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24 marzo 2015

La strana coppia e il cavallo di Troia

Azzardo un’ipotesi. Se c’è qualcosa che può smuovere il sistema bancario italiano dal suo torpore e stordimento da sofferenze non sarà tanto il processo di aggregazione delle banche popolari innescato dalla trasformazione in spa (a cui si è aggiunta ieri la combinazione tra Volksbank e Popolare Marostica), neppure l’avanzare implacabile della finanza tecnologica che all’estero conquista territorio una volta monopolizzato dalle banche. Il fattore destabilizzante in Italia potrebbe essere la ‘strana coppia’ formata da Cdp e SACE.  Sin qui fornitori di liquidità (la Cdp) e di garanzie preziose (SACE) stanno formando una combinazione che entra direttamente nel campo dell’attività d’intermediazione riservata alle banche commerciali e lo sta facendo con una prospettiva e una velocità destabilizzante. Uno dei più recenti decreti del governo Renzi ha forse svelato le reali intenzioni della coppia consentendo alla SACE di non essere più solo garante o factor di crediti pubblici, ma spalancandole le porte all’attività di prestito diretto alle imprese, in diretta concorrenza con le banche e sul segmento che alle banche piace di più: quello delle imprese più dinamiche e votate ai mercati internazionali.

Sace e Cdp in abbinata hanno tutti i mezzi per sfondare le linee: molta liquidità, pochi vincoli di regolamentazione e un lungo allenamento a frequentare le medie imprese italiane. La SACE è stata attivissima negli ultimi due anni firmando convenzioni con moltissime banche per garantire finanza a medio termine, ha fornito supporto vero ad parecchie brillanti operazioni per le migliori imprese del made in Italy, ha potenziato l’attività di comunicazione e marketing. Dal canto suo anche Cdp con la coppia Bassanini-Gorno si è mossa in molte direzioni innovative (da ultime la pubblicità sulla TV e il collocamento di obbligazioni al retail), ma la rotta è -a mio modesto parere- quella di avvicinarsi sempre più alle sorelle francesi e tedesche come fa la KfW per aiutare le imprese italiane. Forse non ancora secondo il modello anglosassone equity+debito della British Business Bank ma nemmeno troppo lontano da quella prospettiva. Per farlo Cdp e SACE hanno rotto gli indugi e deciso di non avere più bisogno delle vecchie banche, vogliono esercitare un ruolo trainante in linea diretta con le imprese italiane.

La SACE è il cavallo di Troia: dopo tanti anni in cui ha studiato gli affari esteri delle imprese, assicurando i crediti o i finanziamenti strutturati delle banche si è fatta parecchia esperienza in materia di finanza d’impresa e qualcosa mi dice che il suo attuale amministratore delegato abbia parecchia impazienza di dimostrare le capacità della sua azienda sul mercato, bruciando sul tempo i concorrenti tradizionali. Lo si percepisce da come comunica SACE, con orgoglio non con sudditanza verso le banche che sono partner, assetate della sua garanzia più per ridurre il consumo di capitale che per fornire un servizio di valore alla clientela. L’interpretazione del ‘mercato’ sembra completamente diversa e sempre più marcatamente diretta a un intervento a tutto campo. I risultati del 2014 sono molto buoni: l’utile netto è cresciuto del 36%, un risultato che nessuna banca ha conseguito (vedi comunicato stampa nel box in fondo) ma la trasformazione della SACE non si ferma e prosegue sull’idea di fornire servizi integrati proprio alle imprese che piacciono di più alle banche: quelle che esportano.

Tant’è che la stessa ABI si è accorta del rischio di concorrenza e ha cominciato a protestare per impedire i prestiti diretti della SACE e invocare per il duo terribile gli stessi adempimenti normativi e di regolamentazione che le banche devono subire. ‘Concorrenza sia, ma con le regole uguali’, ha dichiarato il presidente Patuelli.  Altra previsione: Cdp e SACE sfuggiranno in un modo o nell’altro e nel nome del rilancio economico italiano ai divieti e alla zavorra che le banche vorrebbero imporgli. Essendo molto vicine al MEF e ai desideri di un governo assetato di ripresa economica, supportato dalle strutture che meglio può governare, SACE e Cdp troveranno varchi per cambiare le regole del gioco.

Il tempo dirà se questa profezia è stata azzardata o realistica.

 

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Pubblicato in: credito

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