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7 marzo 2013

Il paese dei furbi non ha più futuro

Gli articoli su questo blog che hanno messo in piena luce il problema dei pagamenti sono molto numerosi e non hanno mai fatto mistero che la velocità, la puntualità dei pagamenti sono forse IL PROBLEMA principiale della finanza per le imprese, per il meccanismo di trasmissione alla liquidità e anche per la dotazione di credito delle imprese che soffre di arretrati, ritardi e insoluti a pioggia. Quando si parla di pagamenti il problema in Italia è purtroppo duplice:

1) Lo Stato, i suoi enti e le sue unità economiche (in particolare nel comparto sanità) hanno accumulato un arretrato di 90 miliardi nei confronti del sistema imprese.

2) I pagamenti tra le imprese private sono effettuati con termini eccessivamente lunghi, rispetto a qualsiasi media europea, termini che oltretutto non vengono rispettati perché in Italia è normale pagare in ritardo. Nessuno si vergogna di farlo.

Potremmo anche aggiungere un terzo bacino che deriva dalla liquidità sottratta nei fallimenti e nelle procedure concorsuali in cui chi ha crediti esce con le ossa rotte, le banche in prima fila.

Oggi, 7 marzo 2013, non possiamo più dire che sia una giungla, perché nel 2012 lo stato ha varato leggi e decreti per porre fine a questa piaga, stabilendo che l’arretrato venisse smaltito attraverso una procedura di smobilizzo dei crediti che coinvolge le banche e per i futuri pagamenti ha varato una legge che recepisce una direttiva comunitaria e che prevede pagamenti in 30 giorni. Le leggi non vengono rispettate.

Imprese+Finanza ha messo tempestivamente in guardia i propri lettori che, nonostante le leggi, il problema non si sarebbe risolto facilmente, sia sul fronte dei debiti arretrati della PA, che su quello dei pagamenti tra privati.  E non si era sbagliato. La prova è come sempre la certificazione ufficiale che arriva dai quotidiani. Il Sole 24 Ore ha pubblicato tra ieri e oggi due articoli molto precisi.

 

Due articoli che certificano che in Italia le leggi non servono perchè vengono ignorate o aggirate, ben sapendo che non esiste un sistema di giustizia rapida e incisiva. Così il numero di furbi, siano essi i Comuni che fingono di non sapere che devono accreditarsi a un sistema pubblico per certificare online i propri debiti (!), siano esse le aziende private che continuano a pagare male e in ritardo come prima. Una conferma che arriva pochi giorni dopo il sondaggio promosso qui, che ha avuto poche risposte ma molto chiare (vedi box a destra).

A un certo punto dovremo renderci conto che questa proliferazione di furbi è malsana e conduce esattamente al disastro a cui siamo arrivati e probabilmente anche peggio.  Pochi furbi che aggirano la legge possono essere una tolleranza inevitabile, ma se la maggioranza crede di essere furba a spese del proprio vicino prima o poi questa massa di furbi e sleali dovrà fare i conti con un territorio bruciato.

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