
Le buone idee non mancano se ci si guarda in giro.
Il CEO di Santander UK, Ana Botín, ha appena lanciato un nuovo programma che prevede di collocare laureati dalle migliori università inglesi all’interno di PMI inglesi con programmi di stage prolungati.
Il programma è volto a promuovere imprenditorialità in collaborazione tra la banca e le università partner e punta a valorizzare il beneficio per studenti del 3° anno o appena laureati di un’esperienza lavorativa in una piccola e media impresa, fornendo a queste piccole imprese un’iniezione di talenti e competenze non facilmente ottenibili con le scarse risorse a disposizione. Santander collaborerà con le le università per individuare studenti e PMI che possano beneficiare al massimo di questo schema fornendo le attività di placement, di project-management e un contributo al salario pagato agli studenti o neo-laureati.
Ana Botín ha commentato così: “La disoccupazione giovanile e in particolare quella dei neolaureati è uno dei problemi principali per l’economia britannica. Noi speriamo che il nostro programma che offre stage per 500 studenti nelle PMI possa offrire alla comunità dei laureati l’opportunità di farsi un’esperienza fondamentale sui luoghi di lavoro, aprendo anche gli occhi sulla possibilità di lavorare per piccole imprese e non solo per quelle grandi. Le PMI non hanno mai cercato di entrare in competizione con le grandi imprese quotate sul mercato dei neolaureati, perciò ci auguriamo che questa iniziativa possa dare a un gruppo sempre più ampio di PMI il vantaggio di acquisire giovani talenti.
Le università sono il motore del progresso e dell’innovazione e hanno un ruolo primario nell’incubazione delle imprese del domani. Santander è orgoglioso di sostenere e riconoscere le capacità di questi studenti attraverso il programma Entrepreneurship Awards, e di annunciare la destinazione di altri £1,5 milioni a supporto delle università britanniche, che si aggiungono ai 5,5 milioni in UK e ai 120 milioni nel mondo spesi quest’anno.”
Considerando la facile ironie su bocconiani e piccoli imprenditori e il difficile incontro tra giovani imbottiti di teoria dai banchi universitari e il mondo delle PMI, il programma di Santander presenta molti vantaggi e replicarlo su scala anche più ampia in Italia sarebbe un’eccellente idea.
Se posso aggiungere, la banca trarrebbe molti vantaggi se mandasse a lavorare nelle PMI per un periodo sufficientemente ampio i più promettenti giovani da inserire poi nella struttura commerciale che segue proprio le piccole imprese. Sono certo che con questo bagaglio di esperienza e di vita d’impresa saprebbero trovare le strade per una vera innovazione nei servizi alle imprese, qualcosa che oggi francamente manca in Italia.






