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18 ottobre 2013

La rabbia dei giovani, le zuffe dei senatori

Bello ed emblematico il video che accompagna i lavori del XXVIII convegno dei giovani di Confindustria e il titolo ‘Diamoci un taglio

Tosto anche l’intervento del loro presidente Jacopo Morelli, che ha bocciato la recente manovra del governo Letta senza mezzi termini.

Ci sono due Italie che coesistono.
Quella di chi vuole cambiare il presente e quella di chi vuole soltanto usarlo. Di chi si arrende e di chi resiste. Di chi abbandona e di chi decide di restare e di costruire il domani.
Possiamo scegliere quale Italia essere, ma dobbiamo farlo adesso.
Perché nella vita delle nazioni, di solito, l’errore di non saper cogliere l’attimo è irreparabile.

Ci aspettavamo una legge di stabilità coraggiosa e di rottura, che segnasse la fine del rigore depressivo e l’avvio di investimenti per la crescita. Non è stato così. Chiedo a Letta di rivedere i punti sul taglio delle tasse sui redditi da lavoro e da imprese. Bisogna trovare altre soluzioni, così non va bene. Siamo stanchi di finanziarie dei ‘vorrei ma non posso’. Di buone intenzioni non è lastricata la via della ripresa italiana. Questa legge è di stabilità di nome e di fatto. Nel senso che lascia sostanzialmente invariate le condizioni di grande svantaggio nelle quali operano le nostre imprese.

Dopo Morelli ha parlato Carlo De Benedetti e altri macigni piovono sull’establishment politico ed economico:

“Certo che ce l’ho con la politica, ce l’ho con la cattiva politica, fatta di cinici intenti a fare solo i propri interessi. Ma è un giudizio che val per quello che qualcuno chiama ancora il salotto buono della finanza, una grottesca reiterazione di schemi che, dietro la facciata delle operazioni di sistema nascondevano solo credito facile agli amici del sistema, magari a braccetto con la politica, e tagliando fuori da una sana politica di credito la stragrande maggioranza delle pmi italiane”

Parlando della Legge di Stabilità, De Benedetti ha detto:

“Dov’è la svolta? Dov’è l’ambizione del rilancio della crescita?. Il problema non sono Letta e Saccomanni. Cosa possiamo aspettarci, se non il minimo sindacale, da questo governo, da questa politica? In questa Italia? In questa situazione? Perciò serve una rivoluzione. Va ribaltata dal profondo questa Italia Vecchia”.

De Benedetti ha quindi sentenziato che «No, non c’è niente di normale in questo Paese». E sul miglioramento della situazione economica ha detto ironico: «Quando sento parlare di segnali di ripresa che stiamo o che dobbiamo agganciare penso subito che l’interlocutore stia provando a fregarmi. Ricordo Mario Monti che vedeva la luce in fondo al tunnel nell’estate del 2012. Ebbene stiamo tutti lì a guardare dall’altra parte del tunnel ma è sempre nero pesto»

Rissa Monti-Casini poco ‘civica’

Nella stessa giornata esplode una triste rissa politica tra i protagonisti di uno dei nuovi partiti, Scelta Civica, dopo le dimissioni di Mario Monti per protesta contro la fronda interna guidata da Casini e Mauro. Uno spettacolo squallido, avviato dalle dichiarazioni di Casini in tv:

“Le accuse di Monti nei miei confronti sono semplicemente ridicole. Monti sa cosa significa governare questo Paese quando c’è una maggioranza litigiosa. Questa politica del doppio binario, questo atteggiamento rissoso, anche da parte di Monti, sull’azione dell’esecutivo, questi continui distinguo, non sono accettabili”. Queste le dichiarazioni rilasciate a “Matrix” dal leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, che, a proposito delle dimissioni del senatore a vita da Scelta Civica, aggiunge: “Non gli chiederò di ritirarle perché questo non mi riguarda”.

Immediata la prima replica del professore che perde anche il suo aplomb britannico: “Il rigore intellettuale e l’autorità morale del presidente Casini sono tali che non mi permetto certo di commentare le sue importanti parole”.  Monti aggiunge acido: “Hanno un progetto piccolo e polveroso” – Scelta Civica, ha aggiunto Monti nel suo j’accuse, “non è nata per questi vecchi giochi politici. Non posso permettere che questo avvenga”, ed è per questo che ha voluto “sollecitare la coscienza e l’attenzione delle grandi forze vitali, liberali e popolari, ma serie, che ci sono in Sc contro questo piccolo progetto di vecchio sapore di polvere”. Monti ha detto che ha così voluto “far venire alla luce un progetto di una minoranza nel partito” che mirava al superamento di Scelta Civica “verso una entità non particolarmente ben definita ma di cui si è capito che dovrebbe o potrebbe farne parte il Pdl non ancora deberlusconizzato”.

Così mentre un vecchio e discusso imprenditore invitava tutti (politica e salotti buoni) a lasciare lo spazio ai 30enni e 40enni, due senatori della politica davano la piena dimensione del peggio che i giovani italiani dovranno spazzare via.

Non c’è molto da sorridere, ma si può essere d’accordo con i giovani imprenditori: diamoci un taglio e in fretta.

 

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