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17 febbraio 2015

Il cinema ora si fa in banca

Se vi domandate come mai le banche italiane sono tanto interessate all’industria cinematografica italiana e compaiono nei titoli di coda di tutti i nuovi film, la risposta si trova nell’interessante tax-credit che si possono procurare finanziando la produzione cinematografica.  Però di questo passo il coinvolgimento delle banche nel cinema potrebbe passare dalla produzione alla presenza nella sceneggiatura di fiction. Se prendiamo gli ultimi episodi che stanno coinvolgendo il settore bancario siamo sulla buona strada: indagini e perquisizioni, misteri e gialli su suicidi e i documenti nascosti nella casseforti di Siena, conti cifrati in Svizzera, sembrano fatti apposta per fornire spunti per trame avvincente e ricche di colpi di scena.  Negli ultimi giorni interventi della Guardia di Finanza in UBI e Veneto Banca, alla ricerca di prove indiziarienegli ultimi mesi indagini delle procure sugli ex-vertici di MPS, Carige, di Banca Marche, di Carife, di Popolare Marostica, di Banca di Treviso con il contorno di intrighi e lotte intestine tra fondazioni bancarie e management. E non facciamoci mancare neppure sospetti e indagini per insider trading sui titoli delle banche popolari con i movimenti anomali al rialzo registrati nei giorni che hanno preceduto il decreto (vedi grafico).

Ma la madre di tutte le scenografie deve essere avvenuta ad Arezzo quando in pieno consiglio di amministrazione della banca popolare Banca Etruria riunito per l’approvazione del pessimo bilancio 2014, i consiglieri hanno visto spalancarsi le porte e si sono trovati di fronte ai commissari di fresca nomina con il provvedimento del MEF, su proposta della Banca d’Italia. Commissari che hanno preso il controllo della riunione di consiglio esautorando ed estromettendo dalle cariche presidente del Cda e consiglieri. Non ci sono ovviamente cronache e testimonianze dell’episodio ma occorre scarsa immaginazione per visualizzare imbarazzo, sbigottimento e sconcerto. Colpo di scena da film, appunto. I commissari straordinari nominati da Bankitalia Riccardo Sora e Antonio Pironti hanno comunicato in diretta lo scioglimento degli organi amministrativi e preso possesso di tutti gli atti della banca, compreso il progetto di bilancio 2014 che non vedremo mai pubblicato, né noi osservatori curiosi, né i poveri soci della banca che ora si domandano che fine farà il loro investimento.  Perché la scenografia sia stata così plateale e il provvedimento di nomina così urgente lo sapremo (forse) più avanti, ma certamente lascia sconcertati trattandosi di uno dei settori in cui correttezza, fiducia, trasparenza dovrebbero essere la priorità n.1.  Il finale forse non è stato ancora scritto perché si è parlato di un ricorso contro il provvedimento del MEF, reso più probabile o più complicato dalla recente sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato il provvedimento analogo preso molti mesi fa dal MEF sulla Banca Popolare di Spoleto, nel frattempo depositata nella pancia accogliente del Banco Desio.

Ci abitueremo, in fondo possiamo sempre consolarci con scandali e maxi-multe pagate in continuazione dalle banche estere, al cospetto delle quali le vicende italiane sono da ladri di biciclette (per restare in tema cinematografico) almeno sul piano monetario.

 

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