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15 gennaio 2016

Perché le PMI italiane non investono abbastanza?

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Se gli scossoni dei mercati internazionali (China, prezzo del petrolio…) lo consentiranno il 2016 potrebbe offrire alle imprese italiane prospettive leggermente migliori. Con 7 anni di crisi alle spalle, un’offerta di credito che timidamente comincia a ritornare , una domanda interna con segnali di ricrescita le nostre imprese sono di fronte al test della ripresa che devono cogliere subito per recuperare parte di quanto bruciato in questi anni.

Ben presto si riaprirà il dibattito sugli investimenti -anche per quanto riguarda il loro finanziamento- senza i quali la crescita ha minore forza e velocità. In questo contesto è interessante leggere uno studio congiunto delle 4 banche pubbliche europee (Bpi France, Cdp per l’Italia, KfW per la Germania e ICO per la Spagna) pubblicato nello scorso ottobre (“SME investment and innovation France, Italy, Germany and Spain”). Uno studio che prova ad analizzare e comparare dati sulla propensione all’investimento delle PMI nei 4 paesi.  Dallo studio estraggo alcuni significativi grafici, il primo che è la solita triste fotografia dell’arretramento del nostro PIL rispetto a quello delle altre economie europee tanto per ricordarci che siamo in coda al gruppo e dobbiamo pedalare per rientrare.

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Se si parla di propensione all’investimento da parte delle imprese le differenze con la Germania e la Francia sono abbastanza marcate:

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Comparando le curve dei 3 paesi si nota come la differenza più forte si trovi nella propensione all’investimento delle medio-grandi imprese tedesche rispetto a quelle italiane. Nella media dimensione il tasso del 63% italiano è inferiore all’89% tedesco e simile a quello francese (che accumula le imprese sopra i 10 addetti fino a 250 addetti nella percentuale del 59%).

Per quanto riguarda l’innovazione distanze ancora più pronunciate tra Italia e Germania, tra 10 e 20 punti percentuali per ciascuna classe dimensionale d’impresa.

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Quanto al finanziamento degli investimenti un elemento di comparazione è fornito da queste due immagini per Italia e Germania, che mostrano come lo sforzo di autofinanziamento delle imprese italiane (su tutte le fasce dimensionali) sia superiore a quello tedesco. Inoltre contando insieme debito a breve, a medio e leasing il ricorso al debito delle PMI è superiore a quello in Germania dove però i fondi pubblici arrivano alle PMI tedesche in quantità superiore rispetto a quelle italiane (3% contro 15%)

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Del resto lo studio mostra come le difficoltà di accesso al credito siano state uno dei principali vincoli per le PMI italiane nel periodo esaminato, con un peso attorno al 30% sia per le micro che per le medie imprese.  Una cifra che conferma tutto il problema del credit-crunch italiano e squalifica ancora una volta chi pensa di cavarsela accusando solo la bassa propensione agli investimenti delle imprese italiane, spesso usata dal fronte bancario.

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Il risultato complessivo di questa minore propensione all’investimento e minore capacità di supportare finanziariamente la domanda d’investimento confluisce nelle tabelle di competitività delle PMI che vedono il nostro paese non certo in cima alle classifiche, criterio per criterio:

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A prima vista:

  • cresciamo meno degli altri paesi e le nostre PMI sono meno competitive
  • anche perché investono e innovano di meno di quelle tedesche (e probabilmente di quelle americane e britanniche)
  • in parte investono meno per un problema di difficoltà di finanziamento, sia da parte delle banche che della banca pubblica per gli investimenti (il piano lanciato da Cdp tende anche a colmare questo gap). A prescindere dalle cause, se legate allo scarso capitale delle banche, o allo scarso capitale delle imprese due fenomeni paralleli e collegati nella crisi attuale.
  • quasi certamente la diffusione della micro-impresa limita il tasso d’innovazione e investimento (come negli altri paesi, ma noi abbiamo una quota maggiore di micro imprese)
  • ma anche perché le nostre medio-grandi e grandi imprese hanno avuto il braccino corto sugli investimenti negli ultimi anni e non investendo limitano fortemente indotto e ricaduta di investimenti sulle PMI.

Cambierà qualcosa? Le nostre medie e grandi imprese stanno per cambiare passo su investimenti e innovazione? Aspettiamo un dibattito serio, anche per non parlare sempre di problemi di banche.

 

Immagine del post di Shutterstock

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Pubblicato in: economia, PMI
to “Perché le PMI italiane non investono abbastanza?”
  1. Articolo molto interessante. Complimenti!

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