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9 novembre 2015

Il Fondo della discordia

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Piovono altre polemiche sull’utilizzo del Fondo Centrale di Garanzia e le sue possibili modifiche proposte dal Governo (dietro suggerimento del Grande Fratello Beneficiario).  Dopo le parole dello stesso Firpo del Ministero arrivano oggi quelle di Rete Imprese Italia che si oppone all’ampliamento del massimale di garanzia per singola operazione con un comunicato stampa:

R.E TE. IMPRESE ITALIA SU FONDO DI GARANZIA: «NO ALL’INNALZAMENTO DELLA SOGLIA MASSIMA»
R.E TE. Imprese Italia esprime la più ferma contrarietà alle proposte di emendamento che, innalzando la soglia massima garantita per singola impresa da 2,5 a 5 milioni di euro, mirano ad estendere l’accesso al Fondo di garanzia per le PMI anche ad operazioni di grande importo.

Tale iniziativa andrebbe a snaturare ulteriormente la funzione del Fondo pubblico di garanzia che nasce con la finalità di sostenere le micro, piccole e medie imprese con difficoltà di accesso al credito e provocherebbe un rapido esaurimento delle risorse a disposizione del Fondo.

La modifica che si vuole introdurre va nella direzione opposta rispetto ad un utilizzo efficace ed efficiente delle risorse pubbliche ed avrebbe l’effetto di concentrarne l’utilizzo, ed il rischio finanziario collegato, su operazioni di grande importo per imprese di dimensioni tali da avere accesso diretto al mercato del credito.

Ciò, soprattutto, in una fase in cui è invece più che mai necessario ritornare ai principi ispiratori dello strumento pubblico di garanzia, supportando le esigenze di accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese, per le quali persistono maggiori difficoltà nell’accesso al credito in questa fase di riavvio della crescita economica.

L’associazione comune dei piccoli imprenditori rivendica la destinazione prioritaria del Fondo Centrale di Garanzia a facilitare le micro e piccole imprese (assai poco protette in generale) paventando non senza motivo che l’innalzamento a €5 milioni del livello massimo garantitile vada a beneficiare soprattutto imprese di taglia grande. Guarda caso le stesse verso cui si stanno indirizzando i nuovi impieghi delle banche.

 

Immagine del post da Shutterstock

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Pubblicato in: credito

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