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4 marzo 2016

Vicenza e dintorni: la banda dei 5 ha tradito il territorio

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Alla vigilia dell’assemblea degli azionisti della Popolare di Vicenza, in cui sarà difficile contenere rabbia e caciara e impossibile fare uscire le scomode verità sul passato, non penso sia utile commentare i numeri della banca, come ho fatto tante volte ben prima che scoppiasse l’inferno. Di tanto in tanto è buona cosa uscire dalla fredda logica dei numeri e interpretare le azioni e i sentimenti della razza umana, anche e soprattutto quando è questione di soldi.

La storia della banda dei 5

Vi racconto una storia accaduta in mille paesi, soprattutto nel nord lombardo-veneto, con 5 personaggi.  Sono loro gli artefici del ‘territorio’, creatura un po’ reale, un po’ mitologica che ha avuto in passato un significato genuino sino a quando la banda dei 5 ha deciso di tradirlo. Nell’ordine di apparizione i 5 personaggi sono:

〉 il Signor Sindaco, che nel difficile dopoguerra della ricostruzione e del primo (e unico) miracolo economico italiano, ignaro dei futuri patti di stabilità, interpretava il suo ruolo di spinta propulsiva nell’agevolare la crescita delle attività industriose e industriali dei propri concittadini, concedendo licenze per costruire, rimediando con solerzia agli intoppi della burocrazia.

〉 Senza ricorrere alle gustose metafore della bassa emiliana di Peppone e don Camillo il parroco del paese ha fatto la sua buona parte nel creare il territorio, tenendo unite le famiglie laboriose attorno a pochi buoni concetti di onestà e carità reciproca, scomunicando furbi ladri e miscredenti per preservare la comunità del paese.

〉 Anche il signor Notaio era parte della banda che creò la crescita dei campanili e dei capannoni: senza le sue firme, senza respirare il profumo dei mille volumi rilegati nello studio non si potevano comprare case e terreni. Rappresentante sacerdotale di una casta, sì ma rispettato e con buone intenzioni.

〉 Insieme a sindaci, parroci e notai il farmacista del paese faceva parte a pieno titolo del mini-salotto buono, rispettato da madri e nonne per i suoi consigli, usato come un medico quando il medico era troppo lontano manovrava come uno stregone unguenti e polveri senza avere alcuna cognizione del futuro e dei farmaci di fascia C.

〉 Per ultimo, ma non meno importante, il Direttore della banca, oculato dispensatore delle speranze di futuro che stavano dietro a ogni mutuo o fido concesso, prezioso gestore dei risparmi della comunità (che non ha mai amato i soldi sotto il materasso), interessato osservatore e giudice dei traffici economici che allora si svolgevano in un raggio di 20 km dal paese, non in Russia.

La virtuosa banda dei 5 ha fatto crescere 1000 territori, in dialetto, giocando la sera a tressette allo stesso tavolo del bar, e lavorando umilmente ognuno nel proprio ambito per uno scopo comune.

50 anni dopo…

Fino al giorno in cui, 50 anni dopo, la banda si è sciolta, ognuno è andato per la propria strada e a causa loro il territorio è stato abusato, tradito e ucciso.  I 1000 sindaci operosi sono stati rimpiazzati da mediocri professionisti della corsa alle poltrone e ai privilegi, hanno alimentato la burocrazia come fonte di potere e talvolta di guadagno personale invece di abbatterla per poi finire a fare i conti con i tagli dello Stato centrale. I parroci hanno gradualmente perso il controllo e la fede della propria comunità senza più riuscire a frenare l’ingordigia di famiglie diventate ricche e votate più all’accumulo e ai valori dell’ostentazione a qualsiasi costo. I notai hanno imparato che nella tumultuosa crescita delle ricchezze immobiliari c’era un ruolo tutto loro per partecipare alla festa del mattone e arrotondare il già pingue bottino. E i Direttori di banca sono diventati inconsapevolmente (talvolta ingenuamente) strumenti di un ingordo supermarket finanziario che ha rimpiazzato la fiducia con la capacità di smerciare qualsiasi prodotto, più o meno come il povero-ricco farmacista si è trovato a fare vendendo medicinali e cosmetici con lo spauracchio di diventare preda di qualche multinazionale come all’estero.

