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11 giugno 2012

Ne valeva veramente la pena?

Forse oggi non è la giornata giusta per farsi delle domande, visto il terremoto sui mercati seguito al maxi-prestito deciso per il salvataggio del sistema bancario spagnolo. O forse è il momento più opportuno.

La domanda che rimbomba è se davvero sia stata una scelta intelligente per le banche italiane continuare a gonfiarsi di BTP e altri titoli di Stato dopo avere preso a piene mani i fondi della BCE. Si sapeva che erano già una fonte di debolezza, a causa del trattamento ricevuto in sede di stress-test dell’EBA, si sapeva che erano esposti agli annunciati downgrading delle Agenzie di rating, si sapeva che il loro prezzo e rendimento erano molto volatili e in parte legato agli altri problemi dell’euro e dell’Europa (Grecia, Spagna, Portogallo), insomma si sapeva che erano un investimento rischioso.

Invece le banche italiane hanno deciso di fare altri acquisti, quasi certamente ‘stimolate’ dal governo Monti che le incoraggiava a sottoscrivere per calmierare lo spread e incoraggiate dal silenzio acquiescente della Banca d’Italia.  I portafogli d’investimento in titoli di Stato delle principale banche italiane si sono ulteriormente incrementati, generando profitti apparsi chiaramente nelle trimestrali per il meccanismo di basso costo della raccolta e alto rendimento e in tutta franchezza a detrimento del credito all’economia reale, che dei soldi della BCE ha visto poco o nulla in termini di credito incrementale. Le banche si sono trincerate (dopo avere detto inizialmente che i fondi BCE erano destinati alle imprese) nella posizione di chi NON ha ridotto il credito alle imprese grazie ai fondi della BCE.

Sole 24 Ore 12 aprile 2012

Qualcuno, come il nuovo presidente di MPS, ha già detto apertamente che la sua banca ha troppi BTP. Qualcuno non lo dice ma lo pensa e forse si sta pentendo di certe decisioni che ora potrebbero anche causare perdite invece di profitti se lo spread si dovesse innalzare ancora perché l’Italia finisce nel mirino dopo la Spagna.

L’alternativa a imbottirsi di nuovi BTP era quella di concedere un po’ più credito alle famiglie e alle imprese, apparentemente meno sicura, ugualmente remunerativa ma molto più difficile. Così era stato promesso inizialmente, e invece non è avvenuto. Il meccanismo del credito all’economia, pur comportando rischi che nessuno vuole negare, ha però il vantaggio di dare ossigeno al tessuto economico, di alimentare un indotto di imprese, fornitori e lavoratori di cui le banche hanno molto bisogno nel medio e lungo periodo.

Per questi motivi mi viene facile dire oggi che sia stata una scelta infelice, fermo restando che la domanda ‘se non li avessero sottoscritti le banche italiane chi avrebbe comprato questi BTP?’ ha tutte le ragioni di essere.

Ma allora fregiarsi di un’illusoria discesa dello spread è stato solo un trucco cosmetico e il governo aveva guadagnato fiato per prendere provvedimenti atti a fare ripartire la macchina economica. Invece siamo ancora in attesa di un tanto annunciato decreto.

 

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Pubblicato in: economia
to “Ne valeva veramente la pena?”
  1. Le banche hanno tutte le dichiarazioni degli investitori per le gestioni i quali avranno sicuramente firmato il benestare affinchè la banca investa a sua discrezione in titoli di stato.
    Vedrà che alla fine volenti o nolenti saranno gli italiani e non le banche ad averne in portafoglio, magari anche senza saperlo.
    Cordiali saluti

  2. Una prima risposta è arrivata oggi indirettamente dall’articolo pubblicato dal Sole24Ore a firma di Morya Longo e Fabio Pavesi “BTp e crediti dubbi pesano sull’Italia” all’interno del quale si evidenzia che i titoli governativi in portafoglio delle banche italiane erano a fine novembre 209 miliardi, mentre ora sono saliti a 294 miliardi. Anche secondo il Sole le banche si ‘sono imbottite di 95 miliardi di titoli del Tesoro italiano, esponendo il proprio bilancio sempre più al rischio-Italia’. Effetto calmieratore dello spread poi svanito e ora, dice sempre il sole, le banche italiane sono considerate dei succedanei del debito pubblico. In più aggiungerei con questa volatilità dei prezzi non aveva torto l’EBA, aggredita dal branco dell’ABI, a giudicare rischioso il bilancio delle banche italiane e chiedere rafforzamenti di capitale. Sei mesi dopo lo stress (Spagna) è arrivato e ha dimostrato esattamente ciò che l’EBA paventava.
    Sul resto dell’articolo, che tratta la questione sofferenze delle banche e il giudizio dato da Barclays Capital, mi sono già soffermato molte volte. Le sofferenze sono un serissimo problema per le banche italiane.

    • per quanto riguarda il commento di Francescopd, non sono sicuro che le cose stiano così. Anche dimenticando la formale separatezza tra gestioni patrimoniali delle SGR e portafoglio di investimento delle banche, quei 95 miliardi sono tanti (troppi) sono nel portafoglio della banca e possono forse defluire lentamente in quello della clientela privata e molto poco nei fondi gestiti dalle SGR che hanno ben altre alternative su scala internazionale che fare un massiccio BTP-Day.
      Non credo che avverrà perché le banche italiane stanno emettendo obbligazioni proprie sulla clientela retail, a tassi inferiori rispetto ai BTp attuali nel tentativo di rastrellare risparmio e raccolta da mettere a fronte dei deflussi di obbligazioni internazionali. Le obbligazioni bancarie lasciano poco spazio ai BTp se non forse nel gioco ancora vivo dei pronti-termine, che è però di breve periodo.

  3. Aggiungiamo anche l’ottimo post di @phastidio “Numeretti sul sistema banco-centrico italiano”

    Quindi l’investimento in titoli di stato, spinto dalle due aste LTRO triennali della Bce, è cresciuto in cinque mesi di circa 80 miliardi. Ad aprile, quindi, le nostre banche possedevano titoli di stato in misura pari all’85 per cento del proprio patrimonio (capitale e riserve).

    Ora (forse) capite perché, quanto e più della Spagna, il destino delle nostre banche è strettamente intrecciato a quello del nostro rischio-paese. Ancora una volta, con buona pace dei cocoriti che da mesi starnazzano di operazioni “prive di rischio” fatte dalle nostre banche con i soldi della Bce.

    http://phastidio.net/2012/06/12/numeretti-sul-sistema-banco-centrico-italiano/

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