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10 giugno 2015

Le fatture abbandonate dalle banche

Cercavo un’altra prova delle crescenti asimmetrie nel ‘nuovo’ mercato del credito alle imprese che non solo premia solo le imprese super-sicure verso cui si sta riversando l’offerta di credito, ma che sembra premiare i finanziamenti a medio termine (con o senza garanzia dello Stato) a scapito del credito commerciale. Evidenza trovata rapidamente nei dati che stanno uscendo dalla Banca d’Italia sulle Economie Regionali. Prendendo le prime pubblicazioni appena uscite sulle principali regioni del nord osservate l’andamento del credito a breve commerciale (autoliquidante) rispetto al credito a medio-termine e tenete presente che mentre il primo dovrebbe essere costante a parità di PIL (per effetto del rinnovo del fido) il secondo invece si riduce fisiologicamente per effetto dei rimborsi delle rate e deve essere rimpiazzato da nuove erogazioni. Quindi normalmente in fase di credito scarso dovrebbe ridursi maggiormente la componente a medio termine rispetto a quella a breve.

Invece non è così come mostra il primo grafico: ad eccezione della Lombardia il credito commerciale si è ridotto molto di più del credito a medio termine nel periodo marzo 2014-marzo 2015 quando la stretta creditizia era diminuita secondo le banche e secondo le rilevazioni della Bank Lending Survey europea.

elaborazione LINKER su dati Banca d'Italia- Economie Regionali

Il fenomeno dell’abbandono da parte del sistema bancario del credito commerciale è ancora più evidente se si prende un orizzonte di tempo più lungo che va dal marzo 2012 al marzo 2015:

elaborazione e stima LINKER su dati Banca d'Italia -Economie Regionali

In 3 anni il credito concesso per anticipare fatture e ricevute bancarie è calato di quasi un quarto e solo in Lombardia si registra un calo del 16%.  Una riduzione non certamente spiegabile -come alcuni commentatori dal lato banche insistono- con il calo del PIL, calato sì ma non così tanto. La spiegazione più probabile è che nella corsa a ridurre gli attivi a rischio sono state penalizzate le fatture e immagino soprattutto quelle delle piccole imprese, che presentano sempre un maggiore livello di rischiosità (come si vede nel post pubblicato qualche giorno fasulle motivazioni delle sofferenze bancarie)

Purtroppo il calo delle fatture anticipate non può essere attribuito nemmeno a una forte  riduzione dei tempi di pagamento, come dimostrato anche nell’ultima rilevazione di Intrum Justitia sui tempi di pagamento italiani che rimangono alti e tra i peggiori in Europa: 80 giorni tra imprese private, 144 giorni dalla PA.  Grazie al fatto che solo il 36,5% delle imprese rispettano i termini pattuiti (fonte CRIBIS- Studio Pagamenti 2015). Per fare un confronto in Spagna i tempi sono 70 giorni tra imprese e 103 con la PA, in Germania 17 e 19 giorni!

fonte: Intrum Justitia - European Payment Report 2015

Più facile ottenere un mutuo che anticipi fatture

Non resta che prendere atto che le fatture commerciali non piacciono più tanto alle banche, che sono state dirottate in parte (solo le grandi fatture) alle società di factoring -i cui volumi continuano a crescere- e che è forse più facile ottenere un mutuo che non un aumento del castelletto di portafoglio commerciale.

Sembra un’altra buona notizia per le nuove piattaforme di finanza alternativa che possono trovare uno spazio libero sulle fatture commerciali per collegare anche sul mercato italiano ingenti flussi di risparmio in cerca di rendimenti con la forte domanda di liquidità delle piccole imprese a cui è stato contingentato il credito.

fonte: Intrum Justitia-European Payment Report 2015

 

immagine del post da Shutterstock

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