Caro Cino, non posso negare le tue due principali osservazioni, ma il debito è debito e va rimborsato o se anche non devi rimborsarlo rende l&#039;azienda dipendente da decisioni altrui. Ammesso che la ragione dell&#039;eccesso di debito delle nostre PMI sia il finanziamento di un circolante &#039;gonfio&#039;, ammesso che le banche per concedere credito si siano prese garanzie personali e quant&#039;altro, rimane per me il fatto che le imprese troppo indebitate come le nostre sono vulnerabili a:
- strette creditizie
- aumento dei tassi o degli spread
- crisi di liquidità.
Esattamente la combinazione di tutti e tre questi fattori sta colpendo le nostre imprese più deboli, le indebolisce ulteriormente e indebolisce i portafogli rischi delle banche che si stanno deteriorando continuamente. A giudicare dall&#039;ultima vendita di sofferenze di Intesa per 1,67 miliardi a circa il 15% del valore facciale queste famose garanzie extra aziendali non erano così capienti...
Quindi credo che lo spunto di questo articolo rimanga solido: perché le imprese italiane si sono affidate a così tanto debito bancario, in presenza di poche o nessuna alternativa nel mercato dei capitali (Borsa e Bond)? Hanno mai valutato pienamente il rischio che correvano nell&#039;avere leve operative e leve finanziarie? Mi sento tranquillo sulla risposta negativa, perché in moltissimi casi continuano a non capirlo anche oggi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Cino, non posso negare le tue due principali osservazioni, ma il debito è debito e va rimborsato o se anche non devi rimborsarlo rende l&#8217;azienda dipendente da decisioni altrui. Ammesso che la ragione dell&#8217;eccesso di debito delle nostre PMI sia il finanziamento di un circolante &#8216;gonfio&#8217;, ammesso che le banche per concedere credito si siano prese garanzie personali e quant&#8217;altro, rimane per me il fatto che le imprese troppo indebitate come le nostre sono vulnerabili a:<br />
- strette creditizie<br />
- aumento dei tassi o degli spread<br />
- crisi di liquidità.<br />
Esattamente la combinazione di tutti e tre questi fattori sta colpendo le nostre imprese più deboli, le indebolisce ulteriormente e indebolisce i portafogli rischi delle banche che si stanno deteriorando continuamente. A giudicare dall&#8217;ultima vendita di sofferenze di Intesa per 1,67 miliardi a circa il 15% del valore facciale queste famose garanzie extra aziendali non erano così capienti&#8230;<br />
Quindi credo che lo spunto di questo articolo rimanga solido: perché le imprese italiane si sono affidate a così tanto debito bancario, in presenza di poche o nessuna alternativa nel mercato dei capitali (Borsa e Bond)? Hanno mai valutato pienamente il rischio che correvano nell&#8217;avere leve operative e leve finanziarie? Mi sento tranquillo sulla risposta negativa, perché in moltissimi casi continuano a non capirlo anche oggi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Nell&#8217;agenda di Confindustria di Cino Ripani</title>
		<link>http://www.linkerblog.biz/2012/02/17/nellagenda-di-confindustria/#comment-1627</link>
		<dc:creator>Cino Ripani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 18:08:31 +0000</pubDate>
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		<description>Il tema è scottante, come giustamente sottolinea l&#039;autore dell&#039;articolo, e complesso e non pretendo certo sviscerarlo completamente con un breve commento. Mi limito a far notare che la mera comprazione fra i mezzi di terzi e i mezzi propri (D/E) ovvero fra i debiti e il fatturato (di cui a livello ocmplessivo il GDP è una proxy) non rende ragione di un fenomeno sottostante molto più articolato. Solo due esempi per suggerire una riflessione.
Il primo è relativo alla composizione dell&#039;attivo che la struttura del passivo oggetto dell&#039;articolo deve sostenere. In Italia gli attivi, soprattutto quelli delle PMI come l&#039;autore sa benissimo, vedono una componente rilevante di crediti verso clienti che, in generale, è funzione del sistema di pagamenti vigente nel paese (malato quello italiano!) e meno rischiosa di altre come, ad esempio, le immobilizzazioni materiali che devono ancora produrre prodotti che dovranno poi essere venduti e il cui fatturato dovrà poi essere incassato.
