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5 novembre 2015

Il Fondo di Garanzia PMI deve rifare gli occhiali

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Il 27 ottobre ho scritto un post dal titolo “Le banche ringraziano lo Stato forse più delle imprese” per dichiarare la mia convinzione che l’uso del Fondo Centrale di Garanzia sia stato distorto a favore di una copertura di rischi pre-esistenti (o in rinnovo) e di finanziamenti che le banche potrebbero benissimo erogare senza chiedere garanzie statali, non aiutando affatto la ripresa del credito.

Il giorno stesso Stefano Firpo, direttore generale per la politica industriale, la competitività e le piccole e medie imprese del Ministero dello Sviluppo Economico, in occasione di un incontro a porte chiuse al Mise con una ventina di rappresentanti dell’industria del private debt italiano, ha detto:

“Stiamo preparando una riforma del Fondo centrale di garanzia per le pmi che ne modifichi radicalmente l’approccio. È stato giusto ampliarne l’operatività anche alle emissioni di bond delle piccole e medie imprese, ma non ha un gran senso garantire il debito di aziende che sono perfettamente in grado di trovare credito da soleServe invece un aiuto a quelle pmi per le quali l’offerta di credito è più razionata e quindi per quelle che hanno un merito di credito più basso”.

Firpo ha aggiunto: “Oggi quel tipo di rating non viene garantito dal Fondo e invece è quello che serve di più. Occorre trasformare il Fondo in uno strumento più moderno ed efficace per combattere il razionamento del credito. L’idea è dotare il Fondo di un modello proprietario di calcolo del rating così come lo hanno le banche e modularne la copertura in base alla rischiosità dei soggetti che chiedono la garanzia”. E ha concluso: “Sinora al Fondo centrale di garanzia si è fatto fare di tutto. Oggi invece è importante concentrarne l’operatività sul tema del razionamento del credito. La finanza per la crescita delle aziende migliori, invece, è un tema del mercato. Per le aziende sane i soldi ci sono e c’è concorrenza aperta tra banche e fondi”. (fonte BeBeez)

Non aggiungo altro, Firpo del Ministero da cui dipende il Fondo Centrale di Garanzia è stato chiarissimo.

Cattiva notizia per i Confidi: anche la fascia debole delle imprese diverrà appannaggio automatico del FCG quando avrà un rating proprietario (o comprato da qualche fornitore).

 

L’immagine del post è di Shutterstock

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