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21 luglio 2017

A che serve il credito delle banche? Liquidità subito

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Nel titolo non c’è trucco ma solo una domanda semplice: perché le imprese italiane chiedono credito alle banche? Che necessità finanziaria devono coprire? Indecisi nella disfida tra chi vede da un lato  un credito abbondante e a buon mercato (le banche)  e chi (le associazioni delle imprese come dice il presidente di Assolombarda Bonomi) riporta impressioni divergenti e preoccupazione, noi ci rifugiamo nelle rilevazioni ufficiali.

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Una di queste è la periodica rilevazione effettuata dalla BCE (Bank Lending Survey) basata su questionari rivolti e compilati solo da banche. La parte italiana è seguita dalla Banca d’Italia che oggi ha pubblicato il suo comunicato, riportando grafici di abbastanza semplice interpretazione. Ne prelevo e commento uno che vuole esprimere la tendenza sulle determinanti della domanda di credito, cioè le motivazioni sottostanti le richieste di credito dalle imprese.

BLS ITALIA MOTIVI RICHIESTA CREDITO

fonte: Banca d’Italia

Il grafico con le sue sottili barrette fornisce la risposta alla domanda: se si esclude un picco relativo a investimenti nell’ultimo trimestre,  la domanda di credito (barrette sopra lo zero) serve principalmente alle imprese per:
A. finanziare il capitale circolante e le scorte
B. ristrutturare e allungare i debiti già in essere

A+B= liquidità. Alle imprese serve liquidità. Liquidità per sostenere il ciclo produttivo ordinario (pagare i fornitori, fare da banca ai clienti che pagano dopo 120 giorni) e liquidità anche quando il rimborso dei vecchi debiti non è assistito da un flusso di cassa sufficiente e deve essere diluito nel tempo.

Gli investimenti -che siano targati Industria 4.0 o si tratti di macchinari meno sexy e innovativi- sono ancora poco sostenuti e irregolari, nonostante la recente forte spinta fiscale concessa con il superammortamento. La liquidità che manca (a causa dei tempi di incasso, a causa di un autofinanziamento ancora troppo debole), resta l’anello più debole nella finanza del sistema industriale italiano, composto dal 95% e passa di piccole e medie imprese. Piccole imprese a cui il sistema bancario ha razionato il credito separando i super-meritevoli dai meno-meritevoli. Adottando sistemi automatici di scoring poco propensi a compensare i deboli numeri di bilancio con gli aspetti qualitativi delle aziende il credito tradizionale non riesce a soddisfare il bisogno di liquidità delle piccole imprese.  Per di più da quanto mi raccontano le imprese il sistema bancario risulta più scattante nell’offerta di plafond di credito per operazioni a medio termine su investimenti. I bancari si aggirano attivamente tra le imprese medie offrendo dosi di liquidità a 5 anni e cercando come giustificazione nuovi investimenti fissi, di cui non tutte le imprese hanno bisogno.
Ma i grafici, le barrette del barometro della BCE dicono che di liquidità ne serve ancora tanta.

Anche questa è una delle molte contraddizioni della finanza italiana del 2017.

 

immagine del post da Shutterstock©

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Pubblicato in: credito
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  1. Dai tutti in Coda a comperare MPS a settembre il grande rientro.

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