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27 luglio 2014

Kerself: da Correggio a Mosca con truffa

Pensavo di avere già messo una pietra tombale sul caso della KERSELF, l’ex-regina del fotovoltaico, con la dichiarazione di fallimento pronunciata dal tribunale di Reggio, ma non avevo fatto i conti con la giustizia penale. Alla ventina di articoli scritti su questo caso ora bisogna aggiungerne uno per raccontare anche l’ultima incredibile svolta spiegata da 24emilia.com:

Ex Kerself, tre arresti per truffa ai danni dello Stato. Sequestrati 37 milioni di euro

Gli uomini del nucleo di polizia tributaria del comando della Guardia di finanza di Reggio, al termine di una complessa attività di indagine coordinata dalla procura di Milano, hanno arrestato 3 persone per associazione per delinquere finalizzata alla frode per il conseguimento indebito di erogazioni pubbliche nel settore del fotovoltaico e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.

L’operazione ha avuto origine da una verifica di natura fiscale svolta nei confronti della ex Kerself spa, società reggiana capofila di un gruppo operante nel settore della realizzazione di impianti fotovoltaici, a suo tempo quotato a Piazza Affari nel mercato telematico azionario gestito da Borsa Italiana.

fonte: Flickr-World Economic Forum 2010

Nel 2008 la società reggiana è stata rilevata dal gruppo svizzero Avelar Energy Ltd, riconducibile al gruppo russo Renova del magnate Viktor Vekselberg. Avelar Energy, gestita dal russo Igor Akhmerov (nella foto), controlla direttamente o indirettamente 16 società con sede in Italia proprietarie di numerosi impianti fotovoltaici, dislocati principalmente in Puglia (Altamura, Ostuni, Margherita di Savoia, Cerignola e altri comuni) e Basilicata (soprattutto a Matera e Metaponto), che secondo le Fiamme Gialle avrebbero indebitamente beneficiato – nel periodo 2011-2013 – di 37 milioni di euro di contributi in conto energia erogati nel settore del fotovoltaico da Gse – Gestore Servizi Energetici, società totalmente partecipata dal ministero dell’economia e delle finanze.

Le società italiane partecipate dalla Avelar Energy, infatti, sono state utilizzate per realizzare impianti fotovoltaici in violazione delle norme vigenti sia utilizzando pannelli solari di origine cinese (facendoli passare, grazie a false documentazioni, come provenienti dalla Polonia, dalla società Revolution 6 Incorporated), sia comunicando al Gse l’avvenuto completamento di impianti prima dell’effettiva entrata in esercizio degli stessi, traendo in inganno anche la stessa società tedesca di certificazione, la Tuv Intercert Gmbh.

Dopo le indagini effettuate dalla Guardia di finanza reggiana e coordinate dai pm milanesi Maurizio Ascione e Luca Poniz, il gip del tribunale di Milano Enrico Manzi ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Akhmerov (nella casa circondariale di San Vittore, a Milano) e di arresti domiciliari nei confronti di Marco Giorgi e Gianpiero Coppola, amministratori delle società del gruppo Kerself (che dopo essere stata rilevata dal gruppo svizzero ha assunto la denominazione di Aion Renewables spa).

Per recuperare i contributi finora indebitamente percepiti dalle società, inoltre, il giudice per le indagini preliminari ha emesso un decreto di sequestro preventivo per 37 milioni finalizzato alla confisca “per equivalente” di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie riconducibili alle 8 persone indagate.

Non è la prima volta, tra l’altro, che il gruppo industriale finisce nel mirino: all’inizio del 2014 l’imprenditore di Correggio Pier Angelo Masselli, ex presidente proprio di Kerself, finì nel mirino della Consob per manipolazione reiterata del mercato e diffusione di false informazioni finanziarie e patrimoniali.

Due violazioni che gli costarono una multa da quasi un milione di euro: sanzione di 600mila euro come imprenditore di Kerself, più altri 300mila euro come azionista di Immobiliare Ve.Ga., società socia di Kerself.

Nello specifico l’inchiesta degli uomini della Consob, iniziata nel 2011, ha fatto emergere come nel periodo compreso tra il 2 gennaio 2008 e il 16 febbraio 2010 Masselli abbia posto in essere “un’ampia strategia di manipolazione del mercato delle azioni della stessa Kerself, tale da fornire indicazioni false in merito alla domanda e al prezzo dei titoli”.

L’industriale reggiano, sempre nel 2010, per la Consob ha “operato la diffusione di informazioni societarie false o fuorvianti”, in particolare relative al bilancio consolidato del 2009, quello che segnò un giro d’affari da record per l’azienda fotovoltaica, “con cui si è alimentato un quadro informativo falso circa la redditività, le prospettive di crescita e i rischi del gruppo, suscettibile di fornire al pubblico indicazioni false e fuorvianti in merito alle stesse azioni”.

Quando qualcuno mi parla di energie rinnovabili, del parco di pannelli fotovoltaici installati in Italia, grazie al contributo-gabella che paghiamo sulle nostre bollette, penso sempre che è andata finire così: abbiamo fatto ricchi una pletora di furbi, spesso esteri.

In questo stupefacente caso l’arrivo dei russi di Avelar -che gestivano un poderoso circuito off-shore di società che piazzavano importanti ordini a una Kerself già agonizzante- i sospetti erano più di uno, ma si sperava almeno che la loro potenza finanziaria potesse servire a sostenere le società italiane e l’occupazione dei lavoratori che era a rischio.

Sul fronte finanziario teniamo presente che si tratta di un titolo quotato alla Borsa di Milano sul quale migliaia di piccoli investitori hanno bruciato interamente il loro investimento e sul quale gli interventi della CONSOB non sono serviti a nulla né con Masselli né con Avelar che ha pubblicato una lunga serie di comunicati fino allo spegnimento della società per fallimento.

Le banche in questa storia devono avere bruciato parecchi crediti, rincorrendo piani di ristrutturazione veri e falsi.

Quanto al suo fondatore, Masselli, se non avesse innescato il declino di Kerself con i suoi maneggi esagerati, forse avrebbe evitato di finire nelle mani poco pulite di questa simpatica associazione russa, che oltre a sfilargli la società con metodi che non conosceremo mai, è riuscita nell’impresa di fare risultare Masselli stesso un ladro di biciclette al cospetto di un’organizzazione scientifica.

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  1. A QUESTO PUNTO SI APRONO SPERANZE PER I PICCOLI AZIONISTI?

    • Non credo… I fallimenti durano molto, ma il giudice tutela i creditori, non gli azionisti che sapevano di rischiare il 100% dell’investimento.
      Semmai gli azionisti possono costituirsi parte civile contro chi ha spolpato l’azienda con risultati incerti e tempi altrettanto lunghi.

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