Il secondo è relativo al sistema di garanzie extra aziendali che è storicamente molto più sviluppato in Italia che in altri paesi UE. A prescindere dal giudizio di merito che se ne può dare, non è corretto assimilare automaticamente debiti che sono oggettivamente diversi, sia per chi li ha contratti che per chi li ha concessi.
Il tema potrebbe approfondirsi molto ancora ma in questa sede mi interessa solo che ci si possa fermare un attimo di più a ragionare superando la facile equazione imprese sottocapitalizzate=imprese più fragili=banche più fragili che, se fosse completamente vera, dimostrerebbe una grande debolezza relativa del nostro sistema bancario sullo scacchiere europeo che non mi sembra corrispondere alla realtà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema è scottante, come giustamente sottolinea l&#8217;autore dell&#8217;articolo, e complesso e non pretendo certo sviscerarlo completamente con un breve commento. Mi limito a far notare che la mera comprazione fra i mezzi di terzi e i mezzi propri (D/E) ovvero fra i debiti e il fatturato (di cui a livello ocmplessivo il GDP è una proxy) non rende ragione di un fenomeno sottostante molto più articolato. Solo due esempi per suggerire una riflessione.<br />
Il primo è relativo alla composizione dell&#8217;attivo che la struttura del passivo oggetto dell&#8217;articolo deve sostenere. In Italia gli attivi, soprattutto quelli delle PMI come l&#8217;autore sa benissimo, vedono una componente rilevante di crediti verso clienti che, in generale, è funzione del sistema di pagamenti vigente nel paese (malato quello italiano!) e meno rischiosa di altre come, ad esempio, le immobilizzazioni materiali che devono ancora produrre prodotti che dovranno poi essere venduti e il cui fatturato dovrà poi essere incassato.<br />
Il secondo è relativo al sistema di garanzie extra aziendali che è storicamente molto più sviluppato in Italia che in altri paesi UE. A prescindere dal giudizio di merito che se ne può dare, non è corretto assimilare automaticamente debiti che sono oggettivamente diversi, sia per chi li ha contratti che per chi li ha concessi.<br />
Il tema potrebbe approfondirsi molto ancora ma in questa sede mi interessa solo che ci si possa fermare un attimo di più a ragionare superando la facile equazione imprese sottocapitalizzate=imprese più fragili=banche più fragili che, se fosse completamente vera, dimostrerebbe una grande debolezza relativa del nostro sistema bancario sullo scacchiere europeo che non mi sembra corrispondere alla realtà.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Fermare il credito maleducato di Armando Zippo</title>
		<link>http://www.linkerblog.biz/2012/02/16/fermare-il-credito-maleducato/#comment-1623</link>
		<dc:creator>Armando Zippo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 11:15:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkerblog.biz/?p=11714#comment-1623</guid>
		<description>Bravo Bolognini,
bisogna fustigare questi signori. Il &quot;non credito&quot; degli istituti di credito, ha fatto germogliare lo strazzinaggio ed il ricicliaggio. Decisamente nei paesi del centro e del nord Europa questo fenomeno non esiste; o lameno non nelle proporzioni italiane.
Buon lavoro
Armando Zippo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo Bolognini,<br />
bisogna fustigare questi signori. Il &#8220;non credito&#8221; degli istituti di credito, ha fatto germogliare lo strazzinaggio ed il ricicliaggio. Decisamente nei paesi del centro e del nord Europa questo fenomeno non esiste; o lameno non nelle proporzioni italiane.<br />
Buon lavoro<br />
Armando Zippo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Elogio dell&#8217;imprenditore zombie di GIANPAOLO</title>
		<link>http://www.linkerblog.biz/2011/10/21/elogio-dellimprenditore-zombie/#comment-1612</link>
		<dc:creator>GIANPAOLO</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 08:55:36 +0000</pubDate>
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		<description>PURTROPPO TUTTO ORRENDAMENTE VERO ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>PURTROPPO TUTTO ORRENDAMENTE VERO &#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La fabbrica dei rifiuti di Alessandro Falco</title>
		<link>http://www.linkerblog.biz/2012/02/13/la-fabbrica-dei-rifiuti/#comment-1610</link>
		<dc:creator>Alessandro Falco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 21:26:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkerblog.biz/?p=11620#comment-1610</guid>
		<description>Sono d&#039;accordo nell&#039;analisi. Il volume di sofferenze può essere contenuto con una politica più attenta e forse con un dialogo più trasparente tra pmi e banche in cui, penso, che i consulenti (quelli veri), abbiano un ruolo centrale. Mi riferisco innanzitutto nel ruolo di aiuto alla banca per la comprensione del vero problema dell&#039;azienda (distinguendo tra quella con un business in crisi, da quella con uno interessante e relativo posizionamento ma piuttosto che ha realizzato un investimento sbagliato, magari del classico capannone, se non dell&#039;appartamento al centro).
Inoltre, vi e&#039; la necessita&#039; di produrre una reportistica adeguata, soprattutto per superare le pigrizia di tanti gestori imprese in provincia che si spaventano nel proporre progetti di ristrutturazioni diversi dal classico consolidamento con la 662 di MCc (mi riferisco soprattutto nel mezzogiorno).
Solo avviando un&#039;azione sinergica dell&#039;intera filiera del credito, sara&#039; possibile distinguere tra aziende che meritano il default ed altre che meritano un vero aiuto.
Lo dico non solo come consulente, ma anche alla luce dell&#039;esperienza di delegato al credito di Confindustria Caserta, dove arrivano richieste giornaliere di intervento e aiuto, ma molto spesso e&#039; difficile capire dagli imprenditori la vera esigenza, la misura e la causa del fabbisogno finanziario. Su questo sono d&#039;accordo con il post del prof berti sul blog dell&#039;altro giorno: la premessa per il superamento dell&#039;attuale situazione sta in un cambio culturale in primis degli imprenditori e a seguito di tutti gli altri attori della filiera. Anche la tematica della maggiore patrimonializzazione delle pmi, passa innanzitutto per un cambio di mentalita&#039;. Se un tavolo deve essere aperto, come suggerisce di Vico, deve essere non solo quello della gestione delle emergenze, ma anche quello della formazione di una nuova mentalità nella gestione di impresa, almeno per l&#039;aspetto finanziario.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo nell&#8217;analisi. Il volume di sofferenze può essere contenuto con una politica più attenta e forse con un dialogo più trasparente tra pmi e banche in cui, penso, che i consulenti (quelli veri), abbiano un ruolo centrale. Mi riferisco innanzitutto nel ruolo di aiuto alla banca per la comprensione del vero problema dell&#8217;azienda (distinguendo tra quella con un business in crisi, da quella con uno interessante e relativo posizionamento ma piuttosto che ha realizzato un investimento sbagliato, magari del classico capannone, se non dell&#8217;appartamento al centro).<br />
Inoltre, vi e&#8217; la necessita&#8217; di produrre una reportistica adeguata, soprattutto per superare le pigrizia di tanti gestori imprese in provincia che si spaventano nel proporre progetti di ristrutturazioni diversi dal classico consolidamento con la 662 di MCc (mi riferisco soprattutto nel mezzogiorno).<br />
Solo avviando un&#8217;azione sinergica dell&#8217;intera filiera del credito, sara&#8217; possibile distinguere tra aziende che meritano il default ed altre che meritano un vero aiuto.<br />
Lo dico non solo come consulente, ma anche alla luce dell&#8217;esperienza di delegato al credito di Confindustria Caserta, dove arrivano richieste giornaliere di intervento e aiuto, ma molto spesso e&#8217; difficile capire dagli imprenditori la vera esigenza, la misura e la causa del fabbisogno finanziario. Su questo sono d&#8217;accordo con il post del prof berti sul blog dell&#8217;altro giorno: la premessa per il superamento dell&#8217;attuale situazione sta in un cambio culturale in primis degli imprenditori e a seguito di tutti gli altri attori della filiera. Anche la tematica della maggiore patrimonializzazione delle pmi, passa innanzitutto per un cambio di mentalita&#8217;. Se un tavolo deve essere aperto, come suggerisce di Vico, deve essere non solo quello della gestione delle emergenze, ma anche quello della formazione di una nuova mentalità nella gestione di impresa, almeno per l&#8217;aspetto finanziario.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La srl con 1€ è una buona idea? di Michele Giudilli</title>
		<link>http://www.linkerblog.biz/2012/01/28/la-srl-con-1e-e-una-buona-idea/#comment-1609</link>
		<dc:creator>Michele Giudilli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 12:28:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkerblog.biz/?p=11386#comment-1609</guid>
		<description>A Londra una Limited (la srl italiana) si può aprire con un capitale socialed di 1 £ o 1 €. Senza notaio e in 4 ore al costo di  £ 50. Lo scopo era quello, solo che sta stronzata che sia valida solo per gli under 35 la vanifica. S è voltuo tenere insieme capra(snellimento) e cavoli (non pestare troppo i piedi ai notai e farlo solo pe ri giovani). Le altre proposte possono essere condividisbili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A Londra una Limited (la srl italiana) si può aprire con un capitale socialed di 1 £ o 1 €. Senza notaio e in 4 ore al costo di  £ 50. Lo scopo era quello, solo che sta stronzata che sia valida solo per gli under 35 la vanifica. S è voltuo tenere insieme capra(snellimento) e cavoli (non pestare troppo i piedi ai notai e farlo solo pe ri giovani). Le altre proposte possono essere condividisbili.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Le curve della crisi di Fare a meno delle banche? &#124; John Maynard</title>
		<link>http://www.linkerblog.biz/2012/02/10/le-curve-della-crisi/#comment-1599</link>
		<dc:creator>Fare a meno delle banche? &#124; John Maynard</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 23:43:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkerblog.biz/?p=11594#comment-1599</guid>
		<description>[...] che agevola chiunque strizzi l&#8217;occhio alle Pmi, tanto le banche sono indifendibili. Un bel post di Fabio Bolognini ci ricorda invece che se le banche talvolta non sono capaci di esaminare un [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] che agevola chiunque strizzi l&#8217;occhio alle Pmi, tanto le banche sono indifendibili. Un bel post di Fabio Bolognini ci ricorda invece che se le banche talvolta non sono capaci di esaminare un [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Gelata al NordEst di Cino Ripani</title>
		<link>http://www.linkerblog.biz/2012/02/09/gelata-al-nordest/#comment-1587</link>
		<dc:creator>Cino Ripani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 12:35:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkerblog.biz/?p=11569#comment-1587</guid>
		<description>Mi permetto di aggiungere soltanto che nel termine un po&#039; vago &quot;condizioni più gravose delle usuali&quot; rientrano non solo richieste di spread multipli rispetto a quelli di pochi anni fa ma anche la richiesta di garanzie e collaterali spesso in proporzioni (1:1) al limite della ragionevolezza</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi permetto di aggiungere soltanto che nel termine un po&#8217; vago &#8220;condizioni più gravose delle usuali&#8221; rientrano non solo richieste di spread multipli rispetto a quelli di pochi anni fa ma anche la richiesta di garanzie e collaterali spesso in proporzioni (1:1) al limite della ragionevolezza</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Crisi delle PMI: si può fare di più di Angelo Pasqua</title>
		<link>http://www.linkerblog.biz/2012/02/06/crisi-delle-pmi-si-puo-fare-di-piu/#comment-1566</link>
		<dc:creator>Angelo Pasqua</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:57:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.linkerblog.biz/?p=11518#comment-1566</guid>
		<description>Non capirò mai perchè, a fronte di un credito certo, liquido ed esigibile vantato da un&#039;azienda verso la PA, lo stesso non possa essere usato per compensare il debito che l&#039;esattore Equitalia ha verso l&#039;azienda. Cosa ci vuole, da un punto di vista tecnico e normativo? Un decreto non potrebbe bastare? Quante aziende verrebbero rimesse in piedi cosi operando?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non capirò mai perchè, a fronte di un credito certo, liquido ed esigibile vantato da un&#8217;azienda verso la PA, lo stesso non possa essere usato per compensare il debito che l&#8217;esattore Equitalia ha verso l&#8217;azienda. Cosa ci vuole, da un punto di vista tecnico e normativo? Un decreto non potrebbe bastare? Quante aziende verrebbero rimesse in piedi cosi operando?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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