Il territorio, quello vero fatto di persone e di legami di fiducia, è stato ucciso. Dalla burocrazia, dalla perdita di valori morali, da furbizia e ingordigia e da tanta stupida arroganza. Il territorio, diventato ricco ma rimasto povero di cultura finanziaria, si è fidato e ha continuato ad affidare i propri risparmi al Direttore di banca al quale non era più concessa la libertà di consigliare per il bene della gente, perché la sua carriera dipendeva dall’abilità di smerciare nel proprio paese strumenti finanziari complessi costruiti e inviati dalla direzione. Famiglie, risparmiatori e imprenditori sono stati traditi in provincia da persone della stessa stirpe: veneti, marchigiani, aretini. Persone, chiamate banchieri, senza troppi scrupoli che loro stessi hanno contributo a creare, applaudendoli, votandoli ogni anno, sgomitando per avere spazio nelle loro corti e, per taluni, partecipando appena possibile ai meccanismi di ‘raccomandazione del credito’. Chi con semplice inescusabile ingenuità, chi con malizia. Tutto sotto l’occhio benevolo di una stampa locale prontissima ad  amplificare i meriti senza grande obiettività.

Il territorio è stato ucciso a tradimento

Chissà se tutti a Vicenza hanno capito che il territorio è morto, anzi ha ucciso i propri figli nello stesso dialetto? Molti non hanno ancora capito che chi ancora si fa scudo con l’importanza del territorio nel gestire una banca moderna è sospettabile e sta cercando di appropriarsi di qualcosa che non merita più e non funziona più.

Domani i soci infuriati della Popolare, svuotati del 90% del valore delle vecchie azioni voteranno senza scelta e senza capire i perché di una trasformazione obbligata. Quando voteranno il futuro della banca che hanno contribuito a crescere, drogare e rendere arrogante, riflettano un attimo sulle proprie colpe prima di scaricarle tutte sui manager che li hanno traditi.

I direttori delle filiali che in passato accompagnavano festosamente al sabato i soci dai 1000 paesi verso assemblee-kermesse immagino che domani non ci saranno. Nascosti perché è dura mettere la faccia dopo avere tradito il territorio, sacrificando alle circolari della direzione la fiducia guadagnata nei decenni dai loro predecessori. Ci riflettano perché nulla è più prezioso della dignità quando si vuole tornare a giocare a tressette al bar del paese.

sorato-zonin

(chiedo scusa a tutti i buoni sindaci, parroci, notai e farmacisti ma spero che possano cogliere il senso della storia e perdonarmi)

 

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Pubblicato in: banche
  1. Certo che qualche giorno fa leggevo di come le ” big bank” selezionavano L erogazione del credito facendosi guerra solo sui rating A assegnati ai cliente, mentre se potevano fuggivano dalle PMI meno patrimonializzata. Eppure la categoria delle piccole banche dei territori esistono ancora a sostenere questo tipo di aziende. Certo qualcosa si è’ rotto nei rapporti fiduciari e, bisognerebbe capire se la colpa risiede nella banca o nei consulenti delle imprese che trovano gioco facile a ” scaricare la old ” per approcciare una nuova azienda libera dai pesi del debito della old. Con buona pace per i 200 miliardi di sofferenze in capo al sistema bancario. Ma anche altre figure ( non sempre professionali) hanno contribuito a questo disastro.
    In Sicilia si dice che il pesce puzza dalla testa e quindi è’ inutile prendersela con i Direttori di Filiale. Le leggerezze valutative ( uso un eufemismo) sono riconducibili alle direzioni e non certo alla rete distributiva.nforse resta di inconsapevole vendite. Ma se fino a prima dell obbligo di trasformazione in S.p.A ( il cui motivo mi è’ ancora oscuro) erano ” aggreganti” è tutto andava bene ( anche per i regolatori) mi chiedo perché oggi tutto è’ marcio.?
    Siamo certi della corretta valutazione oppure è’ un insano tentativo ulteriore di sacrificare la massa ?

    • In questo post sono stato più lontano dal tema dell’erogazione del credito per toccare in modo un po’ metaforico quello della fiducia tra persone e della gestione del risparmio in cui purtroppo molti direttori si sono piegati troppo facilmente al volere delle Direzioni.
      Invece credo ancora al ruolo delle piccole banche e ai rapporti che sanno instaurare, ma purtroppo poiché diverse piccole banche di credito cooperativo hanno tradito anche quel ruolo diventa oggi difficile dire che le piccole banche sono diverse e migliori.
      Per il resto il senso di questo post -chiaramente ispirato al disastro della Popolare di Vicenza- è anche di sottolineare l’eccesso di furbizia da parte di vari personaggi (anche fuori dalla banca) che ha condotto a uno scadimento assoluto dei valori morali perlomeno quando si tratta di denaro.

  2. Esce dall’ottimo (ma solito) schema narrativo, mi piace l’ironia 😉

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