Postato:

26 febbraio 2016

I minibond dei furbi hanno le gambe corte

shutterstock_24576925

Mentre i due principali osservatori sui minibond fanno a gara nella produzione di nuove statistiche sulla crescita lenta ma graduale di questo nuovo mercato del debito per le imprese, emergono anche i casi di pessimo utilizzo di uno strumento di raccolta di capitali pensato e incentivato dal legislatore per trasferire un po’ di credito dal mercato asfittico delle banche a quello del mercato istituzionale dei capitali.

Non mi sorprende affatto che i primi guai nel mercato dei minibond siano proprio emissioni che su questo blog avevo immediatamente identificato come i più lontani dalla finalità sana di crescita delle imprese con il post scritto nel novembre 2013 dal titolo evidente “Mini-bond: il mercato diventa fiera?”

Grafiche Mazzucchelli

Questa è l’emissione a cui fa riferimento il post. Vediamo cosa scrive BeBeez.it nell’articolo “Grafiche Mazzucchelli, storia del primo default di minibond

Si terrà il prossimo 18 marzo l’udienza di verifica dei crediti di Grafiche Mazzucchelli,  società specializzata nel roto-offset con impianti d’avanguardia (tra i quali la Goss Sunday a 96 pagine, in grado di stampare 80.000 copie all’ora), dichiarata fallita lo scorso 26 agosto dal Tribunale di Milano.

Quello di Grafiche Mazzucchelli è stato il primo caso di deafult di un emittente di minibond ed è stato per questo anche esaminato in modo particolare nell’ultimo Report dell’Osservatorio Minibond del Politecnico di Milano presentato ieri.

Grafiche Mazzucchelli era nata negli anni Settanta come piccola realtà tipografica artigianale a Seriate (Bergamo) e nel 2013, dopo un periodo di particolari difficoltà di bilancio, era stata acquisita dalla Guido Veneziani Editore, che pochi mesi prima aveva rilevato anche la RotoAlba. Pochi mesi dopo, un incendio ha provoca gravi danni agli impianti. Un comunicato stampa del gruppo rassicurava
sulle sorti dell’impresa: “Fortunatamente proprio nei giorni scorsi, in conseguenza alla grande crescita degli ordinativi, la Guido Veneziani Printing aveva già provveduto ad avviare una nuova rotativa” e l’Eco di Bergamo ia fine luglio di quell’anno dava notizia della sottoscrizione di un impegno per l’acquisizione di un nuovo stabilimento grafico in Francia dotato di due rotative di grosso formato.

Nel novembre 2013 Grafiche Mazzucchelli collocava un minibond da 2,8 milioni di euro, callable, senza rating, unsecured. L’obbligazione aveva scadenza 31 dicembre 2019 e pagava una cedola dell’8%. Nello stesso anno l’impresa registrava ricavi per 64,234 milioni, con un mol di 4,4 milioni e utili netti per 1,1 milioni. Il debito finanziario netto da bilancio risultava di 22,9 milioni, senza considerare il minibond.

Nei mesi successivi, però, le difficoltà aziendali rendono impossibile il pagamento degli stipendi ai 113 lavoratori in organico e culminano nella domanda di concordato ‘in bianco’ presentata dal gruppo nel giugno 2015. Solo un mese prima Grafiche Mazzucchelli aveva acquistato per un corrispettivo di  1,2 milioni la partecipazione del 5% detenuta da Investimenti e Sviluppo spa nel capitale della controllante Guido Veneziani Editore, attraverso l’emissione di 1.203 nuovi minibond cedola 8% 2013-2019.

Se vi andate rileggere i dettagli contenuti nel il mio post il giudizio è meno casuale e tenero di quello di BeeBiz, non si è trattato di un’azienda sfortunatamente in crisi. E’ più facile intuire come si trattasse di una strana emissione con un incrocio pericoloso di attori e partecipazioni che lasciava presagire quello che poi è successo. Operazioni finanziarie, non esattamente per la voglia di finanziare la crescita di un’impresa sana.

SudCommerci

Ancora peggio questa emissione, che non è ancora saltata in aria perché per ora non è entrata nei tribunali fallimentari, ma forse è entrata nei tribunali penali. ‘Lo strano caso del minibond barese‘ riaffiora infatti nei verbali della procura e nell’esposto alla procura fatto dal nuovo AD di Banca Popolare Vicenza raccontati dalla stampa così (stralcio dall’articolo del Sole24Ore del 25/2)

L’ispettore di Bankitalia Emanuele Gatti, nel verbale del 17 giugno 2015, ricostruisce le accuse secondo cui la banca finanziava clienti poi indotti a comprare azioni dello stesso istituto, al fine di simulare iniezioni di liquidità ma alterando nei fatti la solidità patrimoniale. Poi, nel verbale dell’8 luglio, mette in luce i gruppi più esposti finanziariamente, con triangolazioni di soldi all’estero e incagli dentro la banca.
Prestiti e società fantasma
Dice Gatti, il 17 giugno, che «circa 30 milioni sono stati corrisposti al gruppo Marchini di Roma, mediante la sottoscrizione di un prestito obbligazionario della società Imvest, appartenente al gruppo stesso; il gruppo Marchini ha beneficiato di ulteriori 25 milioni tramite la partecipazione dei fondi all’aumento di capitale riservato della società Methorios (che poi Methorios ha utilizzato per acquistare immobili e partecipazioni dal gruppo Marchini)…Bpvi ha inoltre un’esposizione diretta verso il gruppo per circa 75 milioni, passata tra i crediti a “incaglio” dalla stessa Banca».
Ci sono anche altri gruppi esposti: «25 milioni sono stati impiegato a favore del gruppo Degennaro di Bari tramite la sottoscrizione del 100% di un prestito obbligazionario, 55 milioni al gruppo Fusillo di Bari e 48 milioni sono stati impiegati per l’acquisto di azioni della società lussemburghese Dynex, che dagli accertamenti non presenta bilanci da alcuni anni e non sembra operativa».

Tutto questo serve anche a dire che se una persona ‘normale’ dalla semplice lettura dei documenti pubblici aveva tratto nel 2013 ampi e motivati dubbi su queste due emissioni, le autorità di vigilanza avrebbero potuto intervenire con uguale prontezza. Invece abbiamo atteso più di due anni per vedere venire a galla la verità. Questi minibond rappresentano tutto tranne che la volontà di aiutare le buone imprese a crescere e maturare nel nuovo mercato dei capitali. Speriamo di non vederne altri.

 

 

more

Ti potrebbe interessare anche :


Leave a Reply

Twitter Users
Enter your personal information in the form or sign in with your Twitter account by clicking the button below.