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2 agosto 2013

Ecografie bancarie n.4 – CARIGE

Il gruppo bancario di Genova è entrato nell’occhio del ciclone in questi giorni (ma se ne parlava da mesi): le dimissioni di 5 consiglieri i presunti attriti tra fondazione e presidenza della banca (Berneschi nella foto) e i risultati del 1° semestre che passano in rosso per 29 milioni, contro un utile consolidato di 90 milioni nel 1° semestre 2012, la vendita precipitosa della società di gestione del risparmio conclusa oggi per fare cassa.  Il colpevole? Ancora una volta è il portafoglio dei crediti alla clientela e dunque l’ecografo si è messo al lavoro per visionare la situazione.

Il primo set di grafici illustra la crescita dei crediti dubbi della banca che sembra essere contenuta sino al 2011, poi esplode nel 2012 con 800 milioni di salto a cui si è andato ad aggiungere un altro miliardo tra dicembre 2012 e giugno 2013, per un totale di quasi 3 miliardi su un totale di crediti alla clientela di 28,6 mld a fine giugno (calo di impieghi di quasi il 9%!).

Le rettifiche effettuate nel periodo 2009-2012 sono state complessivamente di 780 milioni, pari al 40% del flusso di nuovi crediti dubbi, superiore alle maggiori popolari e a MPS ma nettamente inferiori rispetto a Unicredit e Intesa.

Nel 1° semestre però la banca ha dovuto ‘rettificare’ l’utile di altri 246 milioni facendo comprendere che le pulizie sono ancora in corso. Un punto importante da notare è che la crescita ‘straordinaria’ dei crediti dubbi è avvenuta nella categoria ‘incagli‘ facendo supporre che siano state riesaminate con l’aiuto degli ispettori della vigilanza molte posizione tenute tranquillamente in bonis, ma che di tranquillo avevano poco (qualcuna anche di mia conoscenza).

fonte: Banca Carige -risultati 1H13

Rispetto alle due grandi banche CARIGE aveva una percentuale di crediti dubbi a fine 2012 molto più bassa. Forse le cose non erano esattamente così rosee… Il rapporto tra i crediti dubbi al netto delle rettifiche e il patrimonio di vigilanza era pari a 0,83 a fine 2012.

Sotto il profilo operativo la banca sta soffrendo: impieghi in netta flessione (vedi secondo grafico), margini totali in calo del 5,4%, margine da interesse a -23%, mentre i ricavi si sono salvati solo grazie alla ‘finanza’ cioè all’arbitraggio tra titoli di stato e prestiti della BCE che hanno generato profitti per 100 milioni.

fonte: Banca Carige, presentazione 1H13 (tavola leggermente modificata)

fonte: Banca Carige, presentazione 1H13

Ora occorre attendere l’esito della partita in fondazione e il nuovo piano industriale, ma anche in questo caso clienti e dipendenti stanno perdendo il sorriso e la tranquillità. Cominciano ad essere troppe le banche con questo tipo di problemi. Il sistema di classificazione italiano dei crediti deteriorati sarà forse troppo rigoroso, ma troppi indizi sembrano portare alla conclusione che per salvare le tasche degli azionisti non siano state fatte emergere le vere perdite e le situazioni critiche nel portafoglio crediti. Correre ai ripari in questa situazione di mercato aumenta la pericolosità dell’operazione.

 

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Pubblicato in: banche

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