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23 novembre 2014

Aspettando le cartolarizzazioni del 2015

Ci hanno spiegato in queste ultime settimane che la BCE comprerà valanghe di titoli emessi da banche, titoli che sono garantiti da vecchi prestiti alle PMI e che grazie all’acquisto di questi titoli (ABS, o Asset-Backed Securities) le banche libereranno capitale e faranno tanto spazio per concedere nuovi finanziamenti alle imprese.
Sulla carta il ragionamento non fa una grinza, finanziariamente se la banca impacchetta i finanziamenti che ha in magazzino, li mette in un veicolo creato appositamente, il veicolo emette obbligazioni e la BCE le acquista il giro si chiude. La banca ha venduto gli impieghi e il rischio collegato, ha sgonfiato il bilancio (con una vendita vera) e può liberare un po’ di capitale per erogare nuovo credito , meglio se di qualità superiore e non soggetto ai tassi di sofferenze che ha subito in questi anni.

Nella pratica, così come per i fondi ricevuti dalla BCE con le aste TLTRO, ci vorrà del tempo per montare queste operazioni nelle banche, per collocarle sui mercati e soprattutto per farsi dare dallo Stato italiano quella garanzia che copre la tranche di primo rischio, che la BCE non vuole accollarsi. Attendiamo che i flussi arrivino.

Tuttavia chiariamo che, nonostante le aspettative della manovra della BCE per inondare l’Europa di liquidità e fare ripartire il credito alle imprese, per il momento di grandi flussi non si vede neppure l’ombra a guardare le statistiche appena pubblicate proprio dalla BCE.

fonte: ECB 18/11/2014

L’ammontare dei titoli in circolazione che devono ancora essere rimborsati dai veicoli speciali è sceso di quasi 100 miliardi di euro nell’ultimo anno fino a 1.235 miliardi.

fonte: ECB 18/11/2014

Il saldo tra i nuovi prestiti sottostanti entrati, quelli rimborsati o cancellati (per mancato rimborso) è stato costantemente negativo negli ultimi 5 trimestri, tranne uno.

E per quanto riguarda la composizione dei prestiti che sono stati utilizzati per le operazioni di securitisation di TUTTI i veicoli europei la parte del leone è ancora fatta da mutui casa e prestiti personali che valgono alla fine del 2014 4 volte l’importo di prestiti fatti alle imprese.

fonte: ECB 18/11/2014

Il mercato europeo delle securitisation partirà, ma senza troppa fretta e non sarà di certo quello sblocco immediato del credito che qualche disinformato sta raccontando agli imprenditori per tenerli su di morale o per avere qualche storia nuova da raccontare.

 

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to “Aspettando le cartolarizzazioni del 2015”
  1. Ciao Fabio,

    in realtà le banche potranno lòiberare capitale solo se riescono a cedere anche la tranche junior al mercato. Questo è il punto critico delle cartolarizzazioni, non la tranche senior. Per le tranche senior non occorre l’intervento della BCE dato che se prezzate correttamente si vendono da sole. Ma vendere la tranche senior fa fare cassa, non fa liberare capitale. La BCE dovrebnbe osffrirsi di comprare le tyranche junior di nuove cartoraizzaioni. Solo allora le banche potrebbero liberare capitale e fare nuovi prestiti

    Giacomo Corsini

  2. Io penso invece che una marea di liquidità stia per investire l’area euro e l’Italia.
    Farà un giro un pò lungo, ma ho paura (e può sembrare un paradosso dirlo oggi) che tra non molto potremmo respirare un clima di “bolla” non molto diverso da quello dei primi anni duemila, con gli immobili che cominceranno a sopravvalutarsi, prestiti facili a sostegno dei consumi, videofonini e Tv led a go-go.
    In fondo viviamo nell’era della finanza, la finanza ci ha dato l’illusione della ricchezza, poi ci ha precipitato nel terrore della stagnazione, adesso che i grandi malati (le banche) sono di nuovo dopate a dovere come una ruota impazzita potrebbe portare tutto nuovamente in alto.
    In sostanza mi sento un pò tedesco, certo che quando vediamo i tassi decennali sui titoli di stato al 2% non posso che pensare che un famelico appetito al rischio possa rapidamente scatenarsi, investendo prima le azioni, poi altre classi di attività oggi tanto bistrattate tra cui appunto gli immobili e le nostre amate/odiate PMI, oltretutto in un clima di svalutazione dell’euro e basso costo dell’energia (bilancia commerciale in forte attivo).
    Probabilmente (per chi può) sta giungendo il tempo di tornare ad investire.

  3. Gran bella analisi che dimostra chiaramente l’inefficacia delle politiche attuali. , complimenti!
    Aggiungo due considerazioni; la prima sta nel fatto che sul fronte del credito alle imprese e privati, l’impatto degli acquisti della BCE sarà quasi nullo, perché l’evidenza empirica ha mostrato che le banche non prestano perché non hanno i soldi (che tengono al calduccio presso la BCE) , quanto piuttosto perché non reputano la clientela in generale, in grado di ripagare i debiti.
    In second’ordine, a mio avviso,il problema dell’inutilità dell’azione di acquisto titoli della BCE sta nel fatto che, dopo aver conferito i titoli nell’apposito veicolo ed emesso nuove obbligazioni, chi le comprerà?
    Un po’ tutti, (banche, hedge fund, fondi pensione, assicurazioni,..)ciascuno secondo il proprio profilo di rischio e la bolla del debito si continuerà ad autoalimentare, al punto che tutto questo inutile giro di impacchettamenti risulterà inefficacie a realizzare e stimolare crescita e ripresa, anzi, Probabilmente, se il debito continuerà a crescere ed il reddito resterà al palo, s’innescheranno nuove e maggiori tensioni nel sistema economico.
    E’ il sistema bancario che va cambiato e ripensato, da capo a piedi. Sarebbe la prima riforma da fare, altro che Senato, legge elettorale, Jobs Act…

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