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17 gennaio 2015

Poco ottimismo, ma almeno torna il credito

La sequenza di revisioni negative delle previsioni sul 2015 è cominciata ufficialmente oggi con la nota dell’ufficio studi di Banca d’Italia che ha portato dal precedente 1,3% a un più realistico 0,4% la crescita del PIL 2015. Una storia già vista.

Bankitalia vede nero e taglia al ribasso le stime del Pil 2015 è il titolo odierno de il Giornale: ”

“Le nostre proiezioni prefigurano per l’economia italiana una crescita modesta quest’anno, più sostenuta il prossimo – si legge nel Bollettino – nello scenario centrale risulterebbe attorno allo 0,4%. L’anno prossimo, la crescita sarà invece più sostenuta e cioè dell’1,2%”. Per via Nazionale comunque “resta ampia l’incertezza attorno a questi valori. Sarà cruciale l’intensità della ripresa della spesa per investimenti; un rapido miglioramento delle prospettive di domanda e delle condizioni finanziarie potrebbe accrescerla, nonostante l’elevato grado di capacità produttiva inutilizzata. Un andamento più favorevole dell’attività si avrebbe se il prezzo del petrolio si mantenesse sui valori registrati negli ultimi giorni”.

La ripresa dell’occupazione rimane tuttavia fragile, come segnalato dai dati preliminari di ottobre e di novembre: le aspettative delle imprese circa l’evoluzione della domanda di lavoro nei primi mesi del 2015 continuano a essere negative”.

Tutto sembra combaciare con i risultati del micro-sondaggio lanciato alcuni giorni fa, chi ha risposto non sembra molto convinto della ripresa 2015, come si vede nell’infografica:

Sempre dal sondaggio attese poco propizie sullo stato di liquidità delle piccole imprese: nessuno si aspetta che la PA rispetti l’obbligo di pagare a 30 giorni, né di completare velocemente il rientro dei debiti arretrati.  Tanto meno che le grandi imprese si mettano a pagare le piccole con tempi più stretti.

Le buone notizie sembrano arrivare dal credito. I lettori di Imprese+Finanza anticipano un ritorno del credito per le imprese con buoni rating, anche le piccole:

 

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