Postato:

18 maggio 2012

Macerie sulle costruzioni

La crisi delle banche spagnole che seguiamo con l’occhio sinistro, mentre il destro osserva l’evoluzione del problema Grecia, è notoriamente causata da una bolla immobiliare finanziata in modo massiccio e sciagurato da tutto il sistema bancario.  Se anche ci affanniamo a scongiurare che esista un rischio simile in Italia, non si può smentire che sia in corso una seria crisi e una ritirata bancaria dal settore costruzioni e immobiliare.  Non lo dice solo l’ANCE che continua a lanciare allarmi ed è passata al contrattacco con il D-Day sui pagamenti arretrati della PA, lo dicono anche altre statistiche che voglio mostrarvi reperite dall’ultimo rapporto CERVED del maggio 2012 ‘Osservatorio trimestrale sulla crisi d’impresa’.

Il settore costruzioni sta mostrando tassi di crescita nelle procedure di fallimento aperte presso i tribunali. Servizi (commercio) e costruzioni stanno franando sempre più rapidamente.

Gli stessi dati CERVED mostrano negli ultimi due trimestri una ripresa delle domande di procedure concorsuali che si avvicinano  a quota 300 per trimestre, all’interno di questo recinto in cui si gestiscono le crisi d’impresa nuovamente è il settore costruzioni che ha una parte rilevante:

Mentre servizi e industria mostrano dati in calo, il numero di concordati preventivi nel settore costruzioni è cresciuto del 4,8% nel 2011 e del 23,5% nel 2012.

L’ultimo grafico mostra in quale dimensione aziendale sono concentrati i concordati:

Sono le piccole imprese tra i 2 e 10 milioni di fatturato che aprono più procedure concorsuali, imprese con una dimensione fragile con molto debito e poco capitale ed è ipotesi probabile che tanti costruttori siano proprio all’interno di questa fascia dimensionale.

Il settore delle costruzioni, l’ho già detto in altri articoli, da tempo aveva bisogno di rimettere i piedi per terra. E’ stato costruito e finanziato dalle banche di tutto e di più quasi sempre nell’ipotesi che si sarebbe venduto tutto. Da anni non  è più così, l’invenduto residenziale e commerciale è alto e visibile, le banche si sono quasi completamente fermate da nuove erogazioni e e si prestano solo a fare manutenzione del portafoglio rischi in essere. Possiamo pensare che il tempo farà il suo corso e ripulirà da un eccesso di piccoli costruttori. Oppure possiamo pensare che l’economia senza una politica nuova delle costruzioni partirà molto più lentamente, che l’eccesso di invenduto e di mutui senza speranza debba trovare una soluzione diversa da un fallimento o da un concordato dato che questo sfocia in patetiche esecuzioni immobiliari nelle quali i valori precipitano e non fanno felice nessun creditore.

more

Ti potrebbe interessare anche :


to “Macerie sulle costruzioni”
  1. Al settore delle costruzioni aggiungerei lo sciagurato sperpero di risorse per i prossimi 20 anni melle energie rinnovabili, in particolar modo fotovoltaico. Ci sarà un motivo che Spagna, Italia e Grecia hanno avuto gli incentivi più generosi del pianeta. Vogliamo pensare che i nodi prima o poi arrivano al pettine?
    Saluti

Leave a Reply

Twitter Users
Enter your personal information in the form or sign in with your Twitter account by clicking the button below.