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28 agosto 2015

Operazione Mare Nostrum per le banche in crisi

Mi fa piacere che alle stesse perplessità espresse in un articolo pubblicato a fine luglio da il Sussidiario.net e ripreso nel blog (“Crisi bancarie e bail-in…“) sia arrivata anche l’agenzia di rating Fitch che il 7 agosto ha rilasciato un comunicato dal titolo “No Clear Path Through Flurry of Italian Bank Rescues“.  Non ci vede tanto chiaro anche Fitch nelle modalità con cui si sta cercando di salvare le banche italiane in chiara crisi per cui non si può escludere l’ipotesi di fallimento, prima TERCAS, poi CARIFE e adesso tocca a BANCA MARCHE e probabilmente BANCA ETRURIA.

No straightforward restructuring patterns have emerged from Italian authorities’ efforts to rescue failed banks before the introduction of EU bail-in rules in January 2016, and some actions taken to restore viability appear controversial, says Fitch Ratings. There are uncertainties regarding potential misuse of deposit guarantee funding and breach of state-aid rules.

Tradotto nella nostra lingua Fitch dice che lo schema di salvataggio delle banche italiane prima dell’introduzione delle regole EU sui salvataggi (gennaio 2016), è poco chiaro e che si intravede un uso improprio del fondo che garantisce i depositi delle banche e una potenziale violazione delle regole contro gli aiuti di stato.

Si fa riferimento all’aumento di capitale della malatissima CARIFE che non esce più dalla crisi in cui un pessimo e pericoloso management l’ha fatta precipitare e che potrebbe ripartire (o non fallire…) solo grazie a un aumento di capitale di 300 milioni sottoscritto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che preferisce obtorto collo entrare nel capitale con 1/3 di miliardo invece di trovarsi a pagare la garanzia su depositi per diversi miliardi.

Uguale decisione presa per TERCAS in cui FITD era entrato nel capitale per 265 milioni, operazione contestata in febbraio dalla Commissione Europea e sulla quale il giudizio è in sospeso come spiega Fitch:

The Tercas case, still being discussed with the European Commission, may set a precedent for Carife and we believe that bail-in of Carife’s subordinated debt cannot be ruled out. The resolution of additional banks under special administration, including Banca delle Marche (EUR680m equity at end-June 2013) and Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio (EUR530m equity at end-September 2014), before end-2015 is also allegedly being considered. The authorities might decide to use FITD funding in both cases.

Se venisse bloccata l’operazione TERCAS saltano anche quelle deliberate per CARIFE e in delibera per Banca Marche e sarebbero guai grossi. Tantomeno il denaro che sarà contribuito dalle banche al FITD potrebbe salvare Banca Etruria.

La costante di queste 4 operazioni è la stessa:
1) sono banche di media dimensione non piccole, con svariati miliardi di depositi di correntisti privati a vista garantiti da FITD potenzialmente e realmente
2) FITD, alla vigilia di entrare nel fondo di salvataggio europeo prende la decisione di diventare una holding di partecipazioni bancarie per ben 3 banche in crisi (Tercas non sarebbe stata acquisita da BP Bari senza sull’iniezione di capitale).
3) la funzione del FITD (garantire i depositanti) è totalmente snaturata ed esposta alle critiche della Commissione Europea. Per ora è una scelta privatistica (sono le banche che versano al Fondo e decidono) tra 4 mesi non più.
4) le operazioni sono tutte poco trasparenti quanto a valutazione e il FITD non sembra avere forme di ingresso e uscita tutelate.
5) nessuna banca sana italiana o estera si è fatta avanti per rilevare queste banche anche a prezzi di saldo. In passato non sarebbe successo.
6) se ne parla pochissimo sulla stampa perché è un argomento scomodissimo per l’establishment Governo/banche.

Ne ha parlato senza mezzi termini un agenzia di rating estera.

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  1. Una volta ancora viene attestata la professionalità e la concretezza degli articoli qui pubblicati.

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