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9 luglio 2014

Dolori e speranze dei costruttori

Ieri l’ANCE ha tenuto la sua assemblea annuale, alla presenza del sorridente ministro Lupi. In verità il comparto rappresentato dall’ANCE ha più motivi per singhiozzare di quanto ne abbia avuti ieri sera la squadra di calcio del Brasile, umiliata dalla Germania con un imbarazzante 1-7.  Il calo dell’attività immobiliare e dei finanziamenti ad essa connessi è stato un dramma di proporzioni analoghe.  Rubacchiando dalla presentazione dell’Osservatorio ANCE ecco le tavole che testimoniano la situazione del nostro settore edile in crisi da 7 anni:

In Italia, dall’inizio della crisi il settore delle costruzioni ha perso 522.000 occupati che corrisponde ad un calo in termini percentuali del 25,9%. Considerando anche i settori collegati alle costruzioni, si stimano in 790.000 i posti di lavoro persi.

Il ricorso alla  Cassa Integrazione Guadagni  nelle costruzioni continua a permanere su livelli elevati. Tra il 2008 e il 2013 le ore autorizzate nel settore delle costruzioni sono quadruplicate, passando da poco più di 40 milioni di ore nel 2008 a quasi 163 milioni nello scorso anno. Nei primi cinque mesi dell’anno in corso si rileva un lieve calo del 3,7% sugli elevati livelli dello stesso periodo del 2013, concentrato esclusivamente nell’installazione impianti (-38,7%), mentre il dato per l’edilizia è ancora in crescita (+7,7%).

Lo Stato ha smesso di sostenere il mercato delle costruzioni per opere pubbliche e in più ha 11 miliardi di debiti da saldare, pari l 58% del totale.

 

Non si costruiscono più nuove case, ma qualcosa si sta tornando a muovere nelle compravendite delle grandi città.

Quanto al credito questa è la fotografia della ritirata delle banche dal settore mutui

Il crollo del mercato dei mutui immobiliari è nei numeri esposti: 116 miliardi di flussi che sono mancati, cali impressionanti del 64% sul residenziale e del 73% sul commerciale/industriale.

Nessun settore ha subito un shock del genere. I bene informati reagiscono solitamente a questi dati osservando che si era esagerato prima e questa che ci piaccia o meno è la nostra bolla immobiliare che ora è tutta da gestire e assorbire. I dolori sono molto più delle speranze, la distruzione di imprese di costruzioni (57.000) e di posti di lavoro è stata massiccia. In parte sanitizzazione di un settore gonfiato, in parte anche tante vittime innocenti della crisi.

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