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3 ottobre 2015

Banche: le differenze si amplificano

Già più di un anno fa avevo scritto in alcuni articoli che il 2014 e 2015 avrebbero mostrato le differenti situazioni e velocità tra la performance delle banche italiane e in relazione alle previste (ma non ancora chiare) fusioni tra banche popolari sarebbe stato meglio attendere per vedere quale banca aveva più diritti di aggregare o di essere aggregata.

L‘analisi delle semestrali 2015 conferma questa previsione e mostra, almeno sul fronte della capacità di generare ricavi, notevoli differenze di comportamento. E’ stata esaminata per un gruppo di 9 banche la produzione di margini dall’attività d’intermediazione del denaro (margine interesse) dai servizi (commissioni) e dagli altri ricavi, che provengono dal trading specialmente sul portafoglio titoli BTP e dalle dimissioni di partecipazioni.  Il primo gruppo confronta Intesa SanPaolo, Unicredit e MPS.

Molto evidente la crisi di UNICREDIT che sta perdendo quota su tutti i fronti rispetto alla rivale Intesa, ovviamente preoccupante la situazione di MPS che è tutta da ricostruire. Particolarmente brillante la performance di Intesa sulle commissioni mentre la quota di altri proventi di Intesa potrebbe avere natura straordinaria e non ripetibile. Da notare come la frenata sul credito delle big abbia provocato effetti similari riducendo di 1/4 il margine da interesse, in assenza di margini sulla raccolta.

Nel secondo gruppo le 3 grandi popolari: Banco Popolare, UBI Banca e BPER:

In questo gruppo performance similari, leggermente meglio BPER sulla tenuta del margine da interessi, ma peggio sulle commissioni. Ricavi globalmente in calo e leggera crescita del peso percentuale delle commissioni con BPER in ritardo.

Nel 3° gruppo il confronto tra le popolari di ‘territorio’ con Popolare Vicenza e Veneto Banca le due venete nell’occhio del ciclone e la Popolare di Sondrio:

Assolutamente chiara la crisi delle 2 banche venete, a confronto con la Popolare Sondrio che ha dimensioni simili, soprattutto tenendo conto che la crescita nel margine da interesse della Popolare Vicenza è accompagnata da un disastro sulle rettifiche su crediti per sofferenze, quindi una crescita malsana. La performance di Veneto Banca è negativa su tutti i fronti. La situazione della Popolare Sondrio appare decisamente più favorevole con crescite negli ultimi 4 anni, macchiate da un calo nella percentuale di commissioni che risulta molto in ritardo rispetto ai migliori.

Come si vede anche da questi semplici grafici, alla lunga i conti tornano e chi ha impostato politiche difensive e offensive più centrate sulla situazione economica sta traendo i frutti nella misura di una migliore velocità di crociera. Popolare Vicenza e Veneto Banca appaiono in grande difficoltà non soltanto con i loro azionisti. Il ricambio di management sempre più invocato ha qualche giustificazione.

Immagine di copertina da Shutterstock

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