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21 novembre 2015

Il credito che cambia 3 – La guerra degli spread

old way new way 3

In questa 3a puntata analizzo, sempre attraverso i grafici pubblicati nelle trimestrali delle principali banche, un fenomeno poco citato: la guerra dei prezzi che si è scatenata sugli impieghi ‘buoni’ da parte di numerose banche. Per ‘impieghi buoni’ si intendono i finanziamenti proposti e concessi a quella fascia ristretta di imprese con i rating migliori, su cui si sta concentrando il fuoco delle banche ora liquide e disponibili, ma sempre molto preoccupate del rischio.  Gli spread offerti a questa parte di clientela sono scesi vertiginosamente, spesso al di sotto dell’1%, mentre rimangono piuttosto alti per i clienti più rischiosi che non percepiscono alcun beneficio. Gli impieghi salgono poco perché il segmento di clienti buoni è troppo piccolo rispetto al totale, ma nella fascia dove salgono le banche stanno battagliando sui prezzi. Gli effetti sono visibilissimi:

BANCO_POPOLARE_Q3_2015_MINT_2015

MPS_Q3_Presentazione_MINT

UBI_Banca_Consolidated_Results_9M15_MINT

Di guerra dei prezzi parlano esplicitamente sia Banco Popolare che UBI, ma l’effetto è rintracciabile anche nelle altre banche e si somma al calo dei rendimenti sul portafoglio titoli per causare una forte compressione nel margine d’interesse di tutte le banche. Anche per BPER e BPM il calo dello spread alla clientela è tra i 30 e i 50 basis point.

BPER_Q3_2015_MINT

 

BPM_presentazione_9M_15_MINT

 

Questa guerra di prezzi riflette la necessità assoluta delle banche italiane di aumentare il portafoglio degli impieghi, ma al contempo sta distruggendo in pochi mesi tutto lo sforzo attuato nel periodo 2012-14 per riportare il prezzo-spread praticato alle imprese a una correlazione con il vero rischio, quello che gli altri mercati finanziari prezzano in modo assai diverso.  Basti pensare che il mercato dei bond e dei minibond non adotta gli stessi criteri e gli spread rimangono vicini al 5%.  In questo modo, immaginando che gli emittenti di minibond debbano essere per definizione buoni o ottimi rischi, la guerra degli impieghi bancari sta uccidendo alla base la crescita del mercato dei minibond, che le stesse banche avevano incoraggiato quando erano poco liquide.  Difficile immaginare che un imprenditore a cui viene offerto un finanziamento a 5 anni all’1% e un bond della stessa durata al 5% o più decida per un costo più elevato di 5 volte. Infatti mi sembra che le banche non parlino più pubblicamente di minibond.

Invece le imprese considerate più vulnerabili non trovano alcun beneficio dalla guerra dei prezzi perché per loro non ci sono stati grandi sconti sul credito di cui già dispongono.

 

Immagine del post da Shutterstock

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  1. Conferme dalla stessa sponda delle banche…
    dal Corriere: Abi, è caccia alle imprese in salutePrestiti aumentati del 16,2%
    http://www.corriere.it/economia/15_novembre_23/abi-caccia-imprese-salute-348c33f6-920a-11e5-98d3-3899a469cdf7.shtml

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