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19 marzo 2013

Kerself-Aion Renewables: fine corsa

Ho seguito la storia travagliata della Kerself, azienda di Correggio quotata in Borsa e ritenuta un tempo gioiello dell’imprenditoria italiana, dal dicembre 2010 quando pubblicai il primo articolo (“Tortellini e finanza allegra“). Dopo il primo post ne sono seguiti parecchi altri per segnalare l’evoluzione romanzesca di questa storia di crisi: dall’impugnazione del bilancio da parte della CONSOB, alla cacciata dell’imprenditore-fondatore Masselli, l’ingresso dei ‘salvatori’ russi dell’Avelar Energy (con qualche perplessità sulle loro vere finalità) il processo di ristrutturazione con le banche, i guai delle controllate fino all’arrivo dei soci cinesi e alla domanda di concordato (“La crisi ha mangiato anche Kerself-Aion“).

I miei articoli sono spesso finiti su vari blog e forum internet dove i piccoli azionisti hanno vissuto di frustrazioni e speranze sull’ipotesi di recuperare il loro investimento con fluttuazioni notevoli del titolo. Insieme ai dipendenti delle varie società sono le vere vittime del fallimento imprenditoriale.

Pochi giorni fa l’epilogo negativo dell’intera storia: il tribunale di Reggio Emilia ha respinto la richiesta di concordato e l’ultimo aumento di capitale di 20 milioni offerto in via condizionata da Avelar, che nel frattempo aveva cambiato il  nome a Kerself passando a Aion Renewables.  Ecco quanto scrive EconomiaWeb oggi:

Il Tribunale di Reggio Emilia ha dichiarato il fallimento di Aion Renewables, già Kerself società elettromeccanica, nominando Luciano Varotti giudice delegato e Franco Cadoppi curatore fallimentare.
Lo si legge in una nota della società che, attende la notifica della sentenza per valutarne un’eventuale impugnazione.
Già lo scorso 15 marzo la società aveva impugnato il rigetto dell’istanza di proroga del termine per la presentazione della proposta concordataria, che le era stata notificata il giorno prima, insieme all’atto di citazione presso il Tribunale di Milano da parte della Consob, che aveva impugnato il bilancio consolidato del gruppo al 31 dicembre 2011.
UN ANNO FA IL CAMBIO DI NOME E STRATEGIA. La società, ad aprile 2012 aveva annunciato cambio di nome e di strategia con l’obiettivo di crescita all’esterio con nuovi contratti in Sudafrica e piccole acquisizioni in mercati nuovi. Un’assemblea aveva deciso l’aumento dei consiglieri di amministrazione da 7 a 9 (per far posto ai cinesi di Zongyi Group che avevano appena sottoscritto un aumento di capitale da 20 milioni di euro arrivando al 20% del capitale) e il cambio di nome e di sede.
La nuova casa di Aión, il cui primo azionista sono i russi di Avelar con il 35% circa, era stata stabilita a Milano per cercare di chiudere del tutto con il passato.
CONSOB HA IMPUGNATO IL BILANCIO 2011. Ma evidentemente non è bastato. Tanto che pochi giorni prima della dichiarazione di fallimento da parte del Tribunale di Reggio Emilia,  anche Consob si era mossa impugnando il bilancio 2011. A questo punto, i creditori restano con il fiato sospeso. Non che prima del fallimento potessero dormire sonni tranquilli, dato che il debito netto finanziario del gruppo era di arrivato a 219 milioni a fronte di liquidità di soli 4 milioni.

Telereggio aveva già pubblicato la notizia così:

Cala il sipario su Aion Renewables. Il Tribunale di Reggio ha respinto la richiesta di proroga dei termini per la presentazione del piano per il concordato preventivo e ha dichiarato il fallimento dell’azienda, che produce impianti fotovoltaici. A nulla dunque è servita la disponibilità degli azionisti russi a sottoscrivere 20 milioni di euro di aumento di capitale. Decisiva è stata la relazione firmata dal commercialista Franco Cadoppi, nominato ausiliario con l’incarico di esaminare la situazione di Aion. Il professionista reggiano ha infatti portato all’attenzione del tribunale una serie di operazioni che potrebbero configurarsi come frodi ai danni dei creditori.

