Postato:

11 ottobre 2012

Pagamenti puntuali… in ritardo

Le anticipazioni sul decreto varato in piena notte dal consiglio dei ministri avevano alimentato qualche speranza nel popolo delle imprese sull’approvazione anche in Italia della direttiva comunitaria sui pagamenti puntuali (a 30 giorni o al massimo 60). Invece evidentemente ancora una volta si è deciso di rimandare il provvedimento, i cui effetti sulle finanze pubbliche già disastrate si farebbero sentire. Almeno questo si può dedurre da quanto riportato oggi dal Sole24Ore:

Salta la norma sui debiti Pa: le nuove regole in un decreto ad hoc a novembre

Sarà un decreto legislativo “leggero” che vedrà la luce entro i primi giorni di novembre a sciogliere il nodo dei tempi di pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, oltre a quelli tra imprese. L’obiettivo – come confermato anche ieri dal ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, durante la convention del gruppo cooperativo Cgm a Mantova – è quello di «rispettare la scadenza del 15 novembre». Una data stabilita dalla legge sullo statuto di impresa (la 180/2011) che oltre a prevedere la delega ad hoc per il Governo anticipa di quattro mesi – a metà novembre appunto – l’introduzione delle regole europee sui tempi massimi per saldare le fatture che secondo la direttiva Ue 2011/7 vanno recepite al più tardi entro il 16 marzo 2013.
Il Governo, dopo aver tentato di inserire i nuovi paletti sul saldo delle fatture (in particolare 30 giorni per la Pa con deroghe a 60 giorni) nella bozza del Ddl stabilità, ha deciso dunque di tornare sui suoi passi. Nel comunicato stampa finale di martedì notte Palazzo Chigi ha infatti deciso di non intervenire più con la legge di stabilità, confermando la «volontà di esercitare la delega conferita dal Parlamento al Governo nell’ambito della legge dello statuto dell’impresa». Un modo, questo, per velocizzare una partita che da tempo viene rinviata e che sta molto a cuore alle imprese soffocate dalla crisi di liquidità.

Dunque la decisione che dovrebbe riportare l’Italia nel novero dei paesi dove una fattura si paga entro i termini pattuiti è rimandata, apparentemente di solo 15 giorni. Effettivamente il ministro Passera sembra essere consapevole del problema e avere preso un preciso impegno pressato dal commissario EU Tajani e da Raffaello Vignali padre dello Statuto delle Imprese, entro cui è previsto anche il pagamento puntuale. Nella recente approvazione del decreto sull’agenda digitale va riconosciuto al ministro Passera di avere quasi rispettato l’impegno sui tempi (entro l’estate). Il recepimento a novembre è in anticipo rispetto alla scadenza ultimativa della Comunità Europea (marzo 2013), ma abbondantemente in ritardo rispetto alle necessità delle imprese, che reclamano la direttiva da parecchi mesi.

Mentre le imprese aspettano fiduciosamente, due piccole annotazioni:

1) pagamenti della PA. Anche qualora il decreto o la legge di recepimento fossero approvate non mi farei grandi illusioni sul fatto che il rispetto dei termini di pagamento ‘breve’ siano applicati ai pagamenti arretrati. Se lo Stato e le amministrazioni locali dovessero correre a pagare entro 30 giorni un arretrato stimato in circa 90 miliardi di euro è evidente che il banco salterebbe subito, perché i mezzi finanziari non ci sono. Pertanto è assolutamente probabile che l’obbligo di pagamento scatti dal 2013 solo sui nuovi contratti. In presenza di casse vuote negli enti (fortunatamente non tutti) o dei patti di stabilità mi viene da pensare che gli acquisti della PA saranno molto più ridotti del passato, contribuendo a rallentare ulteriormente la crescita economica. Di questo effetto non ho letto alcuna stima, mentre negli articoli che parlano del recepimento della Direttiva si fa sempre confusione tra il nuovo e l’arretrato.

2) pagamenti tra imprese. Come dice lo stesso articolo del Sole (“Un tetto a cui possono arrivare anche i pagamenti tra imprese e che potrà essere superato nel caso ci sia accordo tra le parti.“) preoccupa non poco la seconda parte della frase. Tenendo presente lo sbilanciamento nel potere contrattuale tra piccole e grandi imprese mi sembra probabile che l’accordo tra le parti per lasciare i pagamenti a 90 giorni, ma anche a 120 possa essere frutto di pressioni commerciali del tipo ‘o accetti o troviamo altri fornitori’. E su questa eventualità penso che invece la legge non debba prestarsi ad equivoci e lo Statuto delle Imprese debba garantire alle piccole imprese una parità di trattamento che può rivelarsi importante in questa situazione di cronica carenza di liquidità.

Come dice il proverbio, a pensare male si fa peccato ma quasi sempre si indovina.

more

Ti potrebbe interessare anche :


to “Pagamenti puntuali… in ritardo”
  1. quello che già succede con la PA è il costume di far ritardare la fatturazione. Mi spiego, ho un cliente che ha fatto un lavoro per la nevicata di febbraio 2012, il comune gli ha detto di non fatturare ancora, è evidente che quando gli sarà consentito di fatturare il comune pagherà dopo 30 giorni. Si è risolto qualcosa??
    Ricordiamoci che siamo in Italia. Come qualcuno più famoso di me disse “Governare gli italiani non è difficile, è inutile”.

Leave a Reply

Twitter Users
Enter your personal information in the form or sign in with your Twitter account by clicking the button below.