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22 giugno 2012

I Confidi ce la faranno?

Non esiste convegno locale sul tema del credito alle piccole imprese in cui i rispettivi Confidi non siano tirati per la giacca a mettere in campo le povere risorse per facilitare quello che la crisi (e aggiungiamo anche gli errori di banche e imprese) hanno reso sempre più difficile. Ma cosa sappiamo del vero stato di salute di queste entità-cuscinetto? Se le banche mostrano nei bilanci segni evidenti di un deterioramento complessivo del portafoglio crediti cosa dobbiamo pensare del portafoglio garanzie dei Confidi che è per definizione sbilanciato proprio verso le imprese più fragili, costrette a chiedere la garanzia per ottenere credito bancario? Esiste poca trasparenza e informazione sulla situazione patrimoniale dei Confidi, pur sotto la vigilanza della Banca d’Italia motivo per il quale non aspettatevi questa volta analisi puntuali e grafici.

Ciò che si dice è che molti Confidi siano allo stremo delle forze patrimoniali, soprattutto quelli minori e si stiano ponendo seri interrogativi sulla possibilità di assistere le imprese rischiando ulteriormente gli esili patrimoni.

Ciò che si vede è che è in atto un processo di aggregazione e integrazione dei Confidi, per contrastare la debolezza della micro-dimensione, un aggregazione in certo modo più spinta di quello che le stesse piccole imprese da un lato e piccole banche dall’altro stanno facendo.  Questo è successo a Modena:

MODENA - Nella sua ultima recente assemblea dei soci il Cofim, Confidi Modena, oltre ad approvare l’ennesimo bilancio lusinghiero per quantità e qualità delle operazioni di finanziamento portate a termine a favore delle piccole e medie imprese, ha ratificato con assemblea straordinaria un passaggio fondamentale per il suo futuro: è stata infatti approvata all’unanimità dei presenti e delle deleghe, la fusione con Fidindustria Emilia Romagna. Il marchio Cofim cesserà quindi di esistere non appena i passaggi tecnici per la fusione verranno completati.

L’approvazione della fusione è stata salutata con soddisfazione dai rappresentanti degli istituti di credito modenesi, presenti all’assemblea che si è tenuta presso il teatro del collegio San Carlo, seguita da un convegno dal titolo “Un futuro per l’Europa”. Un plauso è arrivato anche dai presidenti di Confindustria Modena Pietro Ferrari e Confapi Pmi Dino Piacentini.
“Le banche stesse chiedevano questo passo per continuare a garantire un aiuto efficace. L’attenzione alla dimensione locale non può prescindere da una visione globale dei problemi e dalla capacità di essere anche più grandi e più forti”, ha concluso il presidente Gelati.

Ed è successo in Liguria (fonte Radiocor, 28/5)

I confidi liguri si riuniscono in un unico soggetto.
Con la deliberazione delle varie assemblee tenutesi nei giorni passati ed in corso in questi giorni si perfeziona il meccanismo di fusione ed incorporazione dei singoli confidi in un unico soggetto regionale, che svolga il ruolo di consorzio di garanzia collettiva fidi di primo grado per i settori industria, artigianato, commercio, cooperazione ed agricoltura della regione. Il nuovo Confidi regionale, frutto dell’intensa collaborazione tra Regione Liguria, Unioncamere e le associazioni di categoria dei cinque settori interessati con la costante collaborazione tecnica di Filse, costituisce un’importante risposta ai requisiti richiesti da Basilea 2 e 3 ed ha per effetto il rafforzamento e la razionalizzazione del sistema dei confidi liguri, ottenuto tramite il superamento degli effetti della attuale situazione di frammentazione in differenti organismi di garanzia di primo grado per i diversi settori produttivi. Banca d’Italia dovra’ ora valutare il nuovo confidi per il mantenimento dell’iscrizione dello stesso all’art. 107 Testo Unico Bancario. Operativamente e’ stato individuato Fidimpresa, in quanto primo confidi ligure ad aver ottenuto l’iscrizione all’elenco di cui all’art. 107 Tub, quale confidi “veicolo” in cui verranno fusi per incorporazione Mediocom, Cooperfidi e Rete Fidi; Confart apportera’ garanzie proprie e garanzie ad esso trasferite da Coarge. Il sistema economico ligure al termine di questo processo avra’ a disposizione un soggetto unico nel prestare garanzie agli associati che partira’ da una base di garanzie in essere di circa 254 milioni e oltre 4.000 imprese associate (pari a circa il 55% del mercato ligure delle garanzie sui finanziamenti), articolato per business units operative e che agira’ come confidi di primo grado polisettoriale rilasciando garanzie a favore di pmi su finanziamenti di importo superiore ad euro 75.000 (segmento corporate).

E succederà ancora, ma non sappiamo se basterà fino a quando potremo buttare un occhio sui conti economici e patrimoniali di questi soggetti che sono parte integrante della macchina di intermediazione del credito.

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to “I Confidi ce la faranno?”
  1. Nella mia esperienza (anche specificamente relativa ai Confidi) la somma di due debolezze non dà come risultato una forza ma una debolezza (e una forza “politica”) maggiore.
    Una sorta di versione italiana del too big to fail che oltreoceano ha dato risultati da brividi

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