Fino a pochi mesi fa, prima di trasferirsi a Milano, l’ex Kerself aveva sede a Prato di Correggio. Il fallimento dichiarato ieri dal tribunale è uno dei più importanti degli ultimi anni nella nostra provincia. Il gruppo infatti ha debiti scaduti per 245 milioni di euro. Il titolo azionario era stato sospeso a Piazza Affari fin da venerdì scorso. Rispetto alla capitalizzazione raggiunta nel biennio 2007-2008, la società in Borsa ha bruciato più di 170 milioni di euro.

E’ finita male, forse malissimo. Perdiamo una bella azienda, spetterà ai giudici indicare le cause e i profili anche penali di questa brutta storia imprenditoriale italiana. Può essere una lezione da imparare? Certo, come sempre, anche con le sue straordinarie peculiarità. Le crisi d’impresa si curano insieme alle banche, ma la base rimane la correttezza e la prospettiva di un vero rilancio. Diversamente i tribunali fallimentari -che stanno perdendo la pazienza di fronte a proposte di concordato che non stanno in piedi e danneggiano i creditori– decreteranno altri fallimenti della nostra travagliata industria. E i danni saranno sempre più ingenti.  A Kerself non sono bastati consulenti illustri come Mediobanca che si sono alternati al capezzale,  investitori stranieri e la disponibilità a denti stretti delle banche. Le gravi carenze nella gestione societaria e il modello di business basato sul fotovoltaico hanno ucciso anche il progetto di rinascita.

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to “Kerself-Aion Renewables: fine corsa”
  1. sono una piccola azionista AION. Mi potete dire se c’è speranza che recuperi qialcosa? Grazie

  2. Buongiorno.

    Vorrei sapere se c’è qualche possibilità di recuperare un mio piccolo investimento in azioni che avevo fatto su Kerself, grazie

  3. Credo proprio di no. Anch’io avevo investito circa 10000 euro:non riavremo nulla! Gli investimenti in borsa vanno indirizzati su società storiche e collaudate.

  4. Io ci ho rimesso una cifra un po piu alta con Aion e per quanto mi riguarda con la borsa italiana ho chiuso per sempre.
    @Antonio: quali sarebbero le società storiche e collaudate? Fondiaria Sai potrebbe essere una di quellle? E’ pur sempre il secondo gruppo assicurativo italiano.. beh grazie a fonsai ho perso il triplo rispetto ad Aion ex Kerself.
    La borsa italiana è una truffa, per non parlare di tutti coloro che dovrebbero vigilare su di essa.
    Chi paga per tutte le malefatte, i dirigenti o ex dirigenti di tali aziende? Qualche dirigente delle autorità di vigilanza?
    Purtroppo loro continuano a fare i loro sporchi business, quindi il mio consiglio è stare fuori dalla borsa italiana che è peggio di una bisca clandestina. E’ inutile leggere bilanci o rendiconti finanziarii delle aziende in cui si vuole investire visto che sono fasulli e senza alcun controllo.

  5. Grazie per aver condiviso le informazioni!

  6. Visto l’elogio che ne faceva Banca intesa ho iniziato a comprarne per 10.000,00 € e quando il titolo è andato giù, ho pensato di mediare ed ho acquistato altre 10.000,00 € di AION renweable – senza che il direttore della Banca Carispe mi dicesse niente , anzi mi fece lui stesso l’operazione . giacchè eravamo nel suo ufficio . Cosa devo pensare’?
    Speravo che ci fosse almeno la possibilità di recuperare qualcosa, ma pare proprio di no . Qualcuno può darmi una notizia migliore ?

  7. Anche io come voi sono un piccolo azionista, tuttavia vorrei sapere l’esistenza di un comitato al fine di verificare la possibilità di promuovere una class section oppure avere informazione in merito ad azionisti che hanno già mosso i primi passi al fine di poter recuperare quanto investito, anche se in termini risarcitori

    • purtroppo non conosco se esista un comitato per una class action. Forse cercando in rete trova qualcosa, ma temo che se è arrivato qui dopo così tanto tempo è perché lo ha già fatto….

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