Postato:

20 giugno 2012

Credito utile e credito inutile

Vorrei tanto potere spiegare a chiunque abbia il potere di prendere decisioni sulle medicine da prendere per fermare la crisi e rilanciare lo sviluppo, che il credito non è un concetto generico e asessuato. C’è credito e credito.

Prima distinzione: il credito alle piccole imprese non è della stessa materia del credito alle imprese medio-grandi e il riferimento qui va ai provvedimenti presi per rilanciare il mercato dei corporate bond (celebrati su tanti giornali e siti web ingenui e impreparati come i mini-bond) che ho avuto modo di spiegare si applicano solo a imprese di medio-grande dimensione con buoni bilanci, tali da essere accettati da investitori istituzionali che hanno 1000 alternative su scala internazionale prima di prendere un rischio su una media impresa italiana. Ritengo che le autorità, CONSOB in primis abbiano tratto lezioni dai corporate bond Cerruti, Cirio, Giacomelli, Italtractor, Arena, Ventaglio da volere prevenire nuovi episodi di scarico di cattivi crediti dalle banche ai risparmiatori privati.

Non solo, il credito che serve nell’anno domini 2012 e probabilmente anche nel 2013 è un credito molto specifico.  Vogliamo dirci una volta per tutte che non è, almeno in quantità significativa, un credito per nuovi investimenti ma per fare ben altro? E il motivo lo comprenderebbe anche uno studente al 1° anno di economia o ragioneria. A questi tassi di interesse (spread BTP 4,50% + costo rischio impresa + margine per la banca) indebitarsi per fare investimenti è una follia se non è strettamente necessario. Fare tornare i conti di investimenti finanziati al 10% o 12% con un leasing o anche all’8% con un mutuo è un mezzo miracolo. Molti imprenditori rinunciano a investire, se non si è ancora capito. Il resto lo fa la scarsità di domanda (anche sui mercati internazionali che tirano meno) e le incertezze del nostro paese che non inducono le imprese a varare investimenti. Ricordiamoci che proprio chi ha fatto e finanziato investimenti tecnici nel 2008 è oggi in maggiore difficoltà.

La sola vera domanda di credito esistente è per fare due cose:

1) finanziare incassi che non arrivano o arrivano in ritardo. Ora sappiamo tutti che ci sono 100 miliardi di arretrati pubblici a cui va aggiunto il ritardo medio di 30 giorni sui pagamento tra privati. Cifre enormi.

2) finanziare ristrutturazioni industriali con allungamenti del debito o persino nuovo debito-salvagente.

Queste affermazioni non sono sfera di cristallo, sono scritte da più di un anno nei documenti della Banca d’Italia di cui vi fornisco evidenza relativamente alla Lombardia, dove la domanda di credito fotografata un anno fa è uguale a quella fotografata un mese fa. Da un anno tutti sanno che le imprese cercano di finanziare il circolante che si espande in modo anomalo e cercano di rifinanziare i debiti.

 

Banca d'Italia-Economie Regionali, Lombardia giugno 2011

 

Banca d'Italia-Economie Regionali, Lombardia giugno 2012

Sono cambiati i colori ma non la sostanza nel grafico in alto a destra ‘Determinanti della domanda di credito‘ è dal 2008 che si contrae la domanda per investimenti fissi e acquisizioni, mentre si espande quella per circolante e ristrutturazioni, che si è confermata anche nel 2011.

Con questa chiara analisi, io chiedo che qualcuno mi spieghi cosa ha fatto il governo, cosa ha fatto Confindustria e cosa ha fatto ABI per migliorare l’accesso al credito delle PMI in queste due aree di prolungata e certificata domanda di credito. La mia risposta è: nulla. Il credito per circolante si è contratto se andate a vedere le statistiche, il finanziamento dell’arretrato della PA non è ancora pronto, i ritardi di pagamento tra le imprese che l’adozione della Direttiva Comunitaria avrebbe bloccato, sono persino peggiorati.

E sul credito per ristrutturare potremmo scrivere pagine e romanzi. Togliamo di mezzo la ‘benedetta’ moratoria, che va bene ma non basta. Ristrutturare il credito è un’impresa che Stato (leggi fallimentari) e banche (strutture inadeguate, tempi lunghissimi…) non hanno certo reso più facile nonostante l’esigenza evidente di farlo. Nemmeno con questo ultimo decreto legge che semmai facilita i concordati (con perdite per le banche) e non gli accordi di ristrutturazione veloci. Il Fondo di Garanzia non interviene sulle nuove ristrutturazioni, ma si è limitato ad accettare di mantenere la garanzia su crediti nati bene e finiti in ristrutturazione (e comunque è meglio che niente…).

Stiamo sbagliando a ripetizione nel non trarre insegnamento dalle informazioni per cercare le risposte giuste, ma qualcuno dovrà pure cominciare a farlo perché tirare al bersaglio sbagliato e senza mirino è incredibilmente stolto.

more

Ti potrebbe interessare anche :


Leave a Reply

Twitter Users
Enter your personal information in the form or sign in with your Twitter account by clicking the button below.