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12 settembre 2012

Migliorano i conti delle banche

In almeno uno dei post precedenti avevo previsto che il sistema bancario avrebbe mostrato conti positivi nel 2012 nonostante tutti i problemi di cui soffre. Miglioramento in particolare sul fronte dei ricavi derivanti dal margine d’interesse derivante dalla differenza tra quanto le banche pagano il denaro (a clienti, altre banche e investitori in obbligazioni) e quanto addebitano sui prestiti alla clientela. La previsione si è avverata abbastanza puntualmente, anche se rimane il grosso dubbio che una parte del miglioramento nel margine da interesse delle principali banche abbia a che fare con l’arbitraggio consentito dalla BCE tramite le operazioni LTRO: prendere fondi a 1% dalla BCE pagare la garanzia dello Stato e investire in BTP al 4-5%. Operazione fatta da praticamente tutte le grandi banche italiane.

Sul fronte dei crediti alla clientela oramai non sorprende più nessuno constatare che non c’è crescita, anzi spesso e volentieri compare il segno meno nel confronto tra 2012 e 2011.  Ora, a rigor di logica, se il monte crediti si riduce ugualmente dovrebbe ridursi il ricavo da interessi applicati al monte crediti. Non è andata così nei primi sei mesi dell’anno praticamente per nessuna delle 7 principali banche italiane. Infatti in quasi tutti i casi i crediti verso clientela sono scesi, ma il margine d’interesse è salito. Come è stato possibile? In parte già detto, è stato l’aiuto della BCE per sostenere la liquidità ma anche rimpolpare i profitti nel breve periodo. L’altra parte, forse prevalente deriva dall’aumento degli spread (attivi per le banche e passivi per imprese e famiglie). Quale banca ha fatto meglio questa azione di recupero dei margini? Cerco di semplificare la risposta con un grafico che mette a confronto le variazioni del monte crediti delle sette sorelle con la variazione del margine d’interesse.

fonte: elaborazione LINKER su bilanci semestrali consolidati

Ora un aiuto nella lettura:

– delle 7 banche solo il gruppo BPER ha aumentato il monte crediti alla clientela tra giugno 2011 e giugno 2012. Tutti gi altri sono dimagriti con la punta record di UBI (-7,2%)

– la linea obliqua che taglia il grafico aiuta a separare le banche che hanno aumentato i ricavi da interessi più di quanto abbiano aumentato il monte crediti. Come vedete tutte tranne Unicredit, anomalia che richiederebbe qualche approfondimento (ricordiamoci sempre che il bilancio consolidato di Unicredit contiene anche banche in Germania, Austria e Polonia).  Per  le altre cinque banche il calo dei crediti alla clientela non ha portato cali nel margine, per UBI il calo del margine è stato dell’1,6% molto inferiore al calo del monte crediti.

– la BPM, e forse questo spiega il favore con cui alcuni analisti guardano il titolo, è stata il campione di questa operazione: meno 2,3% sui crediti a clientela, +9,3% sul margine da interesse. Quasi miracoloso. Buoni anche i risultati di Intesa e Banco Popolare con aumenti nel margine rispettivamente del 5% e del 3,2%.

Alla luce della decisione odierna della corte costituzionale tedesca che conferma la possibilità della BCE di manovrare sul mercato primario dei titoli di stato per calmierare gli spread, se fosse necessario, tutto il comparto bancario dovrebbe avere davanti a sé mesi di tranquillità per stabilizzare i conti e ritrovare efficienza. L’andamento del margine d’interesse anche in assenza di nuove operazioni favorevoli della BCE non dovrebbe più preoccupare. Rimangono quindi da sistemare la qualità del credito (ancora troppe sofferenze e incagli in entrata) e l’andamento delle commissioni. Se non ci saranno imprevisti o scossoni le quotazioni delle banche dovrebbero gradualmente riprendersi e potrebbero però evidenziarsi strategie e risultati divergenti sul mercato come in fondo questo stesso grafico ha illustrato.

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