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1 febbraio 2013

Chi sbaglia incassa (in banca)

Consiglio la lettura del documento pubblicato dalla Banca d’Italia il 28 gennaio e intitolato ‘Principali interventi di vigilanza sul gruppo Monte dei Paschi di Siena‘ che raccoglie in 7 pagine sintetiche tutta la sequenza di interventi, prima segreti, ora resi pubblici per scagionare la banca centrale dall’accusa di mancata sorveglianza che da qualche parte gli è stata contestata. Si può capire come mentre in superficie tutto sembrasse normale, la situazione della terza banca del paese fosse caratterizzata da una grande tensione e preoccupazione sulla liquidità. Sì, sulla liquidità, che per una banca è la frontiera a cui non si dovrebbe mai arrivare.

Tra le righe alquanto drammatiche del rapporto tra gli organi di vigilanza e i vertici del MPS si trova anche questa chicca a pag.4 riferita al siluramento del direttore generale Antonio Vigni (nella foto):

Il documento fornisce la prova che un Direttore Generale ritenuto non all’altezza del suo compito, al punto di avere messo a rischio fallimento la banca, viene liquidato con una buonuscita di 4.000.000 euro e seppure la massima autorità di vigilanza si ribelli e apra una procedura sanzionatoria i vertici della banca MPS procedono ugualmente nello staccare un assegno milionario. Questa è la ‘peggiocrazia‘ di cui i vertici della banca si sono macchiati e che si oppone alla meritocrazia che tutti auspichiamo.

Non è un caso isolato in finanza, perché nemmeno a farlo apposta, ieri è uscita una notizia simile legata alle dimissioni forzate di Bob Diamond, CEO di Barclays, travolto anche lui da uno scandalo, quello dalla manipolazione del Libor che ha causato una multa alla banca di 290 milioni di sterline. A Diamond sono stati pagati un bonus di 2,7 milioni di sterline, oltre ai 17 milioni che aveva già intascato al netto di 5,7 milioni di tasse pagate dalla banca.

 

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Pubblicato in: banche

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