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15 febbraio 2013

Il governo vede ma non provvede


Restiamo sulle tavole presentate dal ministro Passera all’incontro sui pagamenti di Assolombarda, perché ci sono alcuni riferimenti importanti -che non ho pubblicato ieri- sulla questione del credit-crunch. Riferimenti in base ai quali si comprende che il governo è perfettamente cosciente della stretta creditizia in atto, che ha un atteggiamento benevolo o quantomeno di comprensione verso i problemi del sistema bancario e che, nuovamente, non ha attuato provvedimenti di natura straordinaria per risolvere il blocco dell’erogazione dei crediti alle PMI.

Le tavole mostrano tutto chiaramente, nella prima sono state sottolineati in giallo i punti di rilievo:

Misure importanti, ma inutili

Il Governo ‘dice’ di avere adottato importanti misure. Peccato che:

– l’aumento della dotazione del Fondo di Garanzia, non sia servito a nulla. Il credito erogato dalle banche con la garanzia dello stato è calato di oltre il 2% nel 2012;

– la certificazione dei crediti, come ho scritto ieri, non funziona

– la direttiva sui pagamenti è stata adottata con partenza gennaio 2013 e sembra che lasci molte scappatoie a chi vuole continuare a pagare male e tardi

– l’accesso al mercato dei capitali è una barzelletta, perché come ampiamente dimostrato qui è riservato solo a grandi imprese e finora è stato utilizzato  in due o tre casi.

Rimane l’IVA per cassa che è effettivamente un provvedimento doveroso, in tempi di insoluti e ritardi di pagamento dovere anticipare l’IVA allo stato senza avere incassato un becco di un quattrino è a dir poco criminale.

Nelle tavole successive si vedrà l’atteggiamento ‘comprensivo’ verso il sistema bancario (non la pensano tutti così i piccoli imprenditori) e la fotografia della stretta creditizia.

Povere banche…

 

Repetita non juvant

Capito che il Governo ha in mano tutti gli elementi per vedere cause ed effetti del credit-crunch, risulta meno comprensibile che le misure prese siano state totalmente inefficaci e che non ci sia ancora un vero tavolo di esperti che stia studiando soluzioni diverse, né al ministero (che è in disarmo), né all’ABI (che ha appena cambiato presidente), né in Confindustria (che di credito si occupa solo nei convegni a quanto sembra).

Per cui questo blog rimane una delle poche voci che ripete incessantemente che occorre fare altro e trovare strade diverse per migliorare la situazione. Ci sono esempi all’estero (come il Funding for Lending Scheme in UK, la Kfw in Germania e qualcosina in Francia) ci deve essere volontà di adattare soluzioni alla situazione italiana.

Purtroppo repetita non iuvant.

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