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29 giugno 2014

La fiducia frenata delle imprese e delle banche

In settimana i ricercatori dell’ISTAT hanno sfornato nuovi dati incoraggianti sul fronte della fiducia del sistema produttivo. L’indice complessivo è risalito un poco da 86,9 a 88,4 e questa volta non è solo il settore manifatturiero a tirare l’indice verso l’alto indice, anche settore terziario e costruzioni hanno un dato positivo.

Nella stessa settimana il Centro Studi Confindustria ha presentato il suo nuovo rapporto (La partenza ritardata e lenta) e, ancora una volta, ha dovuto abbassare la previsione di crescita del PIL per il 2014, portandolo a un misero +0,2% lontano dalla previsione del Governo (+0,8%). CSC si è soffermato sulle motivazioni della lenta ripresa, sottolineando proprio come l’aumento della fiducia non sia trasformi, per ora, né in un solido flusso di investimenti né in una ricostituzione delle scorte.

La finanza alle imprese è ancora piantata

Per quanto riguarda l’aspetto finanziario della situazione delle imprese, nell’attesa della partenza del ‘credito buono‘, cioè quello auspicato dai banchieri, che dovrebbe finanziare investimenti e ripresa produttiva, ai segnali di fiducia delle imprese non corrispondono ancora i segnali di fiducia delle banche che stanno scontando tuttora le onde regolari di nuovi incagli e sofferenze e quindi si muovono con estrema cautela, come testimonia la tavola presentata da CSC tra le ragioni della mancata ripresa:

e come confermano le parole dell’AD del Banco Popolare Pierfrancesco Saviotti nell’intervista al Sole24Ore:

“Per l’anno in corso abbiamo di recente stanziato un miliardo in più per operazioni commerciali a favore della clientela tra le migliori classi di rating. Purtroppo la domanda di credito ancora latita, la ripresa dell’economia è più lenta di quanto si auspicasse pochi mesi fa”.

E la storia si ripete: previsioni, correzioni al ribasso, esitazioni sul credito, ripresa più lenta del previsto. Con la certezza che ciò che Saviotti dice viene fatto anche da tutte le altre banche, spiegando come mai il credito può andare solo alle imprese a basso rischio. Non basterà.

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