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9 giugno 2012

Il rischio c’è ma non si vede

Se davvero la crisi economica ha determinato un peggioramento dei bilanci e della capacità di rimborso del debito bancario da parte delle imprese, le tracce del deterioramento del portafoglio crediti dovrebbero essere evidenti sull’intera massa dei crediti, quelli deteriorati ma anche quelli in bonis.

Sui crediti deteriorati ho pubblicato diversi articoli e analisi per le principali banche, che hanno evidenziato un tasso di crescita medio dei crediti dubbi del 16% nel 2011 dopo un 17% del 2010. Poiché il dato segnala il netto tra partite che erano classificate in bonis e sono peggiorate nell’anno, e altre che sono migliorate tornando in area buona, comunque si deve accettare il dato di fatto di un generale deterioramento della situazione delle imprese.

E’ possibile nei bilanci delle banche osservare anche la distribuzione dei rischi per categorie di rating interno. La distribuzione dei rischi nelle varie categorie di rating fornisce elementi di giudizio. Ho esaminato i dati di 3 gruppi medio grandi: UBI, Banco Popolare e MPS facendo una comparazione della distribuzione 2011 rispetto a quella 2010.

Il profilo marcato dalla linea tratteggiata indica la situazione 2010 e si confronta con l’area colorata che segna i dati 2011.

Per quanto riguarda UBI, che anche nel 2010 mostrava un profilo irregolare e curioso, gli spostamenti 2011 nelle classi di rating sembrano indicare una polarizzazione a sinistra dalla classe 6 alla classe 5 e verso destra (peggioramento) nelle classi 7 e 8 e 10. Questo sarebbe coerente con una più incisiva analisi di credito che separa i buoni crediti da quelli più rischiosi, ma il condizionale è d’obbligo.

Il profilo di Banco Popolare è decisamente più stabile con un leggero slittamento verso destra delle prime 3 classi, un aumento della classe 5, ma un sostanziale equilibrio tra i due profili.

Prova del nove con MPS, una delle banche con la maggiore crescita e incidenza dei crediti deteriorati.

I due profili sembrano quasi coincidenti. La classe mediocre passa dal 12,2% del totale al 14,1%, quella debole quasi invariata.

Questi dati e profili non mi convincono pienamente. E’ pur vero che una traslazione di un solo 1% della massa dei crediti in bonis alla categoria deteriorati equivale ad un aumento del 15% su una massa di crediti deteriorati pari al 7% del totale crediti. Tuttavia la staticità dei portafogli di due banche su tre non corrisponde alla situazione che sperimentiamo tutti i giorni anche nelle testimonianze dei direttori di filiale.  L’ipotesi sottostante è che, nonostante le forti critiche, i sistemi di rating stiano sottostimando lo stato ‘dinamico’ della salute finanziaria delle piccole e medie imprese. Un’ipotesi che potrebbe avere qualche serio fondamento perché nella gran parte dei casi di crisi di liquidità delle imprese la segnalazione del sistema di rating è alquanto tardiva e a volte la segnalazione è persino sbagliata.

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