Postato:

17 marzo 2013

Effetto Banca d’Italia sui bilanci delle banche

Le frasi pronunciate dal governatore Visco e da alcuni dei suoi diretti collaboratori avevano fatto intuire che la Banca d’Italia non fosse proprio convinta che la politica di accantonamento delle banche fosse adeguata rispetto alla situazione del portafoglio crediti deteriorati.

Imprese+Finanza aveva nei post precedenti sottolineato che la velocità di crescita dei crediti deteriorati era nettamente superiore a quella degli accantonamenti, situazione pericolosa tenuto presente che gli effetti della crisi sono ancora in atto e non esiste alcuna prospettiva di ripresa che giustifichi ottimismo.

Gli effetti della politica di rigore e austerità della vigilanza bancaria compaiono ora in piena luce nei bilanci 2012 che sono tutti in corso di presentazione.  Alla lettura dei numeri le rettifiche attuate nel 4° trimestre sono molto superiori a quelle del trimestre precedente, come si vede nella tabella preparata sui dati dei primi istituti di credito che hanno fatto comunicazioni al mercato.

elaborazione Linker su dati e comunicati stampa

Non ci sono motivi particolari per pensare che nel 4° trimestre i crediti si siano deteriorati molto più che nel trimestre precedente. Pertanto i maxi-accantonamenti di fine anno di Unicredit, Banco Popolare, UBI, BPER fino ad arrivare ai casi limite di Banca Marche (il confronto in assenza di trimestrale è sulla semestrale 2012) che ha decuplicato l’accantonamento.

Si dimostra quindi che le ipotesi che avevo fatto su una certa tendenza a sottovalutare i rischi di credito per esigenze di bilancio e vocazione alla distribuzione dei dividendi erano giustificate. La Banca d’Italia sta cercando di rimettere le cose al suo posto con ispezioni e rilievi sempre più invasivi per chi sperava di lasciare un po’ di briciole sotto il tappeto.

Dai dati comunicati al mercato BPER ha più che quadruplicato la quota trimestrale di rettifiche tra il 3° e il 4° trimestre, Banco Popolare 3,5 volte, Unicredit 2,5 volte e UBI Banca 2,2.  Molto sotto Intesa (1,2x) che continua ad accantonare sul portafoglio in bonis, ben sapendo che non è così in bonis come si crede. Personalmente credo che Intesa faccia bene a seguire questa politica prudenziale. Prima o poi farà la differenza.

more

Ti potrebbe interessare anche :


Leave a Reply

Twitter Users
Enter your personal information in the form or sign in with your Twitter account by clicking the button below.