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27 marzo 2013

Pagare i debiti della PA: un altro delirio italiano

Ci è voluto più di un anno prima che fosse universalmente riconosciuto che l’arretrato della Pubblica Amministrazione, avendo sottratto al circuito economico qualcosa come 100 miliardi di liquidità, è uno dei problemi più gravi, se non il più grave, che frena la crescita economica. Su queste pagine invece se ne parlava da molto e non sono mai mancati interventi per spiegare che eravamo in presenza di una crisi di liquidità e che quei 100 miliardi in meno innescavano ulteriore credit crunch e tante insolvenze.

Tuttavia non è stato sufficiente etichettare il problema come ‘emergenza’ e lanciare sulle pagine dei giornali nuovi allarmi a ripetizione. Il sistema paese ha fallito nuovamente e si è incartato sulla soluzione, prima promuovendo un sistema bizantino di certificazione e smobilizzo che ha prodotto zero risultati nel 2012 e poi in questi giorni con una serie sbalorditiva di stop and go, speranze e smentite che non è ancora finita e che vale la pena di ripercorrere con gli stessi titoli dei giornali.

Di seguito la serie di articoli pubblicati nel solo mese di marzo:

 

 




Rendiamoci conto che nel giro di 20 giorni siamo passati con una serie sbalorditiva di stop and go dall’entusiasmo per la decisione (su cui il governo Monti aveva traccheggiato per più di un anno in base a chissà quali riserve), alla delusione per un provvedimento del consiglio dei ministri interlocutorio, da 100 miliardi a 40 miliardi in 2 anni (una differenza non da poco), dall’approvazione della Commissione Europea, alla solita smentita e alla controsmentita di Tajani per finire come al solito nella Supercommissione e nei dubbi di Fassina e del Movimento Cinques Stelle. Il primo si fa venire ora dei dubbi, ma si è dimenticato di averli quando in campagna elettorale in febbraio Bersani prometteva 50 miliardi in 5 anni (vedi box). I secondi addirittura definiscono ‘una porcata’ il pagamento perché qualche ‘esperto’ gli ha detto che una parte dei pagamenti finiranno alle banche, trascurando il piccolo particolare che se ci finiscono è solo perché alcune banche hanno acquistato o anticipato quei crediti alle imprese e non per farne un investimento speculativo, perché le banche non hanno per loro natura crediti.

Questo il punto di vista del M5s e della sua capogruppo alla Camera Roberta Lombardi tratto da Altritempi.org che dimostra una certa quale approssimazione nella conoscenza dei meccanismi di finanziamento, ma soprattutto un grande scetticismo sulla possibilità che i fondi che entrano nel circuito poi finiscano alle imprese nel nuovo spazio che si creerà dai castelletti per le fatture:

E se pensiamo che, magari solo per “tentare” di sopravvivere (sempre che non siano già fallite), quelle aziende che hanno lavorato con la PA, da cui deriva il credito, hanno dovuto cederlo pro soluto o pro solvendo agli istituti bancari, è facile intuire che questa operazione è l’ennesimo aiuto di Stato alle banche, l’ennesima truffa ai danni del nostro paese da parte di tecnocrati che affosseranno, così, definitivamente l’Italia e le imprese.

Roberta Lombardi, capogruppo portavoce del M5S alla Camera, sembra essere l’unica che si sia accorta della truffa quando dichiara: “… si prende un impegno per 40 miliardi di debito pubblico, di cui una parte (nessuno sa quanta) andrà direttamente alle banche e da questa generosa, ennesima, regalìa ci si aspetta che subito erogheranno prestiti e finanziamenti alle PMI italiane. L’esperienza di questi anni ci ha reso cauti sugli effetti nell’economia reale dei finanziamenti alle banche.” La Lombardi precisa ulteriormente che: “…con questo decreto legge, che sarà presentato dal Consiglio dei Ministri per poi essere approvato in una Commissione speciale che avrà 3 – 4 giorni per curarne la fase istruttoria, presentarlo in aula e votarlo velocemente, ci stiamo giocando tutto l’indebitamento che possiamo stanziare per la crescita per il 2013. Un decreto fatto in fretta e furia nelle segrete stanze come è solita fare la politica per una porcata di fine legislatura.”

Sconcertante è la sola parola per definire un groviglio in cui il sistema Italia politico-economico-tecnico, da qualsiasi parte lo si prenda ha una straordinaria capacità di farsi del male da solo.

Ultima chicca il twit del Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera del 26/3 che dimostra come ci sia stata divergenza tra lui e il ministro dell’economia Grilli sulla questione dei pagamenti.

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to “Pagare i debiti della PA: un altro delirio italiano”
  1. Mi sembra del tutto evidente che allo stato delle cose è necessario procedere al pagamento dello stock di debito arretrato e tutto ciò al di la dei vincoli di bilancio. Tuttavia vi sono alcuni aspetti che ci devono far riflettere. Alla luce di tutti gli scandali che si sono succeduti in questi anni, mi chiedo quanto dello stock del debito è frutto di corruttele, di acquisti a prezzi fuori mercato, di compiacenze politiche più o meno rimarcabili. Con questo non voglio dire che un provvedimento sacrosanto non debba essere adottato, ma sicuramente deve essere accompagnato da norme che rendano la spesa pubblica a tutti i livelli trasparente ed uniforme sul territorio nazionale.
    Questa richiesta mi sarei aspettato dal M5S che, a parte l’accusa del tutto fuori luogo nei confronti delle banche (che hanno altri difetti e problemi), da un lato dichiara di voler rompere i vecchi schemi e dall’altro ci si rituffa allorquando chiede di dover seguire gli ” iter normali” con le classiche infinite discussioni.

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