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19 giugno 2016

Meno credito commerciale e le PMI soffrono

working capital

Le nostre banche sono diventate recentemente molto attente nel divulgare statistiche sulle nuove erogazioni di finanziamenti a medio-termine denunciando percentuali di crescita notevoli. Il riscontro finale sulla quantità di credito a medio-termine erogata complessivamente rimane sostanzialmente invariata (512 miliardi a fine febbraio 2016 contro 508 miliardi a inizio gennaio 2015 o 509 miliardi a fine 2013) confermando che il rapporto tra nuove erogazioni e rientri rimane neutro.

Poco o nulla si dice sul credito a breve termine che invece continua a ridursi come attestato dai dati forniti dalla Banca d’Italia sui prestiti alle imprese, illustrati nel grafico, si passa in due anni da 312 miliardi a 279 a fine febbraio 2016.

Prestiti 2014-16 a BT

La riduzione del credito a breve può avere una componente accettabile e una invece negativa:
– la prima è la riduzione degli scoperti di conto corrente, usati troppo spesso dalle imprese al posto di strumenti di tipo diverso e oltretutto molto costosi.
– quella negativa è invece il credito concesso per scopi commerciali per finanziare le vendite e i crediti commerciali nel paese, lo ricordiamo ancora una volta, che ha ancora nel 2016 i tempi di pagamento più lunghi dell’intera Europa (vedi grafico).

Intrum EPR 2016

Il finanziamento del circolante è sotto pressione

La riduzione del credito commerciale per anticipare fatture o ricevute bancarie non è contabilizzata con precisione del bollettino statistico della Banca d’Italia, ma è deducibile dalle tabelle inserite nella serie periodica delle Economie Regionali, in cui appaiono le variazioni percentuali del credito cosiddetto ‘autoliquidante’. La serie storica che esce è molto negativa come viene rappresentata nel prossimo grafico: in tutte le regioni il credito commerciale è calato tra il 10% e il 35% negli ultimi 3 anni.

AUTOLIQUIDANTE 2012-15

Solo in Piemonte, Umbria e Abruzzo si sono registrati segni positivi nel 2015, nelle altre regioni ancora riduzioni. Nello stesso periodo il PIL è sceso dell’1,3% e la domanda interna dell’1,6%, per cui è difficile correlare la drastica riduzione del credito commerciale al calo complessivo di fatturato delle imprese, più probabile l’associazione della riduzione al credit-crunch bancario e all’aumento di rischiosità delle imprese. Il famoso cavallo che non beve è anche in base a questi dati una vera e propria fantasia.

Ha forse contribuito anche un fattore molto tecnico per le banche. Gli scoperti di conto corrente e i finanziamenti commerciali sono difficilmente trasformabili in titoli (attraverso operazioni di cartolarizzazione) da portare alla BCE in garanzia per ottenere liquidità. Più facile farlo con i mutui.

Comunque sia la riduzione assoluta di 32 miliardi del credito a breve in 26 mesi e la componente di credito autoliquidante calata mediamente del 25% sono segnali gravi per la capacità delle PMI di sostenere un capitale circolante gravato da tempi di pagamento lunghissimi.

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  1. 14 ottobre 1980: a Torino circa 40.000 quadri e impiegati , convocati al Teatro Nuovo da un caporeparto della Fiat ( Luigi Arisio) marciano contro una situazione ormai divenuta inaccettabile.
    Il 25 per cento di riduzione del cd. autoliquidante è una situazione INACCETTABILE che strangola le nostre imprese. E non credo che il motivo sia solo riconducibile al tema delle cartolarizzazioni. Ai margini del sistema bancario, nelle filiali corporate periferiche di tutte le banche, regna una generale incompetenza , una profonda confusione, un totale asservimento alle istruzioni impartite dalle direzioni territoriali, una burocrazia peggio che borbonica. Molto più facile erogare mutui, cartolarizzabili e assistiti da garanzie reali con un LTV del 60 per cento che leggere il bilancio di un’azienda.
    Su questi fatti , dove sono Confindustria e le varie Associazioni imprenditoriali , territoriali e di categoria ???
    Quando e come potremo sentire anche la voce delle imprese ( e di chi dovrebbe rappresentarle ) ? Oppure dobiamo sperare in un nuovo Luigi Arisio ? Ma ricordiamoci che “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”.

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