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13 agosto 2016

Imprese più leggere: la risposta al credit crunch

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La stretta del credito operata dalle banche ha portato tra gli effetti un maggiore ricorso a capitali propri e quindi un parziale alleggerimento del carico di debiti con cui strutturalmente viaggiano le imprese italiane, un carico pericoloso in tempi di crisi economica e di risultati deboli.  Lo testimonia una rilevazione effettuata da CERVED su un campione di 165.000 imprese che hanno depositato il bilancio 2015.

La crescita del capitale è stata trasversale sulle classi dimensionali, leggermente più accentuata sulle microimprese negli ultimi 2 anni a compensare il ritardo nella crescita dal 2007:

CERVED 1 - CAPITALE

Alla crescita dei mezzi propri è corrisposto un calo del debito finanziario, che in Italia sulle micro e piccole imprese e quasi totalmente fornito dal sistema bancario. La riduzione del 5% per le micro imprese, del 3,7% per le PMI tra i dati di fine 2014 e quelli di fine 2015 combacia con il calo degli impieghi bancari alle imprese.

CERVED 2 - DEBITI FINANZIARI

L’effetto di un riequilibrio delle fonti di finanziamento a favore del capitale si traduce in una migliore capacità di sopportazione dei debiti: il rapporto tra debiti finanziari e margine lordo si riduce gradualmente da 6,4 a 5,2 in due anni, ma rimane lontano dal più salutare livello di 4 volte registrato nel 2007 quando il sistema bancario era ancora in fase di espansione del credito e i margini delle imprese molto più solidi.

CERVED 3 - DEBT-EBITDA

Rimane comunque elevata (tra 23% e 29%) la percentuale di imprese che, a causa di un carico eccessivo di debiti si vede erodere i margini industriali dagli oneri finanziari, in percentuale superiore al 50%:

CERVED 4 -IMPRESE CON CARICO OF

Guardando questi dati si trova un motivo di maggiore serenità nel valutare il fenomeno del credit-crunch bancario. Sempre tenendo presente i limiti delle generalizzazioni, il sistema bancario ha indotto nelle imprese una forte dipendenza dal debito sino al 2011, proprio il carico eccessivo di debito una volta esplosa la crisi si è rivelato una grave debolezza nell’andare a erodere i profitti delle imprese ma soprattutto nel ampliare il perimetro dei crediti in sofferenza e incagliati, tutti figli di crisi di liquidità causate anche dai troppi debiti.

Che il sistema delle imprese italiane sia troppo indebitato è un fatto noto da tempo, che le imprese siano indebitate praticamente con un solo fornitore (le banche) è stato citato mille volte come fattore di debolezza. Ci voleva però la crisi finanziaria e bancaria per indurre le imprese a disintossicarsi in parte e immettere qualche dose di capitale. Ci volevano tante sofferenze e fallimenti per educare le imprese a fare in modo di preservare sempre la liquidità.  Consoliamoci con questa lezione, utile perché la ripresa dei fatturati del 2015 (+2,3% nel 2015 sul campione CERVED) è ancora troppo debole e potrebbe indebolirsi nel 2016.

 

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