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28 gennaio 2016

Il topolino si è dimenticato delle sofferenze dei Confidi

mousetrap

Questo il testo pubblicato sul sito di Rete Imprese Italia sull’esito della trattativa EU/MEF per la gestione delle sofferenze, da leggere bene:

R.E TE. Imprese Italia prende atto con soddisfazione dell’importante risultato conseguito ieri a Bruxelles dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e dal Commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager in tema di cartolarizzazione dei prestiti deteriorati delle banche. «E’ un provvedimento determinante per la ripresa del credito all’economia – sottolinea il Presidente Portavoce di turno di R.E TE. Imprese Italia, Massimo Vivoli – con particolare riguardo alle piccole e medie imprese che, secondo i dati della Banca d’Italia, ricevono finanziamenti solo per il 30% del totale, pur rappresentando il 99,9% delle imprese Italiane».

«Per questo, la soluzione adottata, per dispiegare in pieno i suoi effetti positivi, deve tenere conto anche della garanzia rilasciata da Confidi alle banche per favorire l’accesso al credito. Garanzie che, nel comparto delle imprese con meno di 20 addetti, costituiscono il 34% dei finanziamenti bancari».

L’attività dei Confidi durante la crisi, come è stato evidenziato anche da una ricerca di Banca d’Italia, è stata fortemente anticiclica: le imprese assistite dai Confidi hanno ottenuto più credito rispetto a quelle non assistite, con inevitabili impatti sui patrimoni dei Confidi Vigilati. Infatti l’incidenza delle garanzie deteriorate sul complesso delle garanzie in essere si è più che triplicata dal 2011 al 2014, raggiungendo la quota del 27,8%, allineata al parametro medio del sistema bancario (29,2%).

«E’ quindi indispensabile – conclude Vivoli – che il meccanismo di garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze includa anche le sofferenze dei Confidi, prevedendo appositi schemi di inserimento così da salvaguardare la presenza dei Confidi a favore delle piccola imprenditoria, rafforzando così la qualità dei crediti che verranno in prosieguo garantiti alle banche dai Confidi stessi».

Ho paura che Rete Imprese Italia non abbia approfondito l’argomento sui possibili impatti positivi del progetto GACS, che soprattutto per la sua modesta portata non è associabile a una ripresa generosa di erogazione del credito soprattutto verso gli associati di Rete Imprese Italia: una categoria di piccole e micro imprese strutturalmente rischiose per forma societaria e per livello di bassa o inesistente capitalizzazione.

Invece quando Rete Imprese Italia tocca -unica fra le istituzioni- il tema delle sofferenze dei Confidi sta puntando il dito su una grande verità e un problema spinoso. Anche i Confidi hanno sofferenze, avendo concesso alle banche garanzie sui debitori, avendo pagato queste garanzie ed essendo quindi subentrate pro quota nel processo di recupero con azione di regresso sul debitore. Evidentemente le sofferenze dei Confidi sono figlie di un dio minore.

Asso Confidi non avendo uditorio presso i giornalisti ha dovuto pubblicare mezza paginetta sul Sole24Ore del 26-1 per fare sentire la propria voce e proposte.  Prevedibilmente saranno ignorati come è stato per molte altre situazioni nel corso di questi anni dannati di credit crunch.

ASSOCONFIDI-SOLE,26-01-16

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