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25 dicembre 2012

Buon Natale all’Italia

I pacchetti sotto l’albero di Natale di quest’anno sono pieni di speranze per un futuro migliore. Moralmente perché questo paese ha assistito pubblicamente a troppe schifezze da parte di corruttori e corrotti, da parte di politici senza scrupoli e, diciamolo, anche da parte di molti cittadini che non hanno la più pallida idea di cosa significhi vivere in una comunità e comportarsi civilmente. Un futuro economicamente migliore perché la morsa della crisi comincia a farsi sentire, prima di tutto sui tanti che hanno perso il lavoro, poi sulle micro e piccole imprese e si trasmette in centri concentrici lasciando indenne solo una piccola parte di questo paese che continua a godere ed esibire la propria agiatezza. Speranze per i giovani che assistono senza sempre capire allo sgretolamento del loro futuro in un paese che senza riforme profonde si rivelerà inospitale per i talenti, scarsamente meritocratico e soprattutto spento sul fronte del cambiamento e dell‘innovazione, anche perché dominato da una gerontocrazia che si è incollata alle sedie del potere e non lascia spazi alla crescita delle nuove generazioni.

Anche io desidero contribuire ad arricchire l’albero di Natale dell’Italia con alcuni regali, che spero tanto possano essere utili da qui in avanti.

Il primo regalo all’ex-primo ministro Mario Monti, visto che alla vigilia di Natale lui ha offerto all’Italia la sua roadmap, la sua agenda per un ‘Italia migliore. Me la sono letta, la rileggerò ma comunque l’anno passato a seguire le difficili mosse dell’uomo chiamato a fare presto è stato sufficiente per capire che avere le idee chiare sulle cose da fare non è sufficiente per guadagnarsi il rispetto e il consenso incondizionato dei cittadini. Perciò a Mario Monti, che è un attento lettore di  pubblicazioni inglesi, più che della produzione italiana, nel pacco dono ho messo un vecchio articolo della Harvard Business Review ‘What makes a leader’ di Daniel Goleman, il primo che ha sviluppato una serie di teorie manageriali e non attorno al concetto di emotional intelligence. Se davvero pensa di volere guidare gli italiani verso la terra promessa senza sporcarsi le mani in una defatigante campagna elettorale, senza conquistare i voti nelle piazze, può sempre imparare qualcosa che gli manca: la capacità di proiettare le speranze nel futuro parlando al cuore degli italiani, quella parte che nei secoli ha sempre reagito, a volte nel bene a volte nel male, ma ha sempre risposto.

Il secondo regalo va a Pierluigi Bersani, l’uomo che rimanda in continuazione l’appuntamento con la poltrona di primo ministro e che in queste ore sta meditando amaramente il da farsi di fronte al nuovo rischio che si profila, di essere superato sul filo di lana delle elezioni 2013 proprio da un Mario Monti che non scenderà mai nelle piazze a cercare voti come ha fatto lui da Bettola per tutta l’Italia, come hanno fatto gli sfidanti alle primarie Renzi, Vendola, Tabacci e Puppato. A Bersani, che usa un linguaggio molto colorito e molto distante da quello del suo probabile sfidante, sfoggiando una modalità di comunicazione ricca di metafore che lo rende spesso oggetto di ironia, regalerò il prototipo di un nuovo modello di autovettura da lui citato in discorso recente: l’auto con il tacchino sul tetto (che a voi faccio vedere in anteprima). Per evitare in tempo che il nuovo tentativo della finestra diventi una seconda gioiosa macchina da guerra, che brucia ancora nei ricordi.

Il terzo pacco dono è per il prossimo ministro dello sviluppo economico, che si dovrà confrontare seriamente con il problema della crescita economica, che sarà bene scriverlo sul fiocco, passa per la crescita di un sistema d’impresa costituito al 95% da piccole e medie imprese. Ecco, se il futuro ministro vorrà avere successo credo dovrà capire che senza aiuto questo 95% del paese uscirà dalla crisi con le ossa rotte. Poiché mi è chiaro che aiuto non significa sussidio o agevolazione, e che lo Stato non ha soldi da spendere per salvare le piccole imprese, al futuro ministro suggerisco di usare la sua intelligenza. Ma prima di decidere cosa fare e cosa non fare può farsi accompagnare da qualcuno a capire come stanno le cose veramente nelle piccole imprese, di cosa hanno bisogno per ricrescere e per ristrutturarsi: semplificazione, riduzione della ossessiva e irragionevole pressione fiscale, modalità di indebitarsi con le banche in modo da non farle poi piangere per le sofferenze, supporti manageriali esterni per provare le strade del mondo (la chiamano internazionalizzazione, ministro. Si ricordi le promesse di cambiare l’ICE rimaste lettera morta), o per provare a crescere mettendosi insieme a colleghi imprenditori nelle reti o nelle vere aggregazioni. Ma prima di fare un giro tra le piccole imprese disperate, si prepari a quello che troverà, magari leggendo il blog de @lavvelenata. Se riesce ad accettare che quello che c’è scritto sia la realtà che deve affrontare e correggere, allora può salire in auto (ma senza autista e auto blu) e partire per il suo viaggio alla scoperta del mondo della piccola impresa.

Il quarto pacco sotto l’albero è per tutti gli italiani, che non possiamo lasciare senza un pensierino. A tutti gli italiani che hanno ripreso il gusto di partecipare alla vita politica, andando a votare alle primarie, scrivendo su Facebook o su twitter, ironizzando e protestando, ma partecipando. Agli italiani vorrei solo regalare la capacità di essere un po’ più nordici, un po’ più tedeschi perché criticare gli errori dei politici è facile oggi, ipotizzare da commissari tecnici quali debbano essere le cose da fare in campo è ancora abbastanza facile. Usare il voto scegliendo i propri candidati è già un po’ difficile (cominciando a leggere i programmi e a fare domande), ma ciò che è davvero difficile per gli italiani è cambiare il modo con cui il giorno dopo affrontano la vita con i propri concittadini. Moralizzare la politica non esclude moralizzare i piccoli comportamenti quotidiani. Dopo avere strigliato i politici ricordatevi che, ad esempio, parcheggiare in seconda fila o bloccare un tram con la propria auto è una violenza agli altri cittadini, tanto odiosa quanto le tasse che lo stato ci sta imponendo per i furti dei politici e degli evasori.

Ai milanesi, miei concittadini, ricordo che se non se sono accorti, i due ultimi sindaci hanno riempito la città di biciclette low-cost e che lamentarsi del costo della benzina da un lato e poi intasare le strade della città per spostarsi anche di un chilometro è un’idea poco intelligente.

Dimenticavo, un ultimo regalino a un ministro che ha iniziato la carriera piangendo in parlamento sulla riforma delle pensioni e ha finito sempre in parlamento tappandosi le orecchie per non ascoltare le critiche dei deputati della Lega, passando per una serie piuttosto lunga di intolleranze alle domande dei giornalisti e alle contestazioni di chi non ha visto nella sue riforme un grande regalo. All’ex ministro Fornero nel pacchetto tutto rosa ho messo un paio di graziose cuffie da indossare ogni volta che qualcuno le dirà qualcosa di sgradito.

Buon Natale Italia

 

 

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to “Buon Natale all’Italia”
  1. Caro Bolognini,
    sottoscrivo pienamente il suo appello agli italiani ad essere un pò nordici, più tedeschi!
    Saremmo cosiì un pò più civici, un pò più efficienti, un pò più aggragati, e soprattuto un pò più onesti!!!
    Ai politici, di integrare le loro segreterie-bortaborse-ecc. con dei cacciototi di idee , soprattuto di quelle che nascono dall’estero per l’estero.
    Non avendo nessuna catena commerciale all’estero, non avendo nessuna struttura contro la contraffazione, non avendo soprattuto nessuna presenza nelle varie lobby di Public Affairs internazionali, dovrebbero cercare di essere un pò più “inteligentemente” disponibili.
    In questo contesto ripropongo un progetto che non costerebbe economicamente nulla, se non quello di volere semplicemente iniziare a promuovere una rete di imprese, come lo è appunto V.I.E. VETRINE ITALIANE ESTERO :
    – per competere associativamente all’estero;
    – per combattere la contraffazione. Ben 3 prodotti alimentari su 4 sono falsi Made in Italy.
    Il FALSO ad ottobre in Italia ha quotato ben 7MLD, immaginiamoa quanto all’estero!
    Noi e gli altri : a Parigi in novembre hanno organizzato il MIF, un expò per sostenere in VERO Made in France!
    Buon Natale Italia!

  2. Auguri dott.Bolognini per le accurate analisi che produce e per gli spunti sempre interessanti che fornisce nei suoi interventi.

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