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8 febbraio 2013

Fondo di Garanzia arma spuntata per il credito

Probabilmente sarò l’unica voce critica, o uno dei pochi, ma i dati presentati dal Ministero dell Sviluppo Economico sull’utilizzo del Fondo di Garanzia per l’accesso al credito delle PMI, non mi convincono e hanno l’aria di essere stati gestiti sapientemente per non fare capire come stanno le cose. Purtroppo i numeri si possono leggere e anche interpretare.

La conferenza stampa di ieri ha voluto esaltare i risultati positivi del 2012, ma se ci fate caso sia sul sito del ministero che nei lanci alle agenzie di stampa si parla quasi sempre di numero di imprese ammesse alla garanzia:

Chiude con un segno positivo l’operatività del Fondo Centrale di Garanzia per l’anno 2012. Il fondo gestito dal ministero dello Sviluppo economico per facilitare l’accesso al credito alle PMI ha fatto registrare un trend in crescita nel corso degli ultimi 12 mesi sia sul fronte delle richieste sia su quello delle operazioni ammesse:  sono state infatti presentate 62.069 domande (+3,5% rispetto al 2011) di cui 61.408 accolte (+ 11,2%). Il fondo ha così concesso 4 miliardi di euro di garanzie, che hanno a loro volta attivato circa 8,2 miliardi di euro di credito a favore delle imprese.

Perché non si fa nemmeno un accenno ai volumi di crediti garantiti nel 2011 rispetto a quelli del 2012? Consultando il rapporto allegato -che nuovamente cerca di confondere le idee spostando il tiro su numeri di richieste e volumi medi, lasciando in fondo le tabelle essenziali- si scopre che il Fondo di Garanzia ha erogato nel 2012 meno garanzie e finanziamenti del 2011. Come si vede dal grafico seguente che mette a confronto il 2011, il dato intermedio disponibile a fine maggio e il dato di fine 2012.

I finanziamenti totali concessi alle PMI sono calati nel 2012 di quasi il 2% e le garanzie rilasciate dal fondo dell’8,7%. Non un grande successo come si vuole far credere se l’obiettivo era quello di fare arrivare più credito alle imprese.  Considerando che la domanda non è certo calata, non resta che immaginare che il tasso di scarto delle operazioni da parte del sistema bancario sia cresciuto esattamente come è avvenuto per il credito non garantito dai fondi della legge 662.  Di questo calo non si trova praticamente traccia nell’annuncio, nel sito e persino nel rapporto completo. Ho dovuto calcolarlo.

In più desta qualche sospetto che nel periodo giugno-dicembre si sia realizzato un volume complessivo di finanziamenti di €5,5 miliardi pari a più del doppio di quanto fatto e dichiarato nei primi 5 mesi (€2,6 mld). Una vera corsa, di cui vi è qualche traccia nei grafici mensili contenuti nel rapporto, dove si notano gli strani picchi di giugno e settembre e un finale anno a ritmo più intenso.

Certo che i dati presentati da Confindustria su 11 mesi non lasciavano presagire neppure un quasi pareggio.

Ma soprattutto quello che manca nei mille dettagli del rapporto rilasciato dal Ministero è la distribuzione delle garanzie per classi di rating o rischio. Perché se ci fosse, vi garantisco che si vedrebbe assai bene come le garanzie del Fondo siano state utilizzate non tanto per fare accedere al credito imprese deboli, bensì per consentire alle banche di scaricare capitale anche su imprese con buon rating. Sulla percentuale garantita dal Fondo le banche hanno ponderazione di capitale pari a zero. E’ quindi molto semplice sostituire 100€ di credito con ponderazione di rischio 100%, con 100€ garantiti al 50% o al 70% con ponderazione di capitale a metà. Lo Stato, attraverso il Fondo ha sussidiato il rafforzamento di capitale delle banche, molto più che l’accesso al credito delle piccole e medie imprese.

Infine il vero motivo per cui considero il risultato volumetrico del 2012 un insuccesso totale. Perché il ministro Passera ha iniettato nel fondo 400 milioni e nel  disse al Corriere che questo avrebbe consentito di erogare 20 miliardi di credito aggiuntivo.

Altro che 20 miliardi, alla prova dei fatti sono stati 150 milioni in meno e non si venga a dire un’altra volta che ‘manca la domanda di credito e il cavallo non beve’.  Lo avevo anticipato e previsto nel post del 9 gennaio 2012 (“Credito, promesse e illusioni“). La colpa del ministro è quella di averci creduto e di avere usato i 20 miliardi per fare propaganda, non spetta a lui concedere il credito.

Chi si è mai posto il problema se il meccanismo di funzionamento del Fondo sia quello più adeguato al momento e alla riduzione del credit-crunch?  E con chi si è mai consultato?

 

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Pubblicato in: banche, credito
  1. Il Fondo di Garanzia non è di fatto funzionate ovvero, per accedervi è necessario apportare garanzie ed avere una situazione contabile buona.
    La concessione del credito dipende dalle Banche, l’attivazione di un fondo di garanzia non cambia le cose!
    Non vengono concessi crediti per accedere a finanziamneti che permetterebbero nuove assunzioni, per poche miliaia di euro!
    Il problema del credito credo che dipenda dal fatto che le Banche hanno cambiato mestiere… Spero che qualche tradizionalista ci sia ancora!

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