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21 maggio 2017

Credito: parlano le trimestrali / UBI Banca

 

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Secondo giro di verifica per estrarre informazioni dalle presentazioni agli analisti fatte dalle banche quotate e capire quale sia stata la recente evoluzione del credito. Dalla presentazione fatta da UBI Banca il 15 maggio ho estratto alcuni dati e tavole. La prima negli allegati per mostrare come anche in casa UBI non ci sia ancora stata inversione di tendenza sul totale del credito concesso ai clienti. Incoraggiante il confronto con Dic.2016 (+3,3%) che però aveva avuto una decisa frenata sul trimestre precedente per rientrare meglio nei ratio patrimoniali.

UBI CUST LOANS Q1 2017

Su base annua la crescita totale è molto esile, allo 0,5% da marzo 2016. Non essendoci distinzione tra credito alle famiglie e alle imprese, possiamo solo presumere che sulla scorta di quanto dichiarato da Banca d’Italia sulla maggiore crescita nel segmento famiglie, le imprese di UBI non abbiano ricevuto più credito da un anno a questa parte.  Come sempre il risultato netto è la combinazione di crescite e riduzioni e la prossima tavola mostra quanto UBI si faccia merito di spostare il credito sulle imprese a basso rischio: la fetta verde ‘Low Risk’ è cresciuta dal 76% di marzo 2016 al 78,1%, sperando che nel corso dell’anno lo spostamento sia anche dovuto a qualche impresa che è migliorata.

UBI loan portfolio Q1 2017

Nello stesso periodo UBI è riuscita ad attrarre più depositi dalla clientela che sono passati da €48,6 a €52,5 miliardi. La liquidità non è mancata al gruppo UBI, la propensione a prestare denaro all’economia reale è ancora molto bassa nella media.

UBI deposit customer Q1 2017

Per effetto della stasi dei volumi e della compressione dei margini sul portafoglio dei clienti ‘low risk’ il margine da interessi continua a calare pesantemente (-9%) come mostra la prossima tavola:

UBI Margine Int Q1 2017

Nonostante ciò il risultato della banca è migliorato, soprattutto grazie alla riduzione del flusso di accantonamenti sui crediti e alla crescita della componente commissionale. La quale però contiene qualche dispiacere sicuramente anche per le imprese a giudicare dalla prossima tabella:

UBI comm c-c Q1 2017

Le commissioni sui conti correnti sono cresciute in un anno dell’11%, una crescita difficilmente attribuibile all’apertura di nuovi conti, ma molto più probabilmente all’aumento dei costi fissi e per operazione, che moltissime banche hanno introdotto lo scorso anno.

In sintesi: UBI rimane molto guardinga sul credito, attenta a mostrare uno spostamento verso rischi molto bassi e coperti il più possibile da garanzie. Soffre sui tassi, inevitabilmente, e ha dovuto aggiungere qualche balzello sulle commissioni per fare brillare il suo contro trimestrale.

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Pubblicato in: banche, credito

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