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16 novembre 2012

La montagna che deve scalare il Monte

Si parla molto in questo periodo della banca di Siena perché sta affrontando il momento più difficile della sua storia centenaria con un piano lacrime e sangue che deve raddrizzare una situazione molto difficile sotto vari profili: il capitale, la redditività, l’eccesso di personale.

Purtroppo anche la situazione del portafoglio crediti è parte del set di problemi che il duo Profumo-Viola deve aggredire. Seguendo la stessa metodologia usata nell’analisi della situazione di Intesa e Unicredito si può fare qualche osservazione anche sulla posizione di MPS:

Nel periodo 2009-2012 i crediti alla clientela sono leggermente cresciuti nel 2010, si sono stabilizzati nel 2011, invece nei primi nove mesi dell’anno sono scesi di quasi l’8%. A questo calo fa da contraltare la crescita prepotente dei crediti deteriorati che si impennano fino a un valore indice di 164 in 3 anni. All’interno dei crediti deteriorati le sofferenze sono cresciute del 54%.

Ora MPS ha 145 €mld. di crediti verso clienti dei quali 28,3 €mld. pari al 19,5% sono stati classificati a rischio. Facendo un rapido confronto con Intesa SanPaolo si può notare la differente qualità del portafoglio di MPS.

Nella presentazione agli analisti MPS si difende non negando il problema del forte aumento di incagli e sofferenze, ma facendo notare che il grado di copertura del portafoglio problematico è ancora tra i più alti del sistema bancario. A fine settembre gli accantonamenti su questo portafoglio erano pari a 10,8 €mld., vale a dire il 38,4%.  E’ vero però che il calo della redditività e la necessità di conservazione del capitale hanno frenato anche la politica degli accantonamenti che fatica a seguire il ritmo di crescita del portafoglio deteriorato come si può vedere dal prossimo grafico:

Per la prima volta nel 2012 il tasso di crescita delle rettifiche scende al di sotto del tasso di crescita del portafoglio deteriorato e infatti il grado di copertura si abbassa da 41,5% a 38,4%.  Per contro si può vedere come sia diversa la politica di copertura adottata da Intesa:

Nel triennio 2010-2012 Intesa stanzia rettifiche a un ritmo superiore all’aumento del portafoglio deteriorato e inizia a rallentare in questi ultimi 2 trimestri.

Questi grafici e numeri spiegano la spasmodica attenzione del nuovo management nel rafforzamento del presidio e dei processi del credito che è una delle azioni prioritarie evidenziate nel piano industriale. La crisi economica e il prolungarsi anche nel 2013 -come lo stesso governatore Ignazio Visco e Alessandro Profumo hanno voluto sottolineare di recente- non aiutano MPS a uscire velocemente da questa trappola. Se i crediti sono stati erogati con una certa mancanza di controllo in passato, ora è difficile evitare l’impatto dell’aumento del rischio e la banca, purtroppo, è come una portaerei che si può virare molto lentamente.

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