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12 novembre 2012

Impresa rischiosa? No, grazie

Un’altra conferma sullo spostamento delle politiche creditizie della banche italiane è contenuta nella pubblicazione periodica della Banca d’Italia, Economie Regionali, n.24 di novembre fresca di pubblicazione. Nell’approfondimento n.6 sull’evoluzione dei rapporti tra banche e imprese, la banca centrale non usa mai la parola ‘partnership’ ma più crudamente rappresenta graficamente i fenomeni che caratterizzano l’erogazione del credito sempre più in calo verso le imprese. L’analisi condotta insieme a CERVED ha toccato un maxi-campione di circa 300.000 imprese e ha prodotto queste due fotografie.

Credito tolto alle imprese rischiose

fonte: Banca d'Italia - Economie Regionali, n.24

Negli ulti 3 anni il calo più evidente del credito alle imprese si è concentrato su imprese ‘rischiose‘, che come leggete nella nota sono tali in quanto battezzate a rischio alto sulla base del rating di CERVED (basato sul bilancio e sul settore, in quanto non si può immaginare che CERVED abbia informazioni qualitative). A Nordovest, Nordest e nel Centro Italia il calo su questa categoria di imprese supera l’8%, un valore molto elevato. Se le banche avessero imparato a distinguere le imprese a rischio da quelle a basso rischio tutto ciò sarebbe giusto, con o senza Basilea2.  Purtroppo il flusso di crediti deteriorati, come già detto fa venire dubbi sull’efficacia degli attuali sistemi di rating nell’individuare imprese rischiose. In ogni modo, chi ha rating scadenti sappia che è nel mirino per una bella riduzione dei fidi se non si da da fare.

Le banche grandi sono più rigorose (e meccaniche)

fonte: Banca d'Italia, Economie Regionali n.24

La seconda fotografia distingue nel comportamento verso le imprese rischiose tra le prime 5 banche (Unicredit, Intesa, MPS, UBI, Banco Popolare) e il resto del sistema bancario. I grafici nelle 4 aree geografiche danno un’immagine precisa del diverso comportamento al Nord. La ritirata dal segmento delle imprese rischiose è dura e precipitosa: oltre il 12% di riduzione negli ultimi 12 mesi. Al Centro siamo al 10%, ma stranamente le banche minori sono sulla stessa velocità di rientro, mentre al Nord le banche minori stanno rientrando (non è che stiano erogando al posto delle grandi…) a ritmi inferiori, tra il 5% e il 7%.  Spiegazione quasi ovvia: i sistemi di rating testati da più tempo e il maggiore rigore disciplinare nella rete delle filiali delle grandi banche stanno dando un’accelerata al rientro dal rischio, senza se e senza ma.

Conclusioni

Due piuttosto ovvie:

• se la vostra impresa piccola o grande che sia, ha un cattivo rating il destino è più o meno segnato. Fate qualcosa e velocemente per migliorarlo se è possibile o preparatevi a vivere con meno credito bancario, sempre se possibile.

• se avete imprese con rating rischiosi e linee di credito dalle 5 principali banche state ancora più all’erta. Se non sono ancora arrivati, arriveranno a chiedere indietro le linee di fido che vi avevano dato quando le cose andavano meglio o quando non avevano i rating.

• se la banca non vi dice che rating avete, arrabbiatevi perché questa è una questione di vita o di morte

una meno ovvia:

• da dove prendiamo la fiducia che le banche, grandi e piccole, sappiano distinguere il rischio effettivo dell’impresa?
Non nel rating che molte volte si sbaglia e pure di grosso, non nella preparazione media dei dipendenti, a cui viene chiesto di fare altro nella giornata lavorativa che non diventare un esperto di valutazioni aziendali e molte volte delega la lettura del bilancio ad altri. E se le banche si sbagliassero? Non c’è una corte d’appello, è semplicemente meglio prepararsi anche ad essere un’impresa incompresa con meno credito.

 

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