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21 ottobre 2016

Bollettino Medico Bancario – ottobre 2016

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Per chi segue con interesse su queste pagine le vicende del sistema bancario italiano per capire cosa sta succedendo è sicuramente un periodo denso di avvenimenti e notizie, così tante che sono sicuro ne possano sfuggire alcune tra la più rilevanti o curiose. Lo considero un bollettino medico perché sono molti i casi di banche in emergenza alle prese con problemi e rianimazioni. Ecco una raccolta tra le più recenti, a cominciare dall’ormai mitico Monte dei Paschi di Siena.

MPS: chi ha il piano più bello?

Sole,27-07-16

Il piano di salvataggio del MPS avanzato prima dell’estate con una ricapitalizzazione di 5 miliardi (pari a 10 volte il valore in borsa della banca) sembra ogni giorno che passa meno fattibile. La fiducia riposta e riproposta in uscite pubbliche dal ministro Padoan supera quella delle banche chiamate a sostenere l’aumento di capitale. Il piano proposto da JPMorgan e Mediobanca non decolla, non ha trovato molti investitori pronti ad aprire il libretto degli assegni; non decolla neppure la maxi-cessione di sofferenze per 27 miliardi lordi che avrebbe dovuto essere lanciata a luglio, mentre ora si parla di estate 2017: 18 mesi per fare l’inventario di migliaia di faldoni mal gestiti grazie alla competenza di FONSPA nel settore delle sofferenze e per ottenere la garanzia dello Stato. Tuttavia la saga del Monte sta diventando sempre più avvincente con svolte improvvise, dimissioni  sostituzioni dei vertici e colpi di scena che possono rivaleggiare con la serie TV sui Medici. Adesso è il momento dell’offerta avanzata per la seconda volta da Corrado Passera, dopo il primo tentativo in coppia con UBS, ora in compagnia di fondi USA, per trovare il bandolo di una matassa che si complica ogni giorno di più. Una situazione descritta molto bene nell’articolo di Fabrizio Patti de LINKIESTA. Peccato non potere contare di sapere che vinca il migliore, perché vincerà chi meno urterà sensibilità politiche e armadi chiusi o poltrone.

4 banche orfane con sofferenze

La scadenza fissata della BCE per la vendita di Banca Marche, Carife, Banca Etruria e CariChieti è già passata due volte al 30 giugno e al 30 settembre e ancora non è arrivata sul tavolo dei banditori dell’asta un’offerta soddisfacente per vendere il pacchetto delle 4 orfanello ad altre banche. Le pressioni su UBI Banca non hanno indotto i bresciani-bergamaschi a fare follie: l’offerta piena di se, di ma e di condizioni è stata ritenuta inadeguata…dalla BCE a quanto pare, che non ha accolto bene le condizioni poste a tutela degli acquirenti. L’altra notizia recente è che le sofferenze continuano a crescere anche dopo la pulizia fatta all’atto della risoluzione a novembre, con il passaggio alla bad bank (REV). Tuttavia seppure questo flusso di nuovi NPL fosse scontato i dati forniti dal nuovo vertice delle Good Banks non sono poi male, se è vero che solo il 10% delle inadempienze probabili sono passate a nuove sofferenze, contro una media storica negli anni passati del 30% più o meno per tutte le banche. Le sofferenze sommate alle inadempienze probabili, sono pari a fine giugno a 4,16 miliardi (dai 4,23 miliardi di fine 2015).

Il conto per le banche che hanno sottoscritto il capitale delle 4 good banks si sta facendo salato.

Vicenza e i guai siciliani

Pochi avranno notato che mentre Atlante si adopera nella rianimazione della Popolare di Vicenza e il suo nuovo presidente Mion insiste nel perseguire una fusione con l’altra malata Veneto Banca si sono aggiunti problemi nella controllata siciliana Banca Nuova come ha scritto Andrea Greco su Repubblica:

nel 2015 Banca Nuova è in rosso per 149 milioni, decuplicato rispetto all’anno prima a causa di «rettifiche di valore da deterioramento su crediti aumentate del 53%, nonché dell’integrale svalutazione degli avviamenti» (per 110 milioni). Il patrimonio netto, riporta sempre il bilancio, si è pertanto dimezzato a 158 milioni, con il Cet1 sceso a un pericoloso 6,74%. Per rimediare e «ricondurre i coefficienti della controllata a un livello di equilibrio», la capogruppo vicentina nel giugno 2016 ha dovuto ricapitalizzare per 50 milioniBanca Nuova, convertendo in sue azioni certi crediti dell’ex collegata e ora controllata San Marco srl.

Un’emorragia che non è sicuramente stata bloccata se è vero che a fine 2015 il costo del credito deteriorato era di 320 bp contro una media di 100-120 per le altre banche.

Altri ricoveri al pronto soccorso: le Casse di Risparmio

Dopo l’intervento da parte del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi che ha dovuto raccogliere extra-fondi fino a 700 milioni per salvare banche iniziando dalla Cassa di Risparmio di Cesena con un aumento da 280 milioni, i prossimi buchi da tappare si chiamano CARIM, la cassa di Rimini lungamente e invano commissariata e quella di San Miniato, un tempo banca solida e nel controllo della sua zona d’influenza. Lo spiega Luigi Dell’Olio su Repubblica: 100 milioni probabili per CARIM che ha perso 37 milioni nel 2015 e altri 100 per la CR San Miniato che di milioni ne ha persi 67.

Lo scisma delle BCC

C’era da scommettere che la riforma delle BCC non avrebbe prodotto una soluzione monolitica. Dopo la polemica sulla porta d’uscita concessa ad alcune BCC e l’allungamento (manco a dirlo) dei tempi di creazione della Holding unica delle BCC, immancabilmente le BCC trentine si sono chiamate fuori e hanno creato una seconda holding. Alla Fiera di Verona gli eretici si sono ritrovati per sentire che ‘verrà presentato il progetto che porterà alla nascita del gruppo bancario Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo Italiano’.

Il piano sarà illustrato nei dettagli durante i lavori, ma lo schema di base prevede che Cassa Centrale in un primo tempo incorpori le società di sistema Phoenix e Ibt (specializzate nell’informatica al servizio delle Bcc), arrivando ad avere un patrimonio netto tangibile di 600 milioni. Successivamente allargherà la propria base sociale tramite aumenti di capitale riservati alle Bcc che si vogliono aggregare.

Lo scisma arriva fino al Sud, ma come riusciranno a convivere i pugliesi con gli alto-atesini e i tedeschi della DZ bank sarà tutta una storia da vivere…

 

immagine del post da Shutterstock ©

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