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10 agosto 2017

Costruzioni: prosegue la carestia dopo la grande abbuffata

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Nella calura estiva i rappresentanti dell’ANCE, l’associazione dei costruttori, registrano impietosamente nella presentazione del loro Osservatorio il gelo calato sul settore, che esce a pezzi da 10 anni di crisi con una perdita di società e di occupazione drammatica: 612.000 addetti in meno, pari al 30%, di cui 474.000 dipendenti delle imprese.

ANCE-occupazione e crisi

Una crisi lunghissima che deriva da due fattori principali: il crollo degli investimenti e la restrizione del credito, lo stesso sistema del credito che tanto (troppo) aveva contribuito ai fasti di piccole e grande imprese. Sul fronte degli investimenti il 2016 registra ancora il segno meno (-0,6% in totale, ma -1,8% sulle nuove costruzioni) e un calo totale del 36% dal 2007 e del 63% sulle nuove costruzioni e del 49% sulle opere pubbliche.

ANCE-investimenti 2016

Per quanto riguarda il credito la grande abbuffata di finanziamenti concessi alle costruzioni è forse la principale ragione delle sofferenze bancarie, non senza assunzioni di colpa e pentimenti da parte del sistema bancario per avere valutato finanziabili così tante opere a valori così tanto gonfiati nelle perizie del periodo del credito facile. Su questo passaggio, quando si discute delle sofferenze, delle garanzie sottostanti e del loro valore effettivo, occorrerebbe spendere più tempo.

Il grafico sottostante ricostruisce sui dati offerti dal Bollettino Statistico della Banca d’Italia i due periodi della grande abbuffata e della grande carestia:

Impeghi 2011-2017

Dal settembre 2003 al settembre 2011 i finanziamenti alle imprese di costruzioni crescono del 140% passando da 68 miliardi a 163. Nello stesso periodo i finanziamenti all’industria crescono solo del 27% in 8 anni.
Negli ultimi 6 anni invece il credito alle imprese di costruzioni si riduce del 25% contro il 15% dell’industria e il 12% dei servizi. Tenendo conto che spesso si tratta di mutui con scadenza di oltre 10 anni e quindi la loro riduzione naturale è molto lenta, il calo del credito alle costruzioni è ancora più rilevante.  Il grafico presentato da ANCE mostra come il volume di nuove erogazioni passi dai 52 miliardi del 2007 agli attuali 15 miliardi.

ANCE-finanz costruzioni 2007-16

ANCE tiene a fare notare come le erogazioni di credito immobiliare che le banche stanno sventolando nello loro statistiche riguarda solo l’acquisto di immobili tra privati, non certo gli investimenti in nuove costruzioni.

ANCE-finanza a MLT

Anche la tavola successiva offre un confronto impietoso su quanto il sistema bancario abbia voltato le spalle alle imprese di costruzioni. Nel 2007 i mutui immobiliari rappresentavano il 30% dei finanziamenti erogati dalle banche con durata superiore a 12 mesi. Nel 2016 il valore complessivo è sceso al 19% ma guardando ai nuovi investimenti in costruzioni si è passati dal 12% al 4%.

ANCE-destinanzione finanziamenti 2007-16

La bolla immobiliare ha messo in ginocchio le banche in USA, in Irlanda e in Spagna ma certamente anche l’Italia non si è risparmiata i suoi guai con queste scelte di politica creditizia che hanno contributo alle crisi del sistema bancario almeno quanto la crisi internazionale.

 

immagine del post da Shutterstock©

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Pubblicato in: banche, credito
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  1. Se gli italiani hanno smesso di comprare case, se le industrie non richiedevano più capannoni, non capisco perché le banche avrebbero dovuto continuare ad erogare credito alle imprese di costruzione. Quelle che l’hanno fatto pensando che poi la crisi sarebbe terminata si sono ritrovate con qualche npl in più.
    Dal 2002 è ufficialmente partito l’euro il costo del credito è diminuito e ne ha approfittato il settore immobiliare. Per le industrie è invece aumentata la competitività per cui è stato molto più facile fare soldi buttandosi sulle costruzioni (credo di aver letto qui su linker qualcosa sulla facilità con cui si riusciva a vendere appartamenti grazie ai mutui molto convenienti )

  2. finance
    Consumi, Confcommercio: nel 2017 quasi 17.300 euro a persona

    Giuro da oggi mi dedico solo alle trasmissioni calcistiche perche qua e’ un marasma.
    Ogniuno dice la sua . Magari a casa mia, 3 perone , ci potessimmo permettere di spendere 51.900,00 euro netti annui.
    Sono,lo so e’ diverso, CENTO MILIONI DELLE VECCHIE LIRE.
    Non e’ riferito a Lei ma mettetevi il cervello in pace.
    Saluti ed addio

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