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25 ottobre 2012

Il credito ai privati e la siccità

Ogni tanto è utile accorgersi che le proprie opinioni sono condivise anche da altri esperti e commentatori della materia economica e finanziaria. In particolare sulla questione credito all’economia reale questo è il parere autorevole di Mario Seminerio, noto anche come @phastidio, nome d’arte che deriva dal suo blog Phastidio.net di cui sono costante lettore come tanti. Cosa dice Seminerio oggi sui dati appena usciti dalla Banca Centrale Europea, che mostrano ancora contrazione di offerta di credito da parte delle banche in Europa e in Italia?  Per non rubarvi il piacere di leggerlo sul suo blog, vi fornisco il link  a ‘Prosegue la siccità di credito ai privati‘ e gli ultimi 2 paragrafi che sono allineati al mio pensiero:

Ancora brutte notizie, invece, per il credito a privati, anche nel nostro paese: i crediti in forma di obbligazioni private calano di 4 miliardi, e quelli verso istituzioni non finanziarie ed “altri settori” (cioè imprese e privati), calano di complessivi 16 miliardi nel mese.

Sintesi? L’offerta di moneta cresce solo per effetto dell’aumento dei crediti bancari verso le amministrazioni pubbliche, massimamente sotto forma di acquisto di titoli di stato. Il credito a privati continua a calare a passo rapido, verosimilmente sia per calo della domanda “pura” che a causa del fatto che le banche mantengono standard creditizi stretti, vista l’esigenza di ridurre il rapporto prestiti/depositi. La strada è ancora molto lunga ed impervia.

Nella stessa giornata un’analisi di Mediobanca punta il dito sui bilanci bancari italiani zeppi di sofferenze e incagli, ma anche questo chi legge Imprese+Finanza lo sapeva già.

Mediobanca: banche, +141% crediti dubbi in 6 anni, al 7,2% del totale

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 25 ott – Le banche italiane hanno registrato un aumento dei crediti dubbi del 141% tra il 2005 e il 2011 (+15,8% medio annuo) a un totale di 143,5 miliardi di euro (da 59,5 miliardi), pari al 7,2% del totale nel 2011 contro il 3,9% del 2005. E’ quanto emerge dalla pubblicazione ‘Le Principali Societa’ Italiane’ dell’ufficio studi di Mediobanca. In sei anni i crediti alla clientela (imprese e famiglie) sono aumentati di quasi il 32% (+4,7% medio anno), passando da 1.523 a 2.006 miliardi di euro e sono affluiti all’economia 483 miliardi netti, cioe’ il saldo tra nuove erogazioni e rimborsi, pari in media a 80,5 miliardi l’anno. Nel 2011, tuttavia, sono arrivati appena 4,2 miliardi in piu’, pari ad appena il 5,2% del totale dei sei anni, con un incremento rispetto al 2010 solo dello 0,2%. I crediti in bonis hanno segnato nel 2005-2011 una crescita inferiore a quella dei crediti complessivi (4,1% medio annuo) e nel 2011 sono diminuiti dello 0,6% sul 2010 (-12 miliardi circa), mentre i crediti dubbi sono aumentati del 12,8% (+16,3 miliardi). Particolarmente elevata la dinamica delle sofferenze, cresciute nei sei anni del 162% (+17,4% medio annuo), mentre gli incagli sono aumenti del 125,2% (14,5%). I crediti dubbi sono calati nel 2006 (-10,6%) e 2007 (-1,8%), poi dal 2008 e’ iniziata un’ascesa a doppia cifra che inizia con il +28,4% nel 2008, prosegue con il +66,1% del 2009, il +13,7% nel 2010 fino al +12,8% nel 2011. A fine 2011 le sofferenze hanno un peso superiore tra i crediti dubbi rispetto al 2005 (40,7% contro il 37,4%), arrivando a 58,4 miliardi per il sistema, mentre e’ diventato piu’ leggero il peso degli incagli, passato dal 40,5% del 2005 al 37,9% del 2011, a 54,3 miliardi.

Mediobanca, con il suo ufficio studi ha solo ratificato uno dei problemi più seri dell’industria bancaria italiana e come io stesso ho scritto oggi, il carico di sofferenze e incagli può determinare maggiore o minore velocità commerciale nel futuro. Per il resto avere già spiegato da tempo la dinamica dei crediti deteriorati mi ha fatto guadagnare qualche punticino sui social network!

 

 

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