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17 dicembre 2015

Sceriffi e bagnini: come gestire le banche furbe

sceriffi_e_bagniniPotrebbe fare bene capire che esistono modi diversi per affrontare le banche che varcano i limiti del lecito nell’attività con la clientela. E che il modo italiano è, come spesso accade,  incompiuto nel non scoraggiare e prevenire comportamenti illeciti e diventa di conseguenza imbarazzante nel chiudere le stalle quando i buoi sono scappati.

Prendiamo un esempio calzante e recente in USA. Nel mese di maggio la città di Los Angeles porta in tribunale una grande banca californiana, la Wells Fargo, imputandole di avere esercitato pressioni sui propri dipendenti ad assumere comportamenti illegali -come l’apertura di conti non autorizzati dal cliente o la generazione di PIN falsi- pur di raggiungere obiettivi aggressivi di vendita di più prodotti allo stesso cliente. Nello specifico la banca aveva promosso un programma volto a vendere almeno 8 prodotti a ciascun cliente (in gergo si chiama cross-selling). In taluni casi i conti aperti in modo fraudolento non erano stati chiusi nonostante le lamentele dei clienti. Insomma un brodino caldo rispetto alla vendita di obbligazioni subordinate e rischiose, come se fossero innocenti obbligazioni garantite.

Nel caso di Wells Fargo l’abuso denunciato dagli avvocati della città di Los Angeles arriva al punto di falsificare le firme nell’aprire conti non autorizzati e persino cambiare il numero di telefono per evitare che il malcapitato cliente fosse chiamato a rispondere a indagini sulla soddisfazione, come racconta il Los Angeles Times. E la banca, accusata dal 2013 ha continuato imperterrita.

Si muovono però anche gli sceriffi e l’Office of the Comptroller of the Currency e la San Francisco Federal Reserve (l’equivalente federale della Banca d’Italia) stanno conducendo rapide indagini sui metodi usati dalla banca. Non solo, anche altre città e uffici federali. La richiesta di danni da parte della città di Los Angeles è di $2.500 per ogni singolo atto illegale oltre alla restituzione dei costi prelevati a ciascun cliente, una lezione -se approvata- che porterebbe a una maxi-multa, una delle tante comminate dagli sceriffi USA alle banche in questo periodo. Multe che dovrebbero scoraggiare chiunque voglia prestarsi in futuro a questo genere di trucchetti, non lontano dalla falsificazione dei profili di rischio dei clienti investitori.

Da noi la sensazione è di non avere sceriffi ma bagnini che osservano passivamente i bagnanti, senza esporre bandiere rosse o sanzionare pesantemente chi non si attiene alle regole. Poi corsa dell’ultimo momento, salvataggi di emergenza delle banche e respirazione bocca a bocca dei clienti annegati. Spesso troppo tardi e così troppo tempo viene speso a giustificare il proprio operato davanti al parlamento, alle commissioni, ai giornali.

Sì però -qualcuno potrebbe dire- i maggiori scandali bancari sono avvenuti in USA e la vigilanza non ha brillato. Alcune grandi banche però sono fallite e i colpevoli puniti. Lo Stato ci ha messo dollari e tanti, ma con l’intenzione di riprendersi tutto come ha fatto e il fallimento di Lehman ha mandato un messaggio chiaro a tutti. Le multe per centinaia di milioni di $ continuano ad essere un meccanismo di dissuasione.

Qui parliamo non tanto dei crack bancari sui quali anche in USA ci sono state serie falle nella rete anche dovute alla dimensione e potenza lobbistica delle grandi banche d’affari (non è il caso di Carife o di CariChieti, no?), ma di sanzionare pesantemente i furbetti dello sportello. Ve lo vedete voi il Comune di Arezzo che porta in tribunale Banca Etruria per avere raggirato i propri clienti? Sembra invece che la procura di Arezzo abbia deciso di portare in tribunale i bagnini preferendo lasciare in pace la banca.

 

Wells_Fargo_Cross_Selling_Lawsuit_pdf

 

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Pubblicato in: banche
to “Sceriffi e bagnini: come gestire le banche furbe”
  1. Non pare che gli intermediari delle nostre banche abbiano commesso reati o non si siano attenuti alle regole vigenti. La consob nel 2009 decise che non bisognava fornire al pensionato di turno le informazioni in forma immediatamente comprensibile sulla rischiosita’ delle subordinate. Per quale motivo avrebbero dovuto suggerire un investimento piu’ vantaggioso e meno rischioso?

    http://www.glistatigenerali.com/autorita-indipendenti/obbligazioni-subordinate-cosi-la-consob-ha-lasciato-mano-libera-alle-banche/

    Se il furbetto dello sportello avesse falsificato la firma di un cliente su un contratto di acquisto di subordinate figuriamoci se tutti, compresi il comune, non ci si buttano sopra.

    La verita’ del come siamo arrivati a questo punto e’….

    https://pbs.twimg.com/media/CWf6IwWWEAAEcZG.jpg:large

  2. Re: Banche e fondi d’investimento: separiamoli o saranno guai seri
    Non solo Etruria e piccoli istituti: i conflitti d’interessi sono generalizzati e gravi. La vigilanza dorme. Tocca alla politica cambiare le cose
    di Nicola Borri 21 Dicembre Dic 2015 Linkiesta
    Ciao Fabio, la storia non ha insegnato nulla (La legge bancaria Glass-Steagall mirava a introdurre misure per contenere la speculazione da parte degli intermediari finanziari e i panici bancari….La seconda misura prevedeva l’introduzione di una netta separazione tra attività bancaria tradizionale e attività bancaria di investimento.)
    Volontà politica allora, come quella susseguente che modificò sostanzialmente i mercati…abbiamo visto come è andata a finire…oggi si propone di ritornare indietro; sciaguratamente (a ragione o torto, ai posteri l’ardua sentenza) Renzi dice che in Italia ci sono troppe banche…io sono propenso che ci siano moltissime persone che, operando in quel mercato di riferimento, per motivi sia ignoranza professionale o “dicktat aziendali” non si comportino da professionisti. Buon Natale, Fabio. CV

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