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1 febbraio 2013

In ABI è il turno delle piccole banche

Ieri il consiglio dell’Associazione Bancaria Italiana ha proceduto con urgenza a ratificare la nomina per acclamazione del nuovo presidente che sostituirà Giuseppe Mussari, travolto dallo scandalo del Monte dei Paschi e indagato per vari reati dalla procura di Siena. La scelta è caduta su Antonio Patuelli, attuale presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna e uomo di punta del gruppo delle piccole banche insieme a Camillo Venesio della Banca del Piemonte.

Chi è Patuelli?

Ecco la sua biografia tratta da Wikipedia:

Nato a Bologna il 10 Febbraio 1951. E’ Presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna Spa, capogruppo dell’omonimo Gruppo Bancario. Laureatosi nel 1975 in Giurisprudenza a Firenze con il massimo dei voti. Ha promosso un forte sviluppo dell’omonimo gruppo privato ed indipendente. Vice Presidente di ACRI, Associazioni di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, ne presiede la componente bancaria; componente del Consiglio e del Comitato Esecutivo dell’ABI dal 1998, ne è stato il Vice Presidente nei bienni 2002-2004 e 2006-2008 e Vice Presidente Vicario nel biennio 2010-2012.Dal 2001 fa parte del Consiglio e del Comitato di Gestione del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. E’ Vice Presidente di CartaSi Spa. E’ Cavaliere del Lavoro. Per due legislature è stato Deputato a Montecitorio, dove ha fatto parte delle Commissioni Tesoro e Bilancio, Agricoltura, Bicamerale per le Riforme Istituzionali (di cui ha presieduto il Comitato per le Garanzie Costituzionali), del Comitato per la Riforma delle Casse di Risparmio e della Giunta per il Regolamento. E’ stato, infine, Sottosegretario alla Difesa nel Governo Ciampi. E’ componente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura e di altri organismi culturali ed è Presidente dell’Accademia degli Incamminati e Consigliere dell’Accademia dei Georgofili. E’ titolare dell’Azienda Agricola di famiglia ed editorialista del Resto del Carlino, La Nazione, il Giorno.

Più interessante capire quale sia la realtà bancaria da cui proviene, magari per capire come imposterà la politica futura dell’Associazione in un momento di transazione così delicato sotto i profili degli equilibri del sistema bancario, che è ingranaggio all’attenzione della politica e delle future scelte di politica economica.

Cos’è la Cassa di Risparmio di Ravenna?

La Cassa di Risparmio di Ravenna è un piccolo gruppo bancario. La banca è nata il 1° marzo 1840. Il 1° gennaio 1992 vi è stata una importante trasformazione; la Cassa è divenuta una Società per Azioni controllata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. La Fondazione ha per scopo il perseguimento di finalità di assistenza e beneficienza, nonchè di utilità sociale; la Società per Azioni continua a svolgere le tipiche operazioni creditizie e finanziarie. Controlla un piccolo numero di partecipazioni tra cui la Banca di Imola e il Banco di Lucca e del Tirreno (vedi sotto).

Sotto il profilo dell’attività bancaria la CR Ravenna è un nano rispetto alle dimensioni dei grandi istituti. I grafici che ho preparato aiutano a capire l’aspetto dimensionale.

Con 4,7 miliardi di raccolta diretta e 4,2 miliardi di crediti alla clientela CR Ravenna è quasi 1/100 di Intesa SanPaolo e quasi 40 volte più piccola della banca del presidente uscente, MPS. Tra il 2010 e il 2011 ha tirato il freno come quasi tutte le altre banche: impieghi scesi del 4,2% (Intesa -0,6%, MPS -5,6%) e raccolta diretta in leggera flessione (-0,5%). Però è riuscita a migliorare leggermente la redditività operativa e l’utile netto (+8,7%) mentre già Intesa e MPS riportavano ingenti perdite (rispettivamente 8,2 mld. e 4,7 mld) a causa delle maxi svalutazioni degli avviamenti posti in bilancio nel passato.

elaborazione LINKER su dati di bilancio consolidato 2011

CR Ravenna presenta una redditività lorda migliore di quella delle grandi sorelle, misurata come margini da interesse e commissioni sulle masse di raccolta e impieghi: 2,20% contro il 2,07% di Intesa e 1,81% di MPS.  Il Tier 1 Capital è cresciuto poco ma alla fine del 2011 era al 10,3% esattamente a metà strada tra quelli di Intesa e MPS che avevano dovuto effettuare aumenti di capitale.

Il confronto che ritengo sempre più critico è relativo alla capacità di controllo del credito e all’assorbimento degli effetti della crisi sul conto economico e sul portafoglio crediti. E’ qui infatti che si vedono differenze rilevanti di performance e atteggiamento tra banche grandi e tra banche piccole. Altri quattro grafici mettono a nudo la situazione della Cassa di Risparmio di Ravenna:

1. nel primo grafico in alto a sinistra si vede come la CR Ravenna abbia un livello di crediti problematici di gran lunga inferiore a quelli di Intesa e MPS in percentuale sui crediti alla clientela

2. il secondo grafico, letto in senso orario, mostra il primo problema: i crediti deteriorati della piccola banca di Ravenna crescono precipitosamente, addirittura del 50% tra 2010 e 2011, una delle crescite più rilevanti del sistema, rispetto al +13% di Intesa e +17% di MPS.

3. nel terzo grafico in basso a destra si nota come il tasso di crescita delle rettifiche su crediti sia largamente inferiore al tasso di crescita di sofferenze e incagli. Come per MPS attorno al 13% ma i crediti deteriorati di MPS erano cresciuti solo al 17%. Intesa sta invece perseguendo una politica di forte costituzione di riserve su crediti.

4. nell’ultimo grafico si vede come la Cassa di Risparmio di Ravenna abbia una copertura del portafoglio crediti a rischio molto inferiore a quella delle due grandi banche, anche se il 25% non è dissimile dai tassi di copertura di altre grandi banche come Banco Popolare e UBI tutte tra il 25% e il 28% alla fine del 2011.

I numeri evidenziano la migliore tenuta reddituale e sulle masse della piccola banca di territorio, ma dall’altro lato la grande fragilità del portafoglio crediti sottoposto alle pressioni fortissime della crisi delle imprese e delle famiglie.

Ci si può aspettare dal nuovo presidente ABI una maggiore attenzione e iniziativa sul fronte delle ricette per il contenimento delle sofferenze e la gestione delle ristrutturazioni?

E’ auspicabile perché nella lunga gestione Mussari di iniziative e idee su questo fronte ce ne sono state poche. Senza dimenticare che in questo momento l’idea di costituzione di una bad bank di sistema su cui fare confluire le sofferenze sta prendendo quota, sempre perché l’impressione è che le banche zavorrate da un portafoglio deteriorato facciano troppa fatica a fare ripartire il credito al passo che servirebbe.

Patuelli, nonostante i suoi trascorsi politici nel governo Ciampi, non è personaggio noto. Al punto che qualcuno ieri è riuscito persino a sbagliare il suo nome nel lancio della nomina a presidente ABI e Patuelli è diventato Patuanelli…

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