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7 settembre 2017

Se cercate notizie positive sull’economia italiana

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fine crisiSe state cercando avidamente una conferma della ripresa economica in atto, della fine della crisi e non vi fidate più delle dichiarazioni che arrivano dai capi di governo (vedi a destra la simpatica raccolta-collage che circola su Twitter) o avete smesso di fidarvi delle previsioni dell’OCSE, dell’IMF, della Confindustria o della Banca d’Italia, Imprese+Finanza vi offre una prospettiva insolita di speranza. Arriva da Stamford, Connecticut Stati Uniti, arriva da Pitney Bowes una società tecnologica specializzata nel commercio che, nel suo ruolo di osservazione privilegiata, pubblica periodicamente il Parcel Shipping Index, cioè l’indice che misura i pacchetti (sotto i 30 kg) spediti nel mondo partendo da 13 paesi: Australia, Brasile, Canada, China, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Norvegia, Svezia, United Kingdom e USA. Non chiedetemi come fanno a contarli ma fidatevi dell’esperienza e della tecnologia. I dati appena pubblicati del Parcel Shipping Index parlano di un mondo in cui il commercio cresce da 44 miliardi di pacchi nel 2014 a 65 miliardi nel 2016 al ritmo benefico del 48%. Cresce soprattutto in Cina e in USA che sommano insieme 44 miliardi di pacchetti su 65 e $156 miliardi ma in Europa…buone notizie

Parcel Shipping Index world

Parcel Shipping Index USA

La vecchia Europa rappresenta solo 14 miliardi di pacchi sul totale e cresce al ritmo meno impressionante del 6% ma guardate la povera Italia che è cresciuta nell’ultimo anno del 10% e del 12% negli ultimi 2 anni fino a 5 mld€. Ancora pochi rispetto alla Germania ma siamo in crescita più veloce almeno in questo indice.

Parcel Shipping Index Europe

Lo so, state facendo i calcoli di quanto avete personalmente contribuito lo scorso anno con i vostri ordini su Amazon, ma sono solo una microscopica parte dei 5 miliardi di euro. Il commercio cresce, l’Italia triste e fanalino di coda dell’Europa s’è desta: compra vende e spedisce, la crisi è alle spalle (forse).

Più probabilmente stiamo registrando il fenomeno della crescita dell’e-commerce e della moneta elettronica a scapito del contante.

 

immagine del post da Shutterstock©

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Pubblicato in: economia
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  1. Questa statistica non dice nulla sulla ricchezza. Andrebbe confrontata con una sul commercio tradizionale (in crollo verticale). Si scoprirebbe che l’e-commerce è un altro fattore di deflazione. Philips (nel senso di curva) è sempre al lavoro.

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