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18 agosto 2015

L’Italia arranca nella corsa all’innovazione

Seconda puntata sul tema della capacità innovativa del nostro sistema economico, dopo le osservazioni (con scarso supporto di evidenza) sulla obsolescenza dei manager e delle strutture organizzative delle grandi imprese, arriva a battere il ferro caldo uno studio appena pubblicato dalla Comunità Europea (1) che fornisce la classifica dei paesi più innovativi in EU (“Innovation Union Scoreboard 2015“) basato su 25 differenti parametri di valutazione.  Immancabilmente lo studio riflette la posizione di relativa debolezza del nostro paese che si trova nel poco onorevole gruppo degli Innovatori Moderati dietro all’Estonia e davanti a Portogallo e Spagna.

Volendo riprendere l’argomento sugli skills e le competenze l’analisi effettuata dalla EU conferma che l’Italia ha un marcato gap nelle competenze necessarie a sviluppare innovazione in un’economia basata sulla disponibilità di competenze e non di sole braccia. Deve preoccupare la posizione relativamente al periodo più recente che è quasi da maglia nera.

Tra i 25 fattori che contribuiscono a determinare la debole posizione innovativa del nostro paese uno si riferisce alla modestia del sistema di finanziamento dell’innovazione con fondi dedicati dal Venture Capital, peggiorato molto nell’ultimo anno.  Mentre da valutare con attenzione in positivo il ruolo propulsivo dell’innovazione proveniente dalle PMI italiane che registra tassi di miglioramento importante.

La sintesi nella pagina dedicata all’Italia è la seguente:

Italy is a moderate innovator. Its innovation performance has been increasing steadily until 2013, but experienced a small decline in 2014. Italy has been increasing its innovation performance relative to the EU up until 2012 with a peak of 82%, after which it declined to 79% in 2014. Italy performs below the EU average in most dimensions, in particular in Finance and support and in Firm investments, with the worst relative performance being in Venture capital investments and License and patent revenues from abroad. In the Innovators dimension, Italy performs better than average. The relatively best performing indicators are International scientific co-publications, SMEs innovating in-house, SMEs with product or process innovations and SMEs with marketing or organizational innovations.

Quanto ai Paesi che ci bagnano il naso, la sintesi dello studio dice:

The Innovation leaders show the smallest variance in their performance across all eight innovation dimensions: across all dimensions the performance of the Innovation leaders, Sweden, Denmark, Germany and Finland, is thus not too different. The Innovation leaders are also mostly on top and clearly above the EU average.

C’è dunque un’Europa del Nord e una del Sud anche sul piano della capacità d’innovare e questo non farà che aumentare le distanze delle rispettive economie.

 

(1) European Commission, Directorate-General for Internal Market, Industry, Entrepreneurship and SMEs.

 

L’immagine del post è fornita da Shutterstock

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Pubblicato in: economia
to “L’Italia arranca nella corsa all’innovazione”
  1. La triste verità è che se l’Italia non si sveglia e si dà una mossa, perderà terreno nei confronti dei paesi in cima alla lista e rischia seriamente di diventare un paese di “terza fascia” perdendo potenza a livello economico in tutto il mondo